Coronavirus, Africa: primo caso in Rep. Dem. del Congo e primo morto in Marocco

Pubblicato il 10 marzo 2020 alle 17:28 in Marocco Rep. Dem. del Congo

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Anche la Repubblica Democratica del Congo ha confermato il suo primo caso di coronavirus, martedì 10 marzo, portando a 11 il numero di Paesi africani colpiti dallepidemia. Nel frattempo, il Marocco ha registrato la sua prima vittima, una donna marocchina di 89 anni da poco rientrata dallItalia e affetta da problemi respiratori. In seguito al diffondersi del contagio, Rabat ha deciso di cancellare tutti i voli da e per lItalia, di annullare diversi eventi sportivi e culturali e di adottare ulteriori misure precauzionali.

Nella Repubblica Democratica del Congo il paziente risultato positivo al test è un cittadino belga che da diversi giorni risiede nel Paese africano. Luomo, insieme ad altre persone con cui è venuto a contatto, è stato messo in quarantena, secondo quanto riferito dal Ministero della Salute di Kinshasa. Voglio dire alle persone di non agitarsi, ha voluto avvertire il ministro Eteni Longondo.

A questo punto, diventano 11 i Paesi africani dove è stato accertato il contagio. Oltre alla Repubblica Democratica del Congo, hanno registrato pazienti positivi l’Egitto, l’Algeria, la Tunisia, il Marocco, il Senegal, la Nigeria, il Sudafrica, il Camerun, il Togo e il Burkina Faso. Allo stato attuale, il numero delle persone ancora infette in ciascuno degli Stati del continente è il seguente: 2 in Camerun, 7 in Sudafrica, 2 in Nigeria, 1 in Togo, 2 in Burkina Faso, 3 in Senegal, 2 in Marocco, 20 in Algeria, 5 in Tunisia, 57 in Egitto, 1 in Repubblica Democratica del Congo.

Il bilancio dei contagiati in Egitto è salito a circa 57 persone, dopo che, sabato 7 marzo, sono stati individuati 45 casi sospetti su una nave da crociera di passaggio sul Nilo e diretta da Assuan a Luxor. Il Ministero della Salute ha dichiarato che le persone sono state messe in quarantena, sebbene 11 di loro siano risultate negative ai test di follow-up. La nave è attraccata a Luxor, domenica 8 marzo, con 171 persone a bordo, 101 stranieri e 70 membri dell’equipaggio di nazionalità egiziana. Anche lEgitto ha avuto la sua prima vittima per coronavirus, l8 marzo. Si tratta di un turista tedesco di 60 anni che si trovava in vacanza nel Paese nordafricano e che era stato messo in terapia intensiva a causa della febbre alta e delle difficoltà respiratorie. 

Secondo uno studio della rivista medica Lancet, l’Egitto, l’Algeria e il Sudafrica sono i Paesi africani a più alto rischio di diffusione del virus, in particolare per l’elevato numero di viaggi e le intense relazioni commerciali con la Cina. Le misure adottate dai Paesi africani includono lo screening della temperatura nei punti di ingresso, le raccomandazioni a evitare viaggi in Cina e la diffusione di informazioni sanitarie avanzate sia al personale medico sia al pubblico generale. Tuttavia, secondo l’Organizzazione mondiale della Sanità, l’Africa risulta mal equipaggiata per affrontare la minaccia e i governi devono cercare di fare di più per aumentare i controlli e identificare rapidamente i casi sospetti. La maggior parte dei sistemi sanitari risulta obsoleta e priva delle strutture necessarie a gestire casi di pandemia influenzale.

Il direttore generale dell’OMS, Tedros Ghebreyesus, ha affermato di essere seriamente preoccupato per la diffusione del virus in Paesi con sistemi sanitari deboli, come molti Stati africani. Il timore è che, nonostante la percentuale di letalità del coronavirus sia bassa, questa possa aumentare viste le condizioni in cui vive più del 40% della popolazione africana, ovvero sotto la soglia di povertà. Una caratteristica peculiare del nuovo virus è infatti la velocità di contagio elevata. A gennaio, l’organizzazione ha dichiarato il coronavirus un’emergenza sanitaria mondiale. L’OMS ha poi identificato 13 Stati africani che rischiano di più a causa del volume dei loro collegamenti con la Cina. Tra questi ci sono l’Algeria, l’Etiopia, il Sudafrica e la Nigeria.

Il coronavirus, confermato il 7 gennaio nella città cinese di Wuhan, si è ormai diffuso in circa 90 Paesi. Secondo l’OMS, si tratta di un’emergenza di dimensioni mondiali.

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Chiara Gentili

di Redazione

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