Brasile e Stati Uniti hanno firmato un accordo in materia di difesa

Pubblicato il 8 marzo 2020 alle 20:38 in Brasile USA e Canada

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Il presidente brasiliano, Jair Bolsonaro, e l’ammiraglio Craig Faller hanno firmato un accordo sulla difesa per potenziare i rispettivi mezzi militari, allo United States Southern Command (USSOUTHCOM) a Doral, in Florida, l’8 marzo. L’accordo aprirà la strada a futuri progetti congiunti che miglioreranno e forniranno nuove competenze in campo militare.

Con l’intesa di domenica 8 marzo, i due Stati apriranno sovvenzioni per lo sviluppo di progetti di difesa. In particolare, l’accordo consentirà l’accesso a finanziamenti pubblici da parte di entrambi i governi a partenariati tra compagnie private americane e brasiliane, volti allo sviluppo di tecnologie di difesa. Il Brasile ha circa 220 aziende che operano nel campo della difesa e che esportano in circa 84 Paesi. Oltre ad aprire il mercato americano ai prodotti militari brasiliani, l’accordo ne faciliterà le vendite ai membri della NATO, di cui il Brasile non fa parte ma che è stato riconosciuto dagli USA come uno dei maggiori alleati dell’organizzazione.  La sigla dell’intesa odierna avviene a circa un anno da quella del 18 marzo 2019, con il quale agli Stati Uniti è stato consentito di iniziare ad effettuare lanci spaziali dal centro brasiliano di Alcantara.

Bolsonaro vorrebbe una maggiore cooperazione con Washington anche per quanto riguarda l’intelligence ma il presidente americano, Donald Trump, ha ritenuto le scelte della controparte in materia di 5G un potenziale ostacolo in tal senso. Stando a quanto riferito da una fonte interna all’amministrazione americana, potrebbe essere il fatto che la compagnia cinese Hua Wei Technologies Co Ltd è uno dei maggiori fornitori di tecnologie del Brasile a impedire una maggiore cooperazione con Washington in materia di difesa e intelligence.

Il 7 marzo, il presidente Bolsonaro, che rappresenta l’ala populista di destra del proprio Paese e che condivide le politiche della controparte americana, è stato ospite del presidente statunitense a una cena a Mar-a-Lago, il resort di sua proprietà personale in Florida.  Tra i vari temi affrontati, i due leader hanno parlato della crisi venezuelana e hanno ribadito l’appoggio al rappresentante dell’opposizione venezuelana, Juan Guaido, che riconoscono come presidente del Paese Sud-americano. In particolare, è in una dichiarazione del 23 gennaio 2019 che Trump ha formalmente espresso il proprio appoggio a Guaido.

Una settimana prima dell’incontro tra Trump e Bolsonaro, il capo di Stato venezuelano, Nicolás Maduro, aveva accusato il Brasile di minacciare il proprio Paese con atti di terrorismo e violenza e il presidente Bolsonaro di voler trascinare i due Stati in un conflitto armato. Il leader venezuelano ha fatto riferimento alla mancata estradizione di 5 militari dell’opposizione venezuelana che lo scorso 22 dicembre 2019 avevano attaccato un’unità militare statale, causando un morto. Brasilia non riconoscendo l’autorità di Maduro, ha ignorato tale richiesta di estradizione.

L’accordo tra USA e Brasile potrebbe preoccupare il Venezuela vista l’ostilità nei suoi confronti dei leader di entrambi i Paesi. Inoltre, lo scorso dicembre l’ex-presidente brasiliano, Michel Temer, ha dichiarato che Trump, durante la sua presidenza, lo ha consultato per intervenire militarmente in Venezuela.

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Camilla Canestri, interprete di cinese e inglese

di Redazione

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