Francia: un aggressore apre il fuoco nella moschea di Parigi

Pubblicato il 9 marzo 2020 alle 12:36 in Europa Francia

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Un uomo è stato ferito con un arma da fuoco nel cortile della Moschea di Parigi, la sera dell’8 marzo. Le indagini sono in corso, ma i primi elementi sembrano escludere che si tratti di terrorismo. 

L’assalto è avvenuto poco prima delle 20, ora locale. Secondo le informazioni riferite dalla stampa francese, la vittima è stata colpita da 2 proiettili, calibro 9mm, nella gamba destra. L’aggressore indossava un casco ed è fuggito su un motorino dopo l’assalto. I fatti si sono verificati di fronte al n. 39 di rue de Tanger, a Parigi, indirizzo della sede dell’Associazione culturale islamica, Adda’wa Mosque. Secondo le prime ricostruzioni, la vittima è stata seguita dai suoi aggressori e si è rifugiata nel cortile dell’edificio. “Stiamo indagando su un possibile regolamento di conti, indirizzato ad una persona specifica e non dipendente dal luogo”, ha affermato una fonte che ha familiarità con la questione alla stampa locale. Un’indagine per “tentato omicidio” è stata aperta e affidata alla polizia giudiziaria. 

La notizia è stata riportata anche dall’agenzia di stampa turca, Anadolu, che ha aggiunto che la vittima è un uomo di 32 anni, che è stato portato d’urgenza in ospedale con ferite da arma da fuoco multiple, dopo l’assalto. Inoltre, la stampa turca riferisce che altre 15 persone circa erano all’interno della moschea al momento dell’aggressione, ma non sono stati segnalati altri feriti. La stampa turca è molto attenta ai crimini contro i musulmani all’estero e segue con zelo i possibili crimini d’odio contro la popolazione islamica all’estero. L’ultimo sconvolgente episodio di questo genere è stata la sparatoria con movente razzista di Hanau, in Germania, del 19 febbraio. 

Un cittadino tedesco di 43 anni ha ucciso a colpi di arma da fuoco 9 persone sedute fuori da due locali dove si fuma naghilè, la sera del 19 febbraio, ad Hanau, prima di uccidere sua madre e se stesso. Nella casa dell’uomo, identificato come Tobias Rathjen, sono stati ritrovati una serie di video e testi che riportano opinioni estremiste e razziste. A seguito di tali eventi, il 21 febbraio, il ministro degli Interni tedesco, Horst Seehofer, ha affermato che i funzionari della sicurezza federale e le agenzie competenti hanno concordato di aumentare la presenza delle forze dell’ordine in tutto il Paese. Seehofer ha affermato che ci sarà una maggiore sorveglianza nei “siti sensibili”, tra cui moschee e altri luoghi di culto, e un’alta concentrazione di polizia nelle stazioni ferroviarie, negli aeroporti e alle frontiere.

L’attacco è arrivato tra le crescenti preoccupazioni per l’aumento delle violenze legate all’estremismo di destra in Europa. Migliaia di persone si sono radunate in numerose città di tutta la Germania, la sera del 20 febbraio, per tenere veglie in memoria delle vittime delle sparatorie e chiedere una maggiore repressione dell’estremismo di destra. Un funzionario del Partito Socialdemocratico tedescp, un partner della coalizione di governo della cancelliera Angela Merkel, ha accusato “Alternativa per la Germania” (AfG), un gruppo politico noto per le sue posizioni nazionaliste e anti-immigrazione, di fornire giustificazioni ideologiche a persone come l’aggressore di Hanau. Alcuni membri di AfG sono sotto stretto controllo da parte dell’intelligence tedesca per ragioni legate al rischio terroristico. Il partito, da parte sua, ha respinto ogni responsabilità riguardo agli attacchi messi in atto da estremisti di destra nel Paese. 

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Maria Grazia Rutigliano

di Redazione

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