Turchia-UE: Erdogan atteso a Bruxelles

Pubblicato il 9 marzo 2020 alle 9:19 in Europa Turchia

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

Il presidente turco, Recep Tayyip Erdogan, è atteso a Bruxelles per incontrare una delegazione dell’Unione Europea e discutere della crisi di rifugiati al confine tra Grecia e Turchia. Il leader di Ankara ha in programma colloqui con il presidente del Consiglio europeo, Charles Michel, e con il presidente della Commissione, Ursula von der Leyen. I temi principali da affrontare, nella giornata di lunedì 9 marzo, sono “la migrazione, la sicurezza, la stabilità della regione e la crisi in Siria”, ha riferito il portavoce di Michel, Barend Leyts, su Twitter.

Domenica 8 marzo, Erdogan ha chiesto alla Grecia di “aprire le frontiere” dopo che la polizia di Atene aveva iniziato a utilizzare gas lacrimogeno e cannoni ad acqua per disperdere la folla di rifugiati. “Spero di ritornare dal Belgio con risultati differenti”, ha specificato Erdogan durante un discorso a Istanbul. Nella mattinata di lunedì 9 marzo, la Germania ha rivelato che l’Unione Europea starebbe prendendo in considerazione l’idea di accogliere circa 1.500 minori richiedenti asilo, al momento ospitati nei campi profughi della Grecia. “Una soluzione umanitaria sarà negoziata a livello europeo per individuare “una coalizione di volenterosi” che accoglierà questi bambini”, si legge in una dichiarazione del governo di Berlino.

Il 6 marzo, Erdogan e la cancelliera tedesca, Angela Merkel, hanno avuto una conversazione telefonica per discutere della crisi migratoria e dei recenti sviluppi nella provincia siriana di Idlib. Durante la chiamata, il presidente turco ha sottolineato che con l’accordo di cessate il fuoco raggiunto tra Turchia e Russia, il 5 marzo, la protezione dei civili innocenti e la sicurezza dei soldati turchi sono state per il momento assicurate. Erdogan ha anche sottolineato il fatto che le sue truppe si trovano in Siria per garantire la pace. Durante la discussione, il presidente di Ankara ha poi “menzionato la difficile situazione umanitaria” al confine terrestre della Turchia con la Grecia e ha denunciato la decisione di Atene di respingere i migranti con la forza. Questa, secondo Erdogan, deve essere considerata “una violazione del diritto internazionale e dei valori dell’accordo di fondazione dell’UE”. Infine, ha sottolineato la necessità di rivedere gli accordi tra Turchia e UE sulla migrazione. Non è nota la replica della cancelliera tedesca. 

Le tensioni tra Unione Europea e Turchia sono esplose a seguito della decisione del presidente turco, Recep Tayyip Erdogan, di aprire le frontiere e di non bloccare più i migranti, soprattutto siriani. L’annuncio è giunto il 29 febbraio, in seguito all’uccisione, nella provincia di Idlib, di 34 soldati turchi, vittime di un attacco aereo condotto dalle forze governative del regime di Bashar al-Assad. L’Europa ha condannato la decisione di Erdogan, a causa delle tremende conseguenze umanitarie. “La Turchia non è un nemico, ma le persone non sono nemmeno armi”, ha dichiarato la principale responsabile delle migrazioni dell’UE, Margaritis Schinas, spiegando che un finanziamento extra di 700 milioni di euro per la Grecia rafforzerebbe le frontiere esterne dell’UE. Intanto, la situazione ai confini è drammatica, con la polizia antisommossa greca che ha usato cannoni ad acqua e gas lacrimogeni contro i migranti, tra cui bambini. Alcuni di questi hanno accusato sintomi respiratori gravi a seguito dell’esposizione. Nell’incontro del 4 marzo, l’UE ha preparato un pacchetto da 60 milioni di euro in aiuti umanitari per Idlib. 

Nell’ambito di un accordo siglato da UE e Turchia, il 18 marzo 2016, Ankara ha accettato di bloccare il flusso di rifugiati e migranti verso l’Europa in cambio di miliardi di euro di aiuti. Il governo turco afferma di aver ricevuto solo una parte del sostegno finanziario promesso. A seguito della decisione di aprire le frontiere verso l’Europa, ci sono già stati i primi problemi. Migliaia di rifugiati bloccati al confine tra Turchia e Grecia si sono scontrati con la polizia greca il 29 febbraio. Le forze di sicurezza hanno utilizzato gas lacrimogeni contro la folla che si ammassava ad un valico di frontiera, nella provincia turca occidentale di Edirne. Alcuni dei rifugiati hanno risposto lanciando pietre contro gli ufficiali.

Leggi Sicurezza Internazionale, il solo quotidiano italiano interamente dedicato alla politica internazionale

Chiara Gentili

di Redazione

Al fine di migliorare la tua esperienza di navigazione, questo sito utilizza i cookie di profilazione di terze parti. Chiudendo questo banner o accedendo ad un qualunque elemento sottostante acconsenti all’uso dei cookie.