Coronavirus: nuovi casi negli Stati del Golfo

Pubblicato il 7 marzo 2020 alle 20:29 in Arabia Saudita Medio Oriente

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I Paesi del Golfo hanno registrato un diffuso aumento di casi confermati di coronavirus nella giornata di sabato 7 marzo.

Gli Emirati Arabi Uniti (UAE) hanno riscontrato 15 nuovi casi, salendo ad un totale di 45, il Kuwait ne ha totalizzati 61 e il Qatar è arrivato a quota 12. Anche in Arabia Saudita il numero di malati è salito a 7, di questi i 2 ultimi casi riscontrati rientravano dall’Iran, passando l’uno dagli UAE e l’altro dal Barhein, dove i malati sono ora saliti a 79. La maggior parte dei casi registrati nel Golfo è riconducibile a viaggi in Iran o a contatti con altri infetti che si sono recati di recente in tale Paese.

Varie sono le misure adottate per arginare la crisi sanitaria. Gli UAE che sono un importante centro economico, turistico e di transito hanno scoraggiato i viaggi dei propri cittadini e residenti e hanno chiuso le scuole per un mese. Oltre a questo, la maggior parte degli eventi è stata cancellata o rimandata, ad eccezione delle gare equestri e calcistiche che si disputeranno a porte chiuse. Il Kuwait ha sospeso i voli da e per l’Egitto, il Libano, la Siria, il Bangladesh, le Filippine, l’India e lo Sri Lanka per una settimana, ha proibito l’ingresso a persone che siano state in tali Paesi e ha messo in quarantena almeno 104 persone di rientro dall’Iraq.  L’Arabia Saudita invece ha chiuso le frontiere con gli UAE, il Kuwait e i Baharein, consentendo l’accesso ai soli mezzi pesanti che si muovono per motivi commerciali e ha limitato l’arrivo dei voli internazionali a soli 3 dei suoi aeroporti. Infine, il Regno saudita ha invitato tutte le persone che sono state in Iraq a comunicarlo alle autorità, tuttavia, i membri della minoranza sciita saudita tendono a non rivelare i propri viaggi verso la Repubblica islamica a causa delle tensioni in essere tra i due Paesi. L’Arabia Saudita, guidata da leader sunniti, ha interrotto i rapporti diplomatici con l’Iran  il 29 gennaio 2016.  Stando a quanto dichiarato alle autorità, al momento 95 cittadini sauditi hanno dichiarato di trovarsi nella Repubblica Islamica e altri 26 di essere rientrati dal Paese di recente.

La giornata del 7 marzo è stata connotata da un aumento dei casi a livello globale sia in termini di diffusione in nuove aree, sia di nuovi contagi. La Corea del Sud, ad esempio, è uno tra i Paesi maggiormente colpiti oltre alla Repubblica Popolare Cinese (RPC) e ha registrato 483 nuovi casi che hanno portato i totali a 6.767. Tra i Paesi che invece hanno registrato i loro primi casi si annoverano la Costa Rica, Malta, la Cambogia e il Paraguay.

Nella stessa giornata, anche leader politici di diversi Stati hanno avuto implicazioni relative al virus. Il caso peggiore fra tutti è stato quello di Fatemeh Rahbar, un membro del parlamento iraniano che è deceduto all’età di 55 anni con il coronavirus. In Italia il leader del Partito Democratico, Nicola Zingaretti ha dichiarato di aver contratto il virus in un video postato su Facebook ma ha affermato di stare bene e di essere ora in quarantena. Nel pomeriggio della stessa giornata, un altro membro dell’Assemblea Nazionale francese ha contratto il virus e insieme ad una collega è stato il secondo politico francese infettato. Infine, Il Papa ha deciso di videotrasmettere il suo discorso ai fedeli per evitare di farli riunire e aumentare il rischio di contagio.

Il coronavirus si è originato nella Repubblica Popolare Cinese (RPC) dalla città di Wuhan, nella provincia di Hubei, dove sono stati registrati i primi casi nel mese di dicembre 2019. Il 7 gennaio, è stato identificato un nuovo virus, denominato provvisoriamente dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) con il nome: “2019-nCoV” e poi chiamato ufficialmente: “Covid-19”, l’11 febbraio. Il 30 gennaio, l’OMS ha dichiarato il virus un’emergenza mondiale. Stando ai dati rilasciati nel situation report dell’OMS del 7 marzo, dalla Cina il virus si è diffuso in 93 Paesi per un totale di oltre 101.927casi confermati a livello globale. I decessi avvenuti nella RPC ammontano a 3.073 e quelli negli altri Paesi a 413, Corea del Sud, Iran e Italia sono le Nazioni maggiormente colpite all’estero. L’Italia in particolare ha totalizzato 5.061 casi di cui 233 sono morti e 589 guariti. Questo è quanto riportato dal Ministero della Salute che, a cadenza giornaliera, pubblica il resoconto aggiornato dei dati rilasciati dalla Protezione Civile alle 18, ora locale, tramite una conferenza stampa del suo capo, Angelo Borrelli.

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Camilla Canestri, interprete di cinese e inglese

di Redazione

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