OMS sul coronavirus: la minaccia di pandemia è “molto reale”

Pubblicato il 9 marzo 2020 alle 20:04 in Cina USA e Canada

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Il capo dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ha avvertito che la minaccia di una pandemia di coronavirus globale è “molto reale” mentre il contagio continua. Da parte sua, il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, tranquillizza i cittadini. 

I dati al 9 marzo registrano oltre 3.800 decessi nel mondo per coronavirus e circa 110.000 infezioni, secondo l’OMS. Secondo le autorità, siamo vicini a poter definire la situazione una “pandemia”. Tuttavia, i focolai nei vari Paesi possono ancora essere controllati attraverso una combinazione di misure di contenimento e mitigazione, secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità. “Ora che il virus ha un punto d’appoggio in così tanti Paesi, la minaccia di una pandemia è diventata molto reale”, ha riferito Tedros Adhanom Ghebreyesus, direttore generale dell’OMS, durante una conferenza stampa, il 9 marzo. “Ma sarebbe la prima pandemia che può essere controllata. La cosa più importante è che non siamo in balia del virus”, ha aggiunto. 

Quattro paesi rappresentano il 93% dei 110.000 casi in tutto il mondo, ha affermato Tedros. “Siamo incoraggiati dal fatto che l’Italia stia adottando misure aggressive per contenere la sua epidemia e speriamo che tali misure si dimostrino efficaci nei prossimi giorni”, ha poi sottolineato. In Italia, circa 16 milioni di persone sono attualmente in quarantena, e in un solo giorno sono stati registrati 97 decessi, portando il totale a 463. Il bilancio delle vittime in Iran è salito a 237, con 43 nuovi decessi il 9 marzo. Il coronavirus, in Italia, preoccupa molto nelle carceri. Proteste violente sono scoppiate in 27 strutture penitenziarie italiane contro le restrizioni imposte per contenere l’epidemia. Preoccupati dal sovraffollamento e dalle precarie condizioni sanitarie e strutturali delle carceri, i detenuti, ma anche il personale, hanno chiesto al governo di intervenire con misure più efficaci. Molti dei prigionieri hanno chiesto rilasci ed amnistie d’emergenza. I disordini più gravi sono scoppiati a Modena, l’8 marzo, causando la morte di 6 detenuti. 

Da parte sua, invece, il presidente degli Stati Uniti ha suggerito di mantenere la calma e di portare avanti come sempre la vita e l’economia del Paese. “Allora l’anno scorso 37.000 americani sono morti per l’influenza comune. In media tra 27.000 e 70.000 ne muoiono ogni anno. Niente deve essere bloccato, la vita e l’economia devono andare avanti. In questo momento ci sono 546 casi confermati di CoronaVirus, con 22 morti. Pensateci!”, ha scritto Trump in un post su Twitter, il 9 marzo. Tuttavia, in tale situazione, il tempismo rimane centrale. Secondo quanto riporta il New York Times, l’epidemia di coronavirus era già una vera e propria crisi, quando l’allerta è stata diffusa da Pechino, il 31 dicembre 2019. Il quotidiano statunitense sostiene che i funzionari locali potrebbero aver minimizzato i primi segnali o semplicemente non erano coordinati abbastanza per comprendere la portata del problema. In tale contesto, la burocrazia rigidamente gerarchica della Cina avrebbe scoraggiato i funzionari dal riferire cattive notizie ai propri superiori, creando una catena di silenzio che ha reso difficile comprendere l’entità della crisi. 

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Maria Grazia Rutigliano 

 

 

di Redazione

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