Coronavirus in Cina: 6 morti nel crollo di un hotel per la quarantena

Pubblicato il 8 marzo 2020 alle 9:05 in Asia Cina

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

Il Ministero per la Gestione delle Emergenze della Repubblica Popolare Cinese (RPC) ha confermato che finora sono 6 le persone morte nel crollo di un hotel adibito a struttura per la quarantena, nella città meridionale di Quanzhou, nella provincia di Fujian, l’8 marzo.

Il Xinjia Express Hotel era utilizzato come struttura di monitoraggio di casi sospetti di coronavirus e è crollato nella sera di sabato 7 marzo intrappolando 71 persone tra le macerie. Alle 11:30, ora locale, dell’8 marzo, le autorità hanno comunicato di aver recuperato 43 persone di cui 6 sono decedute, 36 sono state portate in ospedale e una è uscita illesa.  La polizia cinese ha trattenuto il proprietario dell’hotel per avviare delle indagini sull’accaduto. Il primo piano della struttura era in fase di ristrutturazione.

L’incidente è avvenuto in una giornata in cui la RPC ha comunicato il numero più basso di nuovi infetti da coronavirus da metà gennaio. Nel suo report giornaliero del 7 marzo, la Commissione Nazionale per la Salute ha riportato 44 nuove diagnosi, 27 decessi e 1.661 dimissioni dagli ospedali. Tutti i decessi e 41 tra i nuovi casi sono stati registrati a Wuhan, città da cui si è originato il virus e che è stata posta in quarantena dal 23 gennaio scorso. I restanti 3 nuovi casi sono stati riscontrati a Pechino e nella provincia di Gansu, si tratta di persone arrivate dall’estero che vanno a sommarsi ai casi già registrati di pazienti che hanno contratto il virus all’estero, per un totale di 63 infetti.

La notte e le prime ore di domenica 8 marzo si sono aperte con un nuovo quadro globale sulla situazione del coronavirus. La città americana di New York ha dichiarato lo stato di emergenza dopo aver riscontrato un aumento da 13 a 89 nuovi casi, mentre la capitale degli USA, Washington, ha confermato il primo paziente infetto. L’Argentina ha confermato, invece, il primo decesso in tutto il Sud America di un paziente con coronavirus. Il Paraguay, la Colombia, il Cile e il Perù avevano annunciato i rispettivi primi contagiati negli ultimi giorni. In Europa, la Bulgaria ha diagnosticato i primi due casi sul territorio nazionale, entrambi né hanno viaggiato di recente, né sono stati in contatto con persone rientrate da Paesi a rischio. Anche la Moldavia ha registrato il primo infetto da coronavirus che è una donna rientrata dall’Italia. In Asia, la Corea del Sud ha raggiunto i 7134 infetti ed è il Paese con il maggior numero di casi dopo la RPC. Le autorità hanno deciso di razionare il numero di mascherine protettive acquistabili per persona, di frenarne l’esportazione e di aumentarne la produzione.

Stando ai dati della Johns Hopkins University delle 8:37 dell’8 marzo, dopo Cina e Corea del Sud, l’Italia è il terzo Paese per numero di casi riscontrati, per un totale di 5.883, seguita dall’Iran con i suoi 5.823. In un video rilasciato nelle prime ore locali di domenica 8 marzo, il presidente del Consiglio italiano, Giuseppe Conte, ha annunciato di aver firmato un decreto che prevede il vincolo di evitare ogni spostamento in tutta la regione della Lombardia e in quattordici province (Modena, Parma, Piacenza, Reggio Emilia, Rimini, Pesaro e Urbino, Alessandria, Asti, Novara, Verbano Cusio Ossola, Vercelli, Padova, Treviso e Venezia). Oltre a questo, il decreto ha imposto in tutto il Paese nuove regole come, ad esempio, la chiusura temporanea di pub, discoteche, sale gioco, cinema e teatri. Il governo italiano ha inoltre previsto un decreto che dispone 7,5 miliardi di euro per questa emergenza sanitaria e che sarà presentato tra il 9 e 10 marzo alle opposizioni.

Il coronavirus si è originato nella RPC dalla città di Wuhan, nella provincia di Hubei, dove sono stati registrati i primi casi nel mese di dicembre 2019. Il 7 gennaio, è stato identificato un nuovo virus, denominato provvisoriamente dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) con il nome: “2019-nCoV” e poi chiamato ufficialmente: “Covid-19”, l’11 febbraio. Il 30 gennaio, l’OMS ha dichiarato il virus un’emergenza mondiale. Stando ai dati rilasciati nel situation report dell’OMS del 7 marzo, dalla Cina il virus si è diffuso in 93 Paesi per un totale di oltre 101.927casi confermati a livello globale.

 

Leggi Sicurezza internazionale il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale

Camilla Canestri, interprete di cinese e inglese

di Redazione

Al fine di migliorare la tua esperienza di navigazione, questo sito utilizza i cookie di profilazione di terze parti. Chiudendo questo banner o accedendo ad un qualunque elemento sottostante acconsenti all’uso dei cookie.