Kabul: 3 persone uccise durante una sparatoria

Pubblicato il 8 marzo 2020 alle 12:25 in Afghanistan Asia

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Un uomo non ancora identificato ha sparato e freddato 3 persone a Kabul l’8 marzo. Le vittime sono state un membro del consiglio provinciale di Lowgar, Nasir Ghairat, e le sue due guardie del corpo. L’attacco è stato comunicato dal portavoce della polizia di Kabul, Ferdaus Faramarz, ma non è stato ancora rivendicato.

L’episodio si è verificato a soli due giorni di distanza dall’attentato del 6 marzo. In tale data, a Kabul sono stati uccisi 32 civili e ne sono stati feriti 180 durante una sparatoria sulla folla, radunatasi per partecipare alla cerimonia dell’anniversario della morte di Abdul Ali Mazari, un leader di minoranza sciita. L’attacco è stato successivamente rivendicato dallo Stato Islamico (ISIS). L’8 marzo, il presidente afghano, Ashraf Ghani, ha incaricato una delegazione di investigare sull’atto terroristico del 6 marzo.

Le violenze si sono verificate a poca distanza dall’ accordo di pace firmato il 29 febbraio a Doha dall’inviato speciale americano, Zalmay Khalilzad e dal leader politico del militanti islamici, Mullah Abdul Ghani Baradar, alla presenza del segretario di Stato americano, Mike Pompeo. Secondo tale accordo, Washington ridurrà le proprie truppe di stanza in Afghanistan da 13000 a 8600 entro i primi 135 giorni successivi alla firma dell’accordo e concluderà il ritiro totale entro 14 mesi dalla stessa data.

Nonostante l’accordo tra talebani e americani, le tensioni interne all’Afghanistan sono restate attive sia tra governo e militanti, sia all’interno della leadership nazionale. Kabul ha più volte accusato i talebani di non aver rispettato la settimana di tregua richiesta dagli Stati Uniti in vista dell’incontro di Doha, iniziata il 21 febbraio. Il governo afghano ha inoltre respinto la proposta di talebani e degli USA di rilasciare reciprocamente prigionieri politici e combattenti, ritenuta dai militanti una misura fondamentale per la costruzione della fiducia con il governo di Kabul.

 A complicare la situazione afghana, si sono aggiunte le divisioni interne al governo, in quanto, sia il presidente, Ashraf Ghani, sia il leader dell’opposizione, Abdullah Abdullah, hanno rivendicato la vittoria alle elezioni del 28 settembre 2019. Nella giornata di domenica 8 marzo i due leader hanno inviato inviti separati alle rispettive cerimonie di giuramento per l’inaugurazione del proprio governo, che si terranno il 9 marzo. L’inviato speciale americano sta cercando di negoziare una soluzione tra le due fazioni.

Dopo la fine del dominio dell’Unione Sovietica in Afghanistan, durato dal 1979 al 1989, il Paese ha vissuto grandi divisioni. Nel 1996 i talebani avevano il controllo di gran parte del Paese, ottenuto in seguito a una sanguinosa guerra civile combattuta contro le varie fazioni locali. Nel 2001, in seguito agli episodi dell’11 settembre, gli USA hanno invaso il Paese e nel 2003 anche la NATO è intervenuta decimando la presenza degli estremisti islamici sul territorio afgano e relegando i talebani in alcune roccaforti.  Da qui essi hanno compiuto numerose operazioni per destabilizzare il governo di Kabul nel tentativo di riguadagnare il proprio controllo sul territorio nazionale.

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Camilla Canestri, interprete di cinese e inglese

di Redazione

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