Telefonata Merkel-Erdogan sulla Siria e la crisi migratoria

Pubblicato il 6 marzo 2020 alle 19:44 in Germania Turchia

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Il presidente turco, Recep Tayyip Erdogan, e la cancelliera tedesca, Angela Merkel, hanno avuto una conversazione telefonica per discutere dei recenti sviluppi nella provincia siriana di Idlib e della crisi migratoria al confine tra Grecia e Turchia. 

La notizia è stata riferita il 6 marzo dall’agenzia di stampa turca, Anadolu. Durante la chiamata, Erdogan ha sottolineato che con l’accordo di cessate il fuoco raggiunto tra Turchia e Russia, il 5 marzo, la protezione dei civili innocenti e la sicurezza dei soldati turchi sono state assicurate. Il presidente di Ankara ha anche sottolineato il fatto che le sue truppe si trovano in Siria per garantire la pace. Durante la discussione, Erdogan ha anche “menzionato la difficile situazione umanitaria” al confine terrestre della Turchia con la Grecia e ha denunciato la decisione di Atene di respingere i migranti con la forza. Questa, secondo il presidente turco, deve essere considerata “una violazione del diritto internazionale e dei valori dell’accordo di fondazione dell’UE”. Infine, ha sottolineato la necessità di rivedere gli accordi tra Turchia e UE sulla migrazione. Non è nota la replica della cancelliera tedesca. 

La telefonata arriva lo stesso giorno in cui la guardia costiera turca ha salvato circa 120 migranti che cercavano di raggiungere un’isola greca. Le persone viaggiavano su 3 gommoni e sono stati intercettati nella mattinata. Questi hanno riferito che la guardia costiera greca ha sbarrato loro il passaggio verso la costa dell’isola. Uno dei gommoni aveva il motore non più funzionante. La guardia costiera turca li ha recuperati a largo della costa della provincia di Izmir, nella Turchia occidentale. Tra i migranti vi erano persone provenienti da Siria, Afghanistan, Iran e vari paesi africani. Secondo quanto riferisce l’agenzia di stampa Reuters, molti di loro tenevano in braccio i bambini piccoli per essere salvati prima dall’equipaggio turco. 

Intanto, i rapporti tra Unione Europea e Turchia sono sempre più tesi, a causa della decisione di non fermare i migranti diretti in Europa. “Le notizie sulla presunta apertura del confine  sono false e la gente non dovrebbe cercare di superare il confine”, ha dichiarato l’Alto rappresentante dell’Unione per gli Affari Esteri, Josep Borrell, durante una conferenza stampa a Zagabria. “Se vogliamo evitare situazioni critiche, dobbiamo conoscere la verità. Smettiamo di giocare “, ha dichiarato a seguito di una riunione dei ministri degli Esteri dell’UE che si è svolta nella capitale croata. In una dichiarazione congiunta, i ministri hanno intimato ad Ankara di interrompere la diffusione di “informazioni false” sull’apertura dei confini dell’UE. “Il Consiglio invita il governo turco e tutti gli attori e le organizzazioni sul campo a trasmettere questo messaggio e contrastare la diffusione di informazioni false”, afferma la dichiarazione, riferendosi al Consiglio dell’Unione Europea. 

Tale situazione arriva a seguito della decisione del presidente turco, Recep Tayyip Erdogan, di aprire le frontiere e di non bloccare più i migranti, soprattutto siriani. L’annuncio è giunto il 29 febbraio, in seguito all’uccisione, nella provincia di Idlib, di 34 soldati turchi, vittime di un attacco aereo condotto dalle forze governative del regime di Bashar al-Assad. L’Europa ha condannato la decisione di Erdogan, a causa delle tremende conseguenze umanitarie. “La Turchia non è un nemico, ma le persone non sono nemmeno armi”, ha dichiarato la principale responsabile delle migrazioni dell’UE, Margaritis Schinas, spiegando che un finanziamento extra di 700 milioni di euro per la Grecia rafforzerebbe le frontiere esterne dell’UE. Intanto, la situazione ai confini è drammatica, con la polizia antisommossa greca che ha usato cannoni ad acqua e gas lacrimogeni contro i migranti, tra cui bambini. Alcuni di questi hanno accusato sintomi respiratori gravi a seguito dell’esposizione. Nell’incontro del 4 marzo, l’UE ha preparato un pacchetto da 60 milioni di euro in aiuti umanitari per Idlib. 

Nell’ambito di un accordo siglato da UE e Turchia, il 18 marzo 2016, Ankara ha accettato di bloccare il flusso di rifugiati e migranti verso l’Europa in cambio di miliardi di euro di aiuti. Il governo turco afferma di aver ricevuto solo una parte del sostegno finanziario promesso. A seguito della decisione di aprire le frontiere verso l’Europa, ci sono già stati i primi problemi. Migliaia di rifugiati bloccati al confine tra Turchia e Grecia si sono scontrati con la polizia greca il 29 febbraio. Le forze di sicurezza hanno utilizzato gas lacrimogeni contro la folla che si ammassava ad un valico di frontiera, nella provincia turca occidentale di Edirne. Alcuni dei rifugiati hanno risposto lanciando pietre contro gli ufficiali. 

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Maria Grazia Rutigliano

di Redazione

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