USA: la Grand Princess sbarcherà ad Oakland

Pubblicato il 8 marzo 2020 alle 11:00 in Cina USA e Canada

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Il capitano della nave da crociera Grand Princess, John Smith, ha comunicato ai passeggeri che l’imbarcazione farà porto ad Oakland, in California, dove è previsto l’arrivo per lunedì 9 marzo.

Nel radio-messaggio trasmesso nelle prime ore dell’8 marzo e che è stato poi diffuso dai passeggeri, il capitano ha comunicato che lo sbarco richiederà alcuni giorni. Le persone che necessiteranno di assistenza medica o ricovero ospedaliero saranno collocate in strutture sanitarie californiane. Coloro che non ne avranno bisogno, invece, saranno portati in strutture dedite a controlli e isolamento, sempre nello Stato della California. A bordo della nave, ci sono oltre 3.500 persone provenienti da 54 Paesi diversi. I cittadini statunitensi saranno poi portati dalle autorità in strutture di altri Stati mentre i membri dell’equipaggio saranno posti in quarantena e riceveranno assistenza sanitaria all’interno dell’imbarcazione. Il capitano ha concluso la sua comunicazione specificando che, tuttavia, non ha ancora ricevuto disposizioni in merito ai cittadini provenienti da altri Paesi.

La Grand Princess è stata bloccata in prossimità delle coste californiane il 4 marzo e sarebbe dovuta approdare a San Francisco, di rientro dalle Hawaii. Il vice presidente americano, Mike Pence, che è stato incaricato della gestione del virus, ha comunicato che a bordo sono stati riscontrati 21 casi di positività su 46 test effettuati, di questi 2 sono passeggeri e 19 sono membri dell’equipaggio. Il presidente americano, Donald Trump, aveva dichiarato in precedenza che avrebbe personalmente preferito che le persone restassero a bordo della nave, poiché potrebbero portare all’aumento dei casi di positività nel Paese. Il 7 marzo, il presidente ha disposto un decreto da 8.3 miliardi di dollari per la gestione dell’epidemia.

 L’epidemia a bordo della Grand Princess sembrerebbe essere partita da un passeggero che aveva partecipato ad un viaggio precedente dell’imbarcazione. L’uomo era un 71enne californiano che era stato a bordo della Grand Princess durante una crociera in Messico dell’11 febbraio scorso e che è deceduto con il coronavirus una volta rientrato a casa. L’uomo si era recato nell’infermeria della nave prima di sbarcare e aveva mostrato sintomi di malattie respiratorie. Altri partecipanti alla stessa crociera provenienti da altri Stati americani e dal Canada sono risultati positivi al coronavirus. L’uomo avrebbe dapprima infettato un membro del personale e poi altri due viaggiatori. Alcuni passeggeri che avevano partecipato alla crociera messicana sono restati a bordo e hanno partecipato al viaggio in corso, aumentando il rischio di contagio.

L’ultimo situation report giornaliero dell’OMS del 7 marzo riportava 213 casi di positività al virus e 11 decessi negli USA. Il Paese sta adottando varie misure di contenimento ma, al contempo, le occasioni di assembramento di persone sono state molto frequenti a causa dell’attività politica in vista delle elezioni del prossimo 3 novembre. Il Partito democratico sta scegliendo il candidato da presentare e lo scorso 4 marzo si è tenuto uno tra i round elettorali più importanti tra i concorrenti, noto come Super Tuesday, in cui il maggior numero di Stati è chiamato a scegliere il candidato. Il Partito conservatore aveva, invece, organizzato il proprio meeting annuale, noto come Conservative Political Action Conference (CPAC), dal 26 al 29 febbraio a Washington. Il 7 marzo una partecipante è risultata positiva ai test del coronavirus, suscitando la preoccupazione vista la presenza all’evento sia di Trump, sia di Pence. Tuttavia, la paziente non ha avuto contatti con nessuno dei due e il presidente americano ha dichiarato di non essere intimorito e ha aggiunto che porterà avanti i raduni politici in programma.

 Il coronavirus si è originato nella RPC dalla città di Wuhan, nella provincia di Hubei, dove sono stati registrati i primi casi nel mese di dicembre 2019. Il 7 gennaio, è stato identificato un nuovo virus, denominato provvisoriamente dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) con il nome: “2019-nCoV” e poi chiamato ufficialmente: “Covid-19”, l’11 febbraio. Il 30 gennaio, l’OMS ha dichiarato il virus un’emergenza mondiale. Stando ai dati rilasciati nel situation report dell’OMS del 7 marzo, dalla Cina il virus si è diffuso in 93 Paesi per un totale di oltre 101.927casi confermati a livello globale.

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Camilla Canestri, interprete di cinese e inglese

di Redazione

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