Il Sudafrica scivola in recessione

Pubblicato il 7 marzo 2020 alle 6:11 in Africa Sudafrica

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Secondo le statistiche ufficiali di StatisticsSA, pubblicate martedì 3 marzo, il Sudafrica è scivolato in recessione negli ultimi tre mesi del 2019, con il PIL che ha subito una contrazione dell’1,4% nel quarto trimestre, e dello 0,8% nel terzo. Gli economisti intervistati da Reuters avevano già previsto un calo della crescita per  tale trimestre, stimato intorno allo 0,1%, ma la contrazione è stata maggiore di quanto si aspettassero.

Le deboli prestazioni aggiungono pressione sull’amministrazione del presidente Cyril Ramaphosa, che non è riuscito a raggiungere una crescita economica robusta, poiché il Paese è stato segnato da mancanza di energia, piogge irregolari e accuse diffuse di corruzione.

I blackout nazionali del Sudafrica sono stati considerati i principali responsabili del calo previsto nel quarto trimestre. L’ente pubblico per l’energia elettrica, Eskom, non è stato in grado di soddisfare la domanda e ha dovuto attuare tagli a rotazione dell’elettricità a residenze, fabbriche, miniere e aziende. Secondo il direttore regionale dell’Economist Intelligence Unit per il Medio Oriente e l’Africa, Pat Thaker, Eskom starebbe limitando il potenziale di crescita del Sudafrica e prevenendo un rilancio significativo dell’economia.  Secondo le statistiche ufficiali, l’economia sudafricana è cresciuta dello 0,8% nel 2018, e di appena lo 0,2% nel 2019, il valore più basso dalla crisi finanziaria globale del 2009.

Parallelamente, la siccità in alcune zone del Paese e le inondazioni in altre hanno danneggiato l’agricoltura e la produzione di centrali elettriche, causando interruzioni nelle forniture di elettricità, gas e acqua. Sette settori su dieci hanno subito una contrazione nel quarto trimestre, inclusa principalmente l’agricoltura, che è scesa del 7,6%, l’industria manifatturiera, che ha rallentato dell’1,8%, e i trasporti, che sono diminuiti del 7,2%.

Una nazione entra in recessione quando la propria economia registra due trimestri consecutivi di crescita negativa. Questa è la terza contrazione a colpire il Sudafrica dalla fine dell’apartheid nel 1994. In precedenza, il Paese è entrato in recessione nel 2008-2009 e poi di nuovo nel 2018. Nel primo caso, il PIL era diminuito per tre trimestri consecutivi, del 2,3% nel quarto del 2008, del 6,1% nel primo del 2009, e del 1,4% nel secondo dello stesso anno. Nel secondo caso, il PIL sudafricano ha subito una contrazione del 2,6% nel primo trimestre del 2018, e dello 0,7% nel secondo.

Nel 2019, il Fondo Monetario Internazionale ha sollecitato riforme più “decisive” per stimolare investimenti privati in Sudafrica, prevedendo tuttavia che la crescita economica nel 2020 sarebbe rimasta lenta per il sesto anno consecutivo. Tali misure riguardano la riduzione del costo delle attività commerciali, la semplificazione delle operazioni delle imprese statali, il miglioramento dell’amministrazione, la promozione della concorrenza di prodotti sul mercato, e la risoluzione delle questioni relative al mercato del lavoro.

Da quando è stato eletto, l’8 marzo 2019, Ramaphosa ha promosso riforme significative per ripristinare la stabilità macroeconomica in Sudafrica. Tuttavia, tali politiche non sono state in grado di affrontare alcuni dei problemi strutturali del Paese. Nello specifico, il debito pubblico è rimasto molto alto al 59,9%, e gli oneri per il servizio del debito, quasi il 14% delle entrate, continuano ad appesantire la spesa pubblica. In aggiunta, il tasso di disoccupazione resta elevato, al 27,9% nel 2019, soprattutto se si considera la popolazione inattiva che non cerca più lavoro. Inoltre, il tasso di disoccupazione è molto più elevato tra i giovani e le persone di colore, fattore che aumenta ulteriormente le disparità sociali in un Paese considerato tra i più disuguali al mondo. Il divario sociale è ancora più netto in riferimento al reddito. Nel 2015, il 10% della popolazione deteneva circa il 71% della ricchezza netta, mentre il 60% più povero deteneva il 7%. Per di più, la mobilità intergenerazionale in Sudafrica è molto bassa, il che significa che le disuguaglianze si tramandano di generazione in generazione con poco margine di cambiamento nel tempo.

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Mariela Langone

di Redazione

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