Tunisia: attentato suicida vicino l’ambasciata americana

Pubblicato il 6 marzo 2020 alle 13:35 in Tunisia USA e Canada

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Un’esplosione è stata avvertita fuori dall’ambasciata statunitense di Tunisi, venerdì 6 marzo, intorno alle 11 di mattina. Secondo diverse fonti internazionali e media tunisini, si tratta di un attentato compiuto da due terroristi suicidi a bordo di una motocicletta. Gli uomini, carichi di esplosivo, si sono avvicinati a un posto di blocco della polizia vicino l’ambasciata, nel distretto di Berges du Lac, e si sono fatti saltare in aria uccidendo 1 agenteferendone altri 5. Sulla sua pagina Twitter, la rappresentanza diplomatica degli Stati Uniti in Tunisia ha dichiarato che il personale di emergenza sta rispondendo all’esplosione. Il Ministero dell’Interno ha dichiarato che entrambi gli attentatori sono morti e che un civile è stato leggermente ferito. Nel frattempo, ancora nessuna organizzazione ha rivendicato la responsabilità dell’attacco.

L’ambasciata americana si trova nella parte orientale della capitale, nota per essere un’area commerciale ricca di rappresentanze diplomatiche e uffici di istituzioni internazionali. Secondo quanto riportato dall’agenzia di stampa France 24, gli attentatori potrebbero aver colpito una macchina della polizia, parcheggiata vicino l’ambasciata, e da lì si sarebbe scatenata l’esplosione. Immagini e video diffusi sui social media mostrano le strade ricoperte di detriti e diversi veicoli danneggiati o in fiamme.

Gli ultimi attentati effettuati a Tunisi risalgono al 27 giugno 2019, quando due terroristi suicidi si sono fatti esplodere in due aree separate della capitale, in prossimità di postazioni delle forze di sicurezza. La prima esplosione aveva colpito un’auto blindata in un’area affollata di Tunisi, in via Charles De Gaulle, mentre la seconda era avvenuta contro un edificio della polizia nel distretto di al-Qarjani. In tale occasione, un agente era rimasto ucciso e altre 8 persone ferite. Gli attentati erano stati successivamente rivendicati dallo Stato Islamico.

Nel 2018, il Paese nordafricano era stato teatro di due attentati. Il primo era avvenuto l’8 luglio, nell’area di Ain Sultan, nella provincia di Jenduba, al confine con l’Algeria, dove 6 membri delle forze di sicurezza erano stati uccisi in un’imboscata. L’azione era stata stata rivendicata da Okba Ibn Nafaa Brigade (OIB), affiliata ad al-Qaeda nel Maghreb Islamico (AQIM). Il secondo attentato si era invece verificato il 29 ottobre a Tunisi, dove la 30enne tunisina, Mona Guebla, si era fatta esplodere presso la via Habib Bourgiba, poco lontano dall’ambasciata francese, ferendo 15 persone, di cui 10 agenti e un civile. Quello era stato il primo attacco terroristico del genere in Tunisia dopo il 2015, quando il Paese aveva dovuto dichiarare lo stato d’emergenza, tuttora in corso, a causa di un attentato suicida dell’Isis responsabile dell’uccisione di 12 guardie presidenziali.  

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Chiara Gentili

di Redazione

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