UE svela nuova strategia per l’Africa

Pubblicato il 9 marzo 2020 alle 18:14 in Africa Europa

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L’Unione europea ha concordato con l’Africa il lancio della cosiddetta nuova “strategia globale”,volta a incrementare le relazioni con i Paesi del continente e a contenere l’influenza di Cina, Russia e Stati Uniti. Secondo quanto affermato dalla Commissione europea, l’iniziativa si concentrerà sui temi del cambiamento climatico e della creazione di posti di lavoro, sviluppando l’economia digitale, la crescita economica, la sicurezza e il buon governo. Per diverse agenzie umanitarie, invece, i soldi europei potrebbero rischiare di essere utilizzati solamente in iniziative che blocchino la migrazione verso i Paesi dell’UE. La strategia dovrà essere firmata e approvata anche dai leader africani in occasione di un vertice di alto livello previsto ad ottobre a Bruxelles.

“È una delle più importanti partnershipinternazionali che andremo a creare”, ha detto l’Alto Rappresentante per gli Affari Esteri e la Politica di Sicurezza dell’UE, Josep Borrell, durante una conferenza stampa. “La nostra crescita e la nostra sicurezza dipendono da cosa succede in Africa molto più che in altre parti del mondo”, ha aggiunto.

Nel 2018, il commercio di beni dell’UE con l’Africa valeva 235 miliardi di euro, quasi il doppio di quello della Cina con l’Africa e circa cinque volte quello degli Stati Uniti. Gli investimenti diretti esteri europei nel 2017 sono stati pari a 222 miliardi di euro, oltre cinque volte il valore di ognuna delle altre due superpotenze. “Non abbiamo complessi di inferiorità. Siamo coinvolti e continueremo a esserlo e la nostra presenza sarà senza dubbio accompagnata non solo da investimenti, ma anche dal desiderio di essere partner nello sviluppo politico, economico e culturale dell’Africa”, ha sottolineato Borrell, specificando: “Si tratta di fare progressi in una partnership condivisa. Non so se questo sia il punto di vista della Cina”.

La sezione sulla migrazione evidenzia la necessità di una migliore cooperazione al fine di favorire il ritorno in Africa di centinaia di persone e ad esercitare controlli più severi alle frontiere. L’Africa settentrionale, e in particolare la regione del Sahel, rappresenta un’area estremamente fertile per i gruppi jihadisti. La strategia dell’UE mira anche a rafforzare la cooperazione in materia di sicurezza e a contribuire a risolvere le crisi di lungo tempo in Libia, Mali o Somalia.

I primi 5 maggiori partner commerciali del continente africano sono, in ordine, l’Unione europea, la Cina, l’India, gli Stati Uniti e gli Emirati Arabi Uniti.

I funzionari statunitensi hanno già promesso di voler contrastare quella che vedono come una pericolosa influenza politica ed economica di Mosca negli affari africani, al pari di quella già esercitata dalla Cina, che da tempo possiede una forte presenza nel continente e organizza vertici bilaterali fin dal 2006. A dicembre, l’allora consigliere per la sicurezza nazionale degli Stati Uniti, John Bolton, aveva accusato Mosca di pratiche commerciali “corrotte” e “predatorie” e della vendita di armi ed energia in cambio di voti alle Nazioni Unite. Mosca, tuttavia, nega le assunzioni di Washington.

Pechino, d’altro canto, è uno dei maggiori investitori stranieri in Africa, dopo l’Unione europea. I finanziamenti cinesi si rivolgono soprattutto al settore ferroviario, industriale e delle telecomunicazioni. 

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Chiara Gentili

di Redazione

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