L’Egitto rafforza la produzione di armi e punta all’autosufficienza militare

Pubblicato il 7 marzo 2020 alle 6:12 in Africa Egitto

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L’Egitto ha annunciato il lancio di un piano triennale per la produzione di armi finalizzato a far guadagnare al Paese l’autosufficienza e a consentire l’esportazione all’estero di tecnologie militari.

Secondo quanto ha riportato il quotidiano Al-Monitor, il ministro di Stato egiziano per la produzione militare, Mohamed al-Assar, ha annunciato il piano a fine febbraio. Il suo obiettivo è quello di favorire lo sviluppo della produzione di armi e munizioni da parte di società affiliate al Ministero, con un investimento complessivo di circa 7,5 miliardi di sterline egiziane, equivalenti approssimativamente a 479 milioni di dollari. Assar, nella sua dichiarazione, ha specificato che il piano prevede l’ammodernamento e l’aggiunta di 84 linee di produzione. “Dopo la sua attuazione, l’Egitto non importerà una sola partita di munizioni. Il governo del Cairo vuole che gli egiziani fabbrichino le proprie armi”, ha affermato Assar, precisando che il piano avrà bisogno di 3 anni per essere adeguatamente attuato.

Il 17 febbraio, il presidente egiziano Abdel Fattah al-Sisi ha inaugurato la Fabbrica militare 300, che opera sotto la Abu Zaabal Company for Specialized Industries, una società che produce munizioni e missili per armi di piccolo e medio calibro. Nella stessa giornata, il presidente ha anche ispezionato la produzione di un veicolo blindato egiziano, soprannominato Sinai 200. Nella sua dichiarazione del 25 febbraio, il ministro Assar ha sottolineato: “Si tratta di un veicolo blindato molto efficiente e capace di soddisfare pienamente le esigenze dell’esercito egiziano. È veloce e flessibile e ha una notevole capacità di prevenzione dei rischi durante l’esecuzione delle missioni”.

Al-Sisi ha inoltre lanciato una serie di altri progetti per la produzione militare nelle fabbriche della Banha Company for Electronic Industries (Fabbrica 144), della Kaha Company for Chemical Industries (Fabbrica 270) e della Helwan Machinery and Equipment Company. L’Egitto, attualmente, ha come obiettivo prioritario lo sviluppo dell’industria delle armi per produrre localmente strumenti militari ed esportarli. Nel dicembre 2018, il Paese ha organizzato l’Esposizione internazionale della difesa (IDEX), durante la quale è stato presentato ai partecipanti il veicolo corazzato Temsah-3, che in arabo significa “coccodrillo”. Il mezzo è composto da sei posti in modo che possano inserirsi il conducente, il comandante del veicolo e quattro soldati e serve a rendere più semplici da eseguire le operazioni di pattugliamento e i raid. Durante IDEX 2018 sono stati anche presentati i droni prodotti dall’Organizzazione araba per l’industrializzazione dell’esercito egiziano, un progetto che punta a far entrare l’Egitto nel mercato mondiale per la produzione di droni, dove la Turchia occupa una posizione importante.

Nel dicembre 2018, le forze navali egiziane hanno annunciato la prima arma navale di produzione del Cairo, la corvetta egiziana Gowind. L’esercito, in tal occasione, ha sottolineato che le autorità mirano a rafforzare le loro capacità nel raggiungere la sicurezza marittima e la protezione delle frontiere, garantendo gli interessi economici del Paese nel Mar Rosso e nel Mediterraneo.

Il 19 dicembre 2019, l’esercito egiziano ha rilasciato un video in cui vengono mostrate alcune armi prodotte nelle fabbriche affiliate al Ministero della Difesa e della produzione militare, come il Temsah-3 ma anche veicoli ST-100/ST-500, il veicolo blindato Fahd-300 e la versione egiziana modificata della mitragliatrice M-46. Nel frattempo, il Paese si sta preparando per IDEX 2020, a dicembre. Il Ministero della Difesa e della produzione militare ha annunciato che saranno esposte nuove armi e che sarà altresì rivelato un piano per la produzione del carro armato Abrams M1A1.

Il piano del governo egiziano per sviluppare l’industria militare contempla l’esportazione di armi egiziane nei Paesi africani al fine di estendere ulteriormente l’influenza del Cairo sul continente. Il 19 febbraio, Assar ha annunciato un accordo di cooperazione con il ministro delle forze armate senegalese, Sidiki Kaba, per la fornitura a Dakar di attrezzature militari, armi e munizioni. Yahya al-Kadwani, membro della Commissione di Difesa e sicurezza del Parlamento egiziano, ha dichiarato: “Lo Stato sta cercando di raggiungere l’autosufficienza nel campo delle armi perché al momento è costretto a importare grandi quantità di armi per costruire un esercito capace di affrontare la minaccia del terrorismo”. Kadwani ha poi specificato ad Al-Monitor: “Proporre un piano di autosufficienza per la produzione di armi fa parte delle sfide che l’Egitto deve affrontare per garantire la sua sicurezza e in particolare difendersi dalle minacce della Turchia che vuole costruire basi militari in Libia”. Il parlamentare ha poi osservato: “Gli Stati africani hanno bisogno di armi egiziane perché sono di buona qualità e basso prezzo e perché si adattano alla natura del popolo africano e alla geografia del continente”. Anche l’ex viceministro degli Interni, il generale Mohamed Nour al-Din, ha precisato, in un’intervista con Al-Monitor, che i veicoli corazzati egiziani si adattano perfettamente alla geografia del deserto della penisola del Sinai e soddisfano i requisiti delle forze di sicurezza locali. “Lo sviluppo della produzione di armi in Egitto rappresenterà un’importante fonte di reddito nazionale soprattutto attraverso le esportazioni ai Paesi vicini, siano essi arabi o africani”, ha dichiarato al-Din, aggiungendo che il piano andrà a beneficio di quegli Stati africani che subiscono carenza di armi a causa dell’alto prezzo di quelle importate dall’Occidente e che devono affrontare con decisione la minaccia dei gruppi terroristici ed estremisti.

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Chiara Gentili

di Redazione

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