Ghana: Oxford Business Group apprezza progressi economici

Pubblicato il 8 marzo 2020 alle 6:43 in Africa Ghana

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L’ultimo rapporto della società globale di ricerca e consulenza Oxford Business Group (OBG) ha approvato l’impegno del Ghana di guidare la propria economia verso un percorso più sostenibile, attraverso una serie di riforme che coinvolgono il settore bancario.

Tali misure risalgono al 2017, quando la Banca del Ghana (BoG) ha adottato un’agenda di riforme, con l’obiettivo di semplificare il settore bancario e di rafforzare il quadro normativo e di vigilanza, in modo da renderlo più stabile. Una delle misure più significative è stata la direttiva sul capitale minimo, adottata l’11 settembre 2017, che ha imposto alle banche universali che operano in Ghana di aumentare il capitale minimo dichiarato a 400 milioni di cedi entro la fine del 2018. A seguito della scadenza, sono stati ottenuti i risultati previsti ovvero la diminuzione del numero di banche universali.

Il gruppo, che ha sede ad Accra, ha rilasciato una dichiarazione dove ha affermato di monitorare anche i progressi compiuti nella riduzione del deficit, sceso al 4,2% del PIL nel 2019, grazie alle misure introdotte per migliorare la disciplina di bilancio e ripristinare la stabilità macroeconomica. L’emissione di Eurobond 2018 è stata un passo nella giusta direzione per raccogliere fondi a fini di bilancio, attraverso la quale il governo ha raccolto un totale di 2 miliardi di dollari in Eurobond a 10 e 30 anni, dal valore di 1 miliardo di dollari ciascuno. Altre strategie che il Paese intende perseguire in futuro includono una maggiore mobilitazione del gettito fiscale e il controllo efficace dell’indebitamento e della spesa pubblica.

L’OBG ha analizzato anche lo sviluppo nel settore minerario ed estrattivo, che ha contribuito per 4,2 miliardi di dollari nel 2018, crescendo del 13,3% ogni anno, grazie al prezzo delle materie prime più elevato, la crescente domanda globale e il sostegno da parte del governo. Le industrie estrattive svolgono un ruolo cruciale nell’economia ghanese, con l’oro e il petrolio greggio che rappresentano le principali fonti di esportazione. La società ha esaminato l’impatto positivo che 1,5 miliardi di barili di petrolio appena scoperto potrebbe avere sull’economia, aggiungendosi alle riserve stimate nel 2018 di 660 milioni di barili. 

L’economia del Ghana è cresciuta circa del 7,5% nel 2019, ciò dovuto principalmente all’aumento del PIL di petrolio e gas. Secondo quanto dichiarato dal caporedattore di OBG, Oliver Cornock, il rapporto ha dimostrato che la ricca base di risorse naturali e l’impegno a diversificare la propria economia, hanno contribuito a rendere il Ghana una delle economie in più rapida espansione in Africa. L’introduzione di diversi programmi, volti ad aumentare la capacità industriale locale e il valore aggiunto agricolo, riflette il ruolo crescente che l’industria e i servizi iniziano a ricoprire nel mercato regionale, sempre più importante a livello strategico.

Il redattore regionale per l’Africa di OBG, Souhir Mzali, ha aggiunto che il Ghana trarrà grande vantaggio dal Trattato di Libero Commercio Continentale Africano (AfCFTA), entrato in vigore il 30 maggio 2019 per 28 Paesi, quali Ghana, Kenya, Ruanda, Niger, Ciad, Repubblica del Congo, Gibuti, Guinea, eSwatini, Mali, Mauritania, Namibia, Sud Africa, Uganda, Costa d’Avorio, Senegal, Togo, Egitto, Etiopia, Gambia, Sierra Leone, Repubblica del Saharawi, Zimbabwe, Burkina Faso, São Tomé e Príncipe, Gabon, Guinea equatoriale e Mauritius. L’obiettivo è quello di creare un mercato unico per le merci e i servizi in 54 Paesi, di consentire la libera circolazione di viaggiatori d’affari e di investimenti, di creare un’unione doganale continentale per snellire gli scambi commerciali e attrarre investimenti a lungo termine. Una volta entrato in funzione, il primo luglio 2020, l’AfCFTA costituirà la più grande area di libero scambio del mondo per numero di Paesi.

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Mariela Langone

di Redazione

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