Haftar incontra Macron: pronto al cessate il fuoco in Libia

Pubblicato il 10 marzo 2020 alle 9:09 in Francia Libia

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

Il generale Khalifa Haftar, capo dell’Esercito Nazionale Libico (LNA), ha incontrato, lunedì 9 marzo, il presidente francese, Emmanuel Macron, e ha dichiarato in sua presenza di essere pronto a firmare l’accordo di cessate il fuoco in Libia, a condizione che il Governo di Accordo Nazionale (GNA) di Tripoli sia anch’esso disposto a impegnarsi.

Una dichiarazione dell’Eliseo ha reso noti i vari argomenti trattati durante la discussionee ha specificato che Haftar avrebbe rivelato a Macron di voler raggiungere una tregua in Libia fintanto che tutti i gruppi armati, compreso l’esercito di Tripoli sotto il comando del GNA, si impegnino a farlo. Il colloquio tra i due ha poi affrontato il problema del blocco del petrolio e del calo della produzione petrolifera, che secondo la dichiarazione francese, sarebbero stati provocati dall’intervento di forze straniere in Libia.

Al contempo, anche l’ufficio stampa di Haftar ha affermato che Macron si sarebbe detto pronto a offrire “il pieno sostegno alle forze del generale libico impegnate nella lotta al terrorismo e nel raggiungimento della stabilità nel Paese nordafricano”. Secondo fonti fedeli al comandante di Tobruk, la visita di Haftar a Parigi sarebbe avvenuta su invito dello stesso Macron.

La Francia è tra i maggiori sostenitori delle forze di Haftar e ha fornito supporto militare e politico al comandante dell’LNA fin da quando è iniziata la sua Operazione Dignità, nel 2014, per liberare il Paese da tutti gli elementi terroristici. Durante l’offensiva su Tripoli, iniziata il 4 aprile 2019, la Francia avrebbe aiutato Haftar con diversi missili Javelin, poi trovati a Gharyan quando la città veniva riconquistata dalle forze del GNA. La Francia, dal canto suo, ha sempre negato di utilizzare le armi a scopo di combattimento.

La Libia vive in una situazione di grave instabilità dal 15 febbraio 2011, data che ha segnato l’inizio della rivoluzione e della guerra civile. Nel mese di ottobre dello stesso anno, il Paese nordafricano ha poi assistito alla caduta del regime del dittatore Muammar Gheddafi, ma da allora non è mai riuscito a effettuare una transizione democratica e vede tuttora la presenza di due schieramenti. Da un lato, il governo di Tripoli, nato con gli accordi di Skhirat del 17 dicembre 2015, guidato da Fayez al-Sarraj e riconosciuto dall’Onu. Dall’altro lato, il governo di Tobruk, con il generale Haftar. Il governo di Tobruk riceve il sostegno di Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti, Egitto, Russia e Francia. In particolare, Il Cairo, Riad ed Abu Dhabi sostengono militarmente ed economicamente le forze dell’esercito di Haftar. L’Italia, il Qatar e la Turchia appoggiano, invece, il governo riconosciuto a livello internazionale.

Per trovare una soluzione a tale instabilità, lo scorso 19 gennaio si erano riunite a Berlino diverse parti a livello internazionale, compresi il generale a capo dell’Esercito Nazionale Libico (LNA) e uomo forte del governo di Tobruk, Khalifa Haftar, e il premier del Governo di Accordo Nazionale della Libia, Fayez al-Sarraj. Al termine della Conferenza, sono state concordate 3 strade da seguire per riportare stabilità nel Paese Nordafricano, in termini economici, politici e militari, ribadendo in ogni caso la necessità di rispettare l’embargo sulle armi e di preferire una soluzione politica a quella militare.

Nonostante gli sforzi diplomatici, però, la Libia continua ad essere teatro di scontri sul campo, di recente caratterizzati dal tentativo di Haftar di aprire un nuovo fronte attraverso l’avanzata delle proprie forze verso Misurata, nell’Ovest del Paese. Il 3 marzo, fonti locali hanno riferito che il generale ha incontrato ad Al-Rajmah, città della Cirenaica posta a 25 km a Est di Bengasi, una delegazione europea composta dagli ambasciatori di Francia, Italia e Germania, e da consiglieri del presidente francese Macron, del primo ministro italiano, Giuseppe Conte, e della cancelliera tedesca, Angela Merkel. Secondo quanto riferito, nel corso dell’incontro sono stati presi in esame gli ultimi sviluppi del panorama libico a livello sia politico sia militare, ribadendo nuovamente la necessità di riportare la stabilità nel Paese. Solo risolvendo la crisi in corso, è stato evidenziato, si potrà passare alle fasi successive e proseguire nel percorso di transizione democratica. Il capo dell’LNA, in tale occasione, aveva altresì ribadito ai suoi interlocutori che tutte le soluzioni proposte sino ad ora non sarebbero state raggiunte fino a quando non sarebbero state eliminate tutte le milizie e i gruppi definiti “terroristici”, i quali, a detta di Haftar, continuano a non rispettare le promesse di cessate il fuoco. 

Leggi Sicurezza Internazionale, il solo quotidiano italiano interamente dedicato alla politica internazionale

Chiara Gentili

di Redazione

Al fine di migliorare la tua esperienza di navigazione, questo sito utilizza i cookie di profilazione di terze parti. Chiudendo questo banner o accedendo ad un qualunque elemento sottostante acconsenti all’uso dei cookie.