Coronavirus: peggiora scenario in Spagna, scuole chiuse a Madrid e Vitoria

Pubblicato il 10 marzo 2020 alle 11:09 in Europa Spagna

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

Lo scenario dell’epidemia di coronavirus in Spagna è cambiato nel giro di 24 ore. Con oltre 1.200 casi – il doppio rispetto al giorno precedente – gli ospedali di Madrid sono sovraccarichi e in alcuni casi saturi. Sono almeno 74 le persone in terapia intensiva e 30 i decessi. Il governo ha ipotizzato lunedì 9 marzo per la prima volta che ci sono focolai di controllo e che la fase di contenimento è stata superata. Il ministro della Sanità, Salvador Illa, ha annunciato misure di allontanamento sociale nelle aree di “alta trasmissione”: Madrid, con 577 casi positivi confermati, e la provincia basca di Álava, che concentra 122 dei 149 casi nei Paesi Baschi. La nuova fase è quella del “contenimento rinforzato”.

In coordinamento con le comunità autonome interessate, il ministero della Salute ha deciso di sospendere le lezioni per due settimane nelle scuole di ogni ordine e gradi e all’università nella Comunità di Madrid, dove la misura interesserà 1,5 milioni di studenti. Ad Álava, la chiusura è limitata al capoluogo Vitoria e ad alcuni comuni come Labastida, con poco più di 50.000 studenti interessati. Questo decreto entrerà in vigore mercoledì 11 marzo e si scontra con la tesi che fino ad ora aveva mantenuto il ministero. Fernando Simón, direttore del Centro di coordinamento per le emergenze, aveva sostenuto che sebbene questa misura fosse presa in considerazione, l’applicazione potrebbe anche essere controproducente, poiché i bambini sarebbero affidati ad altre persone, spesso ai nonni, che fanno parte del gruppo più vulnerabile alle malattie.

“Le misure che adottiamo in ambito educativo sembrano efficaci per prevenire la trasmissione e il contagio, in linea con quelle adottate dai nostri partner europei” – ha dichiarato tuttavia il ministro un giorno dopo le massicce manifestazioni per l’8 marzo, in cui si sono riuniti 120.000 partecipanti a Madrid e 50.000 a Barcellona e la cui autorizzazione è stata oggetto di critiche. Illa spiega che la misura è in linea con le azioni che  sta compiendo l’Italia, dove  il governo Giuseppe Conte ha esteso le misure di contenimento e protezione all’intero territorio – qualcosa che in Spagna non è contemplato al momento, secondo il ministro.

Al di fuori del campo educativo, la salute si è limitata a dare raccomandazioni: telelavoro quando possibile, orari flessibili, evitare incontri e assembramenti non necessari. Nel resto del territorio spagnolo, sebbene il ministero insista sul fatto che i focolai siano controllati, c’è anche un aumento delle precauzioni consigliate. Sono misure che fanno appello alla responsabilità individuale e promuovono l’assistenza agli anziani, limitano le partenze, consigliano di evitare luoghi affollati a coloro che soffrono di malattie croniche o patologie plurime e impongono l’autoisolamento di tutti coloro che hanno sintomi compatibili con il COVID-19.

Sebbene non siano state decretate misure aggiuntive, ciò non significa che non possano essere adottate a seconda delle circostanze, ha avvertito Illa. Quelle annunciate lunedì 9 marzo saranno in vigore per 14 giorni. Una volta trascorso questo lasso di tempo, si deciderà se il termine debba essere prorogato. Nel frattempo, è possibile aggiungerne di nuovi. In Andalusia, ad esempio, è stato deciso di giocare la partita Siviglia-Roma giovedì 12 marzo. Il governo basco ha reso noto che studierà, caso per caso, la cancellazione degli atti di oltre 5.000 persone ad Álava. Al momento, qualcosa di simile non sarà fatto nel resto della Spagna. Il ministro non ha voluto “speculare sulle misure che non sono state prese”, quando gli è stato chiesto se le competizioni sportive come La Liga dovevano essere limitate.

Prima della comparsa di Illa, a mezzogiorno di lunedì, il presidente del governo, Pedro Sánchez, aveva annunciato che il suo esecutivo ha preparato per due settimane un “pacchetto” di misure per affrontare la crisi del coronavirus. Non ha fornito ulteriori dettagli e ha detto ai giornalisti che si sarebbero incontrati “nei prossimi giorni”. È la prima volta dall’inizio della crisi che Sánchez presiede il comitato interministeriale per l’emergenza coronavirus. 

 

Leggi Sicurezza Internazionale il solo quotidiano italiano interamente dedicato alla politica internazionale

Italo Cosentino, interprete di spagnolo

di Redazione

Al fine di migliorare la tua esperienza di navigazione, questo sito utilizza i cookie di profilazione di terze parti. Chiudendo questo banner o accedendo ad un qualunque elemento sottostante acconsenti all’uso dei cookie.