Egitto lancia una forza navale per bloccare le navi turche al largo della Libia

Pubblicato il 10 marzo 2020 alle 14:31 in Egitto Libia

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

L’Egitto ha lanciato una nuova forza di comando navale che lavorerà con i militanti libici per impedire alle navi turche di fornire aiuti al Governo di Accordo Nazionale (GNA) di Tripoli. È quanto hanno rivelato fonti libiche ed egiziane, lunedì 9 marzo, al quotidiano The New Arab, specificando che lesercito del Cairo ha addestrato i combattenti libici a condurre attacchi contro le navi della Marina turca in difesa del suo alleato, il generale Khalifa Haftar. La forza, composta da circa 50 uomini tornati nella Libia orientale la scorsa settimana, è supportata anche dagli Emirati Arabi Uniti. Secondo le fonti, Abu Dhabi fornirà le navi per la missione, che saranno sorvegliate dagli ufficiali navali egiziani prima di essere consegnate alle forze collegate ad Haftar. Sia lEgitto sia gli Emirati Arabi Uniti sono attivi sostenitori del generale e della sua forza militare, lEsercito Nazionale Libico (LNA). Anche la Russia è accusata di appoggiare Haftar mettendo a disposizione del suo esercito migliaia di mercenari del Gruppo Wagner. Il loro numero dovrebbe superare le 15.000 unità, secondo quanto rivelato da varie fonti.

Nel frattempo, sempre in funzione anti-turca, il capo dei servizi di sicurezza egiziani, il generale Abbas Kamel, si è recato nei giorni scorsi a Damasco per incontrare il suo omologo siriano, Ali Mamluk, e discutere delle strategie per limitare linfluenza di Ankara nel Mediterraneo Orientale. Secondo quanto riportato da Ansamed, lincontro è servito a rafforzare l’alleanza russa-siriana-egiziana sulla Libia. L’Egitto sostiene le truppe libiche di Haftar e il governo siriano, alleato della Russia, ha stabilito formali relazioni diplomatiche con il comandante dell’LNA a scapito del premier di Tripoli, Fayez al-Sarraj sostenuto, tra gli altri, dalla Turchia. Come riferito da varie fonti, la Russia e gli Hezbollah libanesi, vicini all’Iran, stanno altresì reclutando diversi civili siriani da inviare in Libia a sostegno “logistico” delle truppe di Haftar, impegnate nell’assedio di Tripoli. 

In Libia, Ankara ha più volte mostrato il proprio sostegno al governo di Tripoli, altresì noto come Governo di Accordo Nazionale (GNA), rivale dell’LNA e del generale Haftar. A tal proposito, il 25 dicembre 2019, il capo di Stato turco, Recep Tayyip Erdogan, aveva annunciato che avrebbe supportato militarmente le operazioni del governo di Tripoli, contro l’esercito del generale Haftar. Tale affermazione faceva seguito ai memorandum di intesa firmati il 27 novembre dello stesso anno dal presidente turco e dal presidente del Consiglio presidenziale di Tripoli, nonché premier, Fayez al-Sarraj, volti ad intensificare la cooperazione tra Libia e Turchia in materia di sicurezza, e a regolare le attività marittime nella contesa area del Mediterraneo orientale. Alla luce di ciò, il governo di Tripoli ha inviato una richiesta formale di sostegno militare “aereo, terrestre e marittimo” alla Turchia il 26 dicembre, a cui ha fatto seguito la risposta del Parlamento turco, del 2 gennaio, il quale ha approvato un decreto con cui Erdogan sarebbe stato autorizzato ad inviare truppe in Libia. Da allora, aiuti militari, rinforzi e consiglieri turchi si sono diretti a Tripoli.

Allo stesso tempo, Ankara è sempre più partecipe al conflitto siriano, a sostegno delle forze ribelli, che mirano a rovesciare il governo di Assad. In tale quadro, almeno 34 soldati turchi hanno perso la vita il 27 febbraio scorso nel Nord-ovest della Siria, alimentando ulteriormente l’escalation in corso. Non da ultimo, Turchia e Russia si sono incontrate il 6 marzo e hanno deciso di concludere un accordo sulla distensione della situazione a Idlib. Nel patto sono stati concordati tre punti: 1. Il cessate il fuoco sull’attuale linea di contatto dalla mezzanotte del 6 marzo; 2. Russia e Turchia creano un corridoio di sicurezza largo sei chilometri a nord e sud dell’autostrada M4; 3. Russia e Turchia a partire dal 15 marzo iniziano il pattugliamento congiunto lungo l’autostrada M4.

Leggi Sicurezza Internazionale, il solo quotidiano italiano interamente dedicato alla politica internazionale

Chiara Gentili

di Redazione

Al fine di migliorare la tua esperienza di navigazione, questo sito utilizza i cookie di profilazione di terze parti. Chiudendo questo banner o accedendo ad un qualunque elemento sottostante acconsenti all’uso dei cookie.