Coronavirus: negato l’attracco ad una nave italiana in Malesia

Pubblicato il 7 marzo 2020 alle 10:34 in Malesia USA e Canada

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La nave da crociera Costa Fortuna, del gruppo genovese Costa Crociere, è stata respinta al porto di Penang, in conformità con le restrizioni all’arrivo di cittadini italiani attuate dal governo della Malesia, il 7 marzo. La compagnia genovese, in una nota, ha comunicato il cambio di rotta in direzione Singapore e ha confermato che a bordo dell’imbarcazione non vi sono casi sospetti di contagiati da coronavirus, né tra i 64 italiani, né tra i passeggeri di altre nazionalità. Il 6 marzo, alla stessa imbarcazione era stato negato lo sbarco al porto di Phuket, in Thailandia, perché anche il governo di Bangkok ha imposto restrizioni all’arrivo di persone che siano state in Italia negli ultimi quattordici giorni.  

Si tratta dell’ultimo di una serie di casi in cui non è stato consentito lo sbarco a navi con a bordo cittadini italiani. Il primo era stato quello della nave da crociera MSC Meraviglia in Giamaica, il 25 febbraio.  In quell’occasione, era stata segnalata la presenza di un caso di influenza a bordo e, per tanto, le autorità locali in via precauzionale avevano negato l’approdo. La nave era rimasta alcune ore nelle acque giamaicane e si era poi diretta verso le Cayman. Tuttavia, anche in quel caso è stata respinta una seconda volta, nonostante tutti i passeggeri avessero superato i controlli medici a cui erano stati sottoposti a Miami, il 23 febbraio.

L’Italia è stata uno tra i Paesi maggiormente colpiti dal coronavirus al mondo e il primo in Europa, con un totale di 3916 casi di cui 197 deceduti e 523 guariti, stando ai dati rilasciati nell’ultima conferenza stampa giornaliera sul tema tenuta dal capo della protezione civile, Angelo Borrelli.

Nella stessa giornata, negli Stati Uniti la nave da crociera Grand Princess è stata bloccata al porto di San Francisco, dopo che 21 persone a bordo sono risultate positive ai test per il coronavirus. Il vice presidente americano, Mike Pence, incaricato della gestione e del contenimento dell’epidemia, ha dichiarato che l’imbarcazione sarà indirizzata verso un porto non commerciale, dove tutti gli oltre 2400 passeggeri e 1100 membri dell’equipaggio a bordo saranno sottoposti a controlli sul virus e messi in quarantena, se necessario. Negli USA, l’epidemia si è diffusa in più di metà dei suoi 50 Stati federali e il presidente, Donald Trump, ha disposto 8.3 miliardi di dollari da investire nelle misure di controllo e contenimento del virus.

Dalla diffusione del coronavirus a dicembre 2019, le navi hanno rappresentato ambienti a rischio per la trasmissione del virus, in particolare da crociera. Il caso finora più noto è stato quello della Diamond Princess, un’imbarcazione della Princess Cruises con 3711 persone a bordo che è stata messa in quarantena il 4 febbraio scorso, mentre si trovava nelle acque territoriali giapponesi. Dal 27 febbraio, è iniziata l’evacuazione di passeggeri e del personale a bordo che si è conclusa con lo sbarco del comandante,  Gennaro Arma, lo scorso 2 marzo.

Il coronavirus si è originato nella Repubblica Popolare Cinese (RPC) dalla città di Wuhan,  dove sono stati registrati i primi casi nel mese di dicembre 2019. Il 7 gennaio, è stato identificato un nuovo virus, denominato provvisoriamente dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) con il nome: “2019-nCoV” e poi chiamato ufficialmente: “Covid-19”, l’11 febbraio. Il 30 gennaio, l’OMS ha dichiarato il virus un’emergenza mondiale e, a oggi, dalla Cina il virus si è diffuso in 88 Paesi per un totale di oltre 100.000 casi a livello globale.

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Camilla Canestri, interprete di cinese e inglese

di Redazione

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