Tensioni Grecia-Turchia: Cipro invia forze armate di supporto

Pubblicato il 9 marzo 2020 alle 11:41 in Cipro Grecia

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Un portavoce del governo di CiproKyriakos Kousios, ha annunciato l’invio di forze di sicurezza in Grecia, presso il confine con la Turchia, con l’obiettivo di fornire supporto ad Atene. 

Nello specifico, ha rivelato il portavoce, Nicosia ha intenzione di inviare 22 poliziotti antisommossa, o un’intera unità, per fornire assistenza alla Grecia, la quale stava già inviando un aereo militare nella serata di domenica 8 marzo per prelevare i rinforzi forniti da Cipro. 

L’intenzione del governo di Nicosia, ha specificato Kousios, era stata già annunciata dal presidente, Nicos Anastasiades, al premier ellenico, Kyriakos Mitsotakis, nel corso di un vertice telefonico che i due avevano avuto nella mattina di domenica 8 marzo. In tale occasione, Mitsotakis aveva accettato la proposta di Anastasiades. 

L’annuncio di Kousios giunge in un clima di tensioni tra Grecia e Turchia, in crescita da dopo che il presidente della Turchia, Recep Tayyip Erdogan, aveva, lo scorso 27 febbraio, deciso di aprire la propria frontiera con l’Europa, a causa del mancato sostegno percepito  sul fronte siriano. Nello specifico, dopo l’apertura dei confini da parte della Turchia, circa 300 migranti siriani, iracheni e iraniani si erano recati presso il confine con la Grecia nella provincia turca di Edirne nella sola mattina del 28 febbraio. Atene, in risposta, aveva immediatamente chiuso il punto di attraversamento della frontiera terrestre di Kastanies Evros, impedendo ai migranti di entrare nel Paese. Da parte sua, il premier della Grecia, Kyriakos Mitsotakis, aveva dichiarato: “Voglio essere molto chiaro: non verrà tollerato alcun ingresso illecito in Grecia”. 

Poco dopo, il 6 marzo, la Turchia aveva rivelato di aver registrato l‘abbandono delle province di Edirne ed Evros da parte di oltre 142.000 migranti intenzionati a recarsi presso il confine con la Grecia, la quale, dal canto suo, ha affermato di aver respinto almeno 2.900 stranieri intenti a varcare il confine nella sola giornata del 5 marzo. 

In tale contesto, Atene sostiene di avere “prove schiacchianti” in merito al fatto che lo spostamento di migranti e rifugiati dalle città turche al confine con la Grecia sia stato “ideato e orchestrato dalla Turchia”, dove i migranti, ha sottolineato Dendias, vivevano già da anni. Erdogan, invece, ribadisce che la sua decisione deriva dal mancato rispetto da parte dell’Europa degli impegni presi con la Turchia. 

Nello specifico, il capo di Stato di Ankara ha più volte sottolineato che se da un lato la Turchia, nel rispetto dell’accordo siglato con l’UE in materia di immigrazione, sta affrontando un peso di oltre 4 milioni di richiedenti asilo, dall’altro l’Europa non ha rispettato gli impegni presi, dato che aveva promesso l’invio di 6 miliardi di euro ad Ankara, ma questi, secondo le dichiarazioni del capo di Stato turco, non sono mai arrivati del tutto. L’UE, invece, sostiene di aver speso l’intera cifra, ma destinando parte del fondo alle organizzazioni internazionali coinvolte e non direttamente alla Turchia. 

Date le tensioni al confine, entrambi i Paesi hanno deciso di aumentare il numero di militari in servizio presso la frontiera. Nello specifico, Ankara ha schierato 1.000 poliziotti delle forze speciali per prevenire respingimenti presso il fiume Meric, mentre Atene aveva deciso di innalzare i criteri di sicurezza presso il confine con la Turchia 

A seguito dell’innalzamento dei criteri di sicurezza, Ankara ha più volte accusato Atene di aver ucciso alcuni migranti che tentavano di oltrepassare la frontiera. Anche il 9 marzo, l’agenzia stampa turca, Anadolu, ripresa dallo Yeni Safak, ha riportato l’uso di armi da fuoco da parte della polizia della Grecia contro i migranti alla frontiera. 

Da parte sua, Atene ha più volte respinto le accuse di Ankara, etichettando tali notizie quali “fake news”. In aggiunta, Petsas aveva invitato i cittadini a essere prudenti nel diffondere news in grado di ampliare la portata della propaganda turca. 

Al Jazeera English riporta che il confine tra la Grecia e la Turchia è lungo 160 chilometri ed è dotato di barriere naturali come il fiume Evros e la sua foce a delta. Nei mesi più recenti, la Grecia ha rinforzato le misure già presenti lungo il confine, inviando militari aggiuntivi e installando telecamere a rilevamento termico. 

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Jasmine Ceremigna 

di Redazione

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