Camerun: attacco dei separatisti anglofoni, 9 vittime

Pubblicato il 9 marzo 2020 alle 14:01 in Africa Camerun

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Almeno 9 persone hanno perso la vita in un attacco bomba compiuto presumibilmente dai ribelli separatisti anglofoni in una regione del Camerun occidentale. Tra le vittime, 5 sono membri delle forze di sicurezza mentre 4 sono i civili. Secondo quanto riferito da una dichiarazione del governo, che ha ricostruito le dinamiche dell’attacco, circa 50 “secessionisti pesantemente armati” hanno preso d’assalto una stazione di polizia a Galim, nella provincia occidentale del Paese. Nell’offensiva, avvenuta domenica 8 marzo, anche diverse case della regione sono state date alle fiamme.

Nella stessa giornata, altri separatisti hanno fatto esplodere un ordigno improvvisato nella città di Bamenda, nel Nord-Ovest del Paese, creando il panico e causando l’interruzione delle manifestazioni per la Giornata internazionale della donna. In tale secondo episodio, una persona è rimasta uccisa mentre altre 7 sono state ferite.

Le radici della divisione linguistica nello Stato africano risalgono alla fine della Prima Guerra Mondiale, quando la Società delle Nazioni decise di spartire il Camerun, ex colonia tedesca, tra i vincitori inglesi e francesi. Quando la Repubblica del Camerun ottenne l’indipendenza dalla Francia nel 1960, il Camerun del sud, sotto la dominazione inglese, si unì ad essa. Tuttavia, le politiche delle autorità centrali hanno sempre pesato sulla minoranza anglofona, che costituisce circa il 20% della popolazione e si sente emarginata culturalmente ed economicamente. La crisi è iniziata in maniera dirompente nel novembre 2016, quando le milizie separatiste delle regioni nord e sudoccidentali del Paese hanno cominciato a scontrarsi con l’esercito camerunense per la costituzione di uno Stato autonomo con il nome di Ambazonia. 

Dopo oltre due anni di conflitto e sotto la pressione della comunità internazionale, il governo di Yaoundé ha deciso, alla fine di settembre, di organizzare un dialogo nazionale per risolvere la crisi. L’adozione alla Camera del progetto di legge sullo status speciale ha costretto i leader indipendentisti a boicottare l’incontro, ritenuto inadeguato e incapace di soddisfare le reali esigenze della popolazione anglofona. La proposta risulta lontana sia dalle aspirazioni dei più moderati, che puntano al federalismo, sia da quelle degli indipendentisti armati. Tuttavia, ha suscitato in molti la speranza di riuscire a fare un passo in avanti per risolvere la crisi dopo circa due anni di disimpegno. Molte organizzazioni non governative continuano però a sottolineare che i combattimenti nel Paese non sono cessati e che le violenze contro i civili sono ancora diffuse.

Il 10 febbraio 2020 si sono tenute nel Paese elezioni parlamentari e comunali, ma il voto è stato segnato da un parziale boicottaggio delle opposizioni e da un clima di profonda tensione dovuto alle violenze separatiste. I risultati non sono ancora stati emessi e si attendono notizie.

Secondo le Nazioni Unite, il conflitto ha causato la morte di oltre 3.000 persone e ha costretto mezzo milione di abitanti a fuggire nelle regioni francofone del Camerun o nella vicina Nigeria.

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Chiara Gentili

di Redazione

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