Turchia: nuove tensioni con l’Unione Europea

Pubblicato il 7 marzo 2020 alle 12:41 in Immigrazione Turchia

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Mentre al confine con la Grecia aumentano le tensioni tra la polizia ellenica e i migranti, il ministro degli Esteri turco, Mevlut Cavusoglu, ha dichiarato che l’Unione Europea (UE) dovrebbe mantenere gli impegni presi con l’accordo sui rifugiati del 18 marzo 2016 nella loro interezza , anziché accusare la Turchia.

Il ministro ha riconosciuto più colpe all’UE in una dichiarazione rilasciata il 7 marzo. Innanzitutto, ha affermato che l’istituzione non ha riconosciuto ad Ankara il grande sforzo profuso in materia di sicurezza e migranti. La Turchia è il Paese che ha finora ospitato il maggior numero di migranti al mondo, superando i 3.6 milioni di persone accolte. Stando alle parole del ministro, l’accusa di utilizzarli a fini politici ha denotato un approccio ipocrita al tema da parte di Bruxelles. Cavusoglu ha poi aggiunto che la Grecia sta violando la legge internazionale e i principi sui diritti umani respingendo con violenza chi giunge ai suoi confini, sottolineando che l’UE la sta appoggiando nel farlo. Infine, ha dichiarato che il Consiglio Affari Esteri dell’EU ha aggirato il problema definendo quelli che sono richiedenti asilo “migranti” contravvenendo ai principi della Convenzione di Ginevra del 1951, nonché alla legge europea che obbliga i Paesi dell’Unione, inclusa la Grecia, a ricevere richieste di asilo.

Con tali affermazioni il ministro degli Esteri turco ha risposto alle ultime dichiarazioni rilasciate, il 6 marzo, dall’Alto rappresentante dell’Unione per gli Affari Esteri, Josep Borrell, durante una conferenza stampa, tenuta a seguito di un vertice tra i ministri degli Esteri dell’UE a Zagabria. In tale occasione, i Paesi europei hanno chiesto ad Ankara di smettere di rilasciare false notizie sull’apertura dei confini europei e Borrell in particolare ha affermato: “Se vogliamo evitare situazioni critiche, dobbiamo conoscere la verità. Smettiamo di giocare “. L’UE ha poi rivolto un appello ai migranti per esortarli a non recarsi al confine con l’Europa poiché la frontiera resterà chiusa.

Il 28 febbraio, in seguito alla morte di 33 soldati turchi in un attacco aereo nella provincia siriana di Idlib, il presidente turco, Recep Tayyip Erdogan, aveva annunciato che non avrebbe più contenuto il flusso di rifugiati siriani, impedendo loro di raggiungere l’Europa. La polizia turca, la Guardia Costiera e le forze di controllo alla frontiera con la Siria hanno ricevuto l’ordine di lasciar passare i rifugiati sia via terra, sia via mare. Così facendo, la Turchia è venuta meno all’accordo con l’UE che prevedeva il contenimento di rifugiati siriani e non da parte di Ankara, la quale aveva il compito di impedire il loro passaggio in Europa e di accogliere tutti i migranti irregolari respinti. In cambio, l’UE ha dato 6 miliardi di euro ad Ankara e ha apportato facilitazioni nelle procedure per l’ottenimento del visto europeo da parte dei cittadini turchi. Finora, la Turchia ha ospitato circa 3.6 milioni di siriani ma ha dichiarato di non poter accogliere ulteriori rifugiati.

In seguito all’apertura del passaggio dei migranti, al confine tra Grecia e Turchia si sono riversate decine di migliaia di persone nella speranza di raggiungere i Paesi europei e si sono intensificate le tensioni tra i due Paesi confinanti che hanno aumentato i presidi militari alla frontiera. Nella mattina del 7 marzo, si sono verificati gli ultimi episodi di tensione a Pararkule, in Turchia. La polizia greca ha lanciato, da oltre la frontiera, gas lacrimogeni contro i migranti e ci sono state varie esplosioni di fumogeni. Questo è quanto riportato dall’agenzia di stampa France 24 che ha inviato in loco alcuni suoi corrispondenti. La polizia turca ha impedito loro l’accesso ai campi di fortuna allestiti dai migranti, ma alcuni di loro sono riusciti a raccontare la situazione ai corrispondenti dell’agenzia di stampa che hanno mostrato video di campi improvvisati dove stanno piovendo i bossoli dei lacrimogeni e si è registrata una scarsità di cibo.

Per quanto riguarda, invece, le migrazioni via mare, il 6 marzo, la Guardia Costiera turca ha salvato 120 migranti che viaggiavano largo della costa della provincia di Izmir su 3 gommoni per raggiungere un’isola greca. In seguito all’accaduto, il presidente turco ha ordinato alla Guardi Costiera di impedire ai migranti di viaggiare nell’Egeo perché eccessivamente pericoloso.

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Camilla Canestri, interprete di cinese e inglese

di Redazione

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