Migranti: un gruppo di Paesi europei accoglierà 1.500 bambini

Pubblicato il 9 marzo 2020 alle 18:45 in Croazia Germania Immigrazione

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Un gruppo di Paesi dell’UE si farà carico, su base volontaria, di ricevere fino a 1.500 bambini stranieri attualmente bloccati insieme ai migranti nelle isole della Grecia.  

È quanto annunciato nella serata di domenica 8 marzo dal governo della Germania, il quale ha specificato di aver avviato già nei giorni precedenti una discussione a livello europeo in merito al lancio di un piano umanitario volto a prendersi cura dei minori in stallo nelle isole della Grecia. Tale iniziativa, ha specificato il governo di Berlino in una nota stampa, vedrà la partecipazione di una coalizione di Paesi volontari, senza tuttavia menzionare quali. 

L’idea, secondo quanto rivelato dai portavoce dei partiti della coalizione di governo dopo un lungo vertice, deriva dalla volontà di aiutare la Grecia, la quale si trova, secondo Berlino, ad affrontare una situazione umanitaria difficileNello specifico, i 1.000 o 1.500 bambini di cui si faranno carico i Paesi dell’UE, ha aggiunto la coalizione, hanno urgenza di cure, essendo affetti da malattie, di assistenza, non essendo accompagnati e avendo meno di 14 anni, oltre a essere principalmente bambine. 

Il primo Paese ad aver ufficializzato la propria adesione a tale iniziativa è stato la Croazia. Nello specifico, la disponibilità di Zagabria è stata confermata dal premier, Andrej Plenkovicil quale ha annunciato che il proprio Paese, attuale detentore della presidenza dell’UE, è pronto a farsi carico dei bambini che “vivono in condizioni disumane nei centri di accoglienza della Grecia”. In aggiunta, Plenkovic ha altresì dichiarato di non riuscire a immaginare qualcuno in grado di opporsi all’idea di aiutare tali minori 

Nello specifico, Zagabria si farà carico soltanto dei minori non accompagnati, i quali dunque potranno essere accolti senza i loro genitori, e ciò, ha specificato il premier, rientra nel piano adottato dall’UE per aiutare la Grecia a seguito dello scoppio di una nuova emergenza migratoria.  

I confini della Grecia sono teatro di una nuova ondata migratoria da dopo che il presidente della Turchia, Recep Tayyip Erdogan, aveva, lo scorso 27 febbraio, deciso di aprire la propria frontiera con l’Europa a seguito del mancato sostegno percepito sul fronte siriano. Dopo l’apertura dei confini da parte della Turchia, circa 300 migranti siriani, iracheni e iraniani si erano recati presso il confine con la Grecia nella provincia turca di Edirne nella sola mattina del 28 febbraio. Atene, in risposta, aveva immediatamente chiuso il punto di attraversamento della frontiera terrestre di Kastanies Evros, impedendo ai migranti di entrare nel Paese. Da parte sua, il premier della Grecia, Kyriakos Mitsotakis, aveva dichiarato: “Voglio essere molto chiaro: non verrà tollerato alcun ingresso illecito in Grecia”.  

In tale clima, Atene sostiene di avere “prove schiacchianti” in merito al fatto che lo spostamento di migranti e rifugiati dalle città turche al confine con la Grecia sia stato “ideato e orchestrato dalla Turchia”. Ankara, invece, ha più volte sottolineato che se da un lato la Turchia, nel rispetto dell’accordo siglato con l’UE in materia di immigrazione, sta affrontando un peso di oltre 4 milioni di richiedenti asilo, dall’altro l’Europa non ha rispettato gli impegni presi, dato che aveva promesso l’invio di 6 miliardi di euro ad Ankara, ma questi, secondo le dichiarazioni del capo di Stato turco, non sono mai arrivati del tutto. L’UE, invece, sostiene di aver speso l’intera cifra, ma destinando parte del fondo alle organizzazioni internazionali coinvolte e non direttamente alla Turchia.  

Pochi giorni dopo l’apertura delle frontiere, il 6 marzo, la Turchia aveva rivelato di aver registrato l‘abbandono delle province di Edirne ed Evros da parte di oltre 142.000 migranti intenzionati a recarsi presso il confine con la Grecia, la quale, dal canto suo, ha affermato, il 9 marzo, di aver respinto almeno 1.646 stranieri intenti a varcare il confine nelle sole 24 ore precedenti. 

In aggiunta, date le tensioni al confine, entrambi i Paesi hanno deciso di aumentare il numero di militari in servizio presso il confineA seguito di ciò, Ankara ha più volte accusato Atene di aver ucciso alcuni migranti che tentavano di oltrepassare la frontiera. Anche il 9 marzo, l’agenzia stampa turca, Anadolu, ripresa dallo Yeni Safak, ha riportato l’uso di armi da fuoco da parte della polizia della Grecia contro i migranti. 

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Jasmine Ceremigna 

di Redazione

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