L’ISIS rivendica l’attacco in Afghanistan

Pubblicato il 6 marzo 2020 alle 17:53 in Afghanistan Asia

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Lo Stato Islamico ha rivendicato la responsabilità dell’attacco che ha colpito una cerimonia in ricordo di un leader della minoranza Hazara, a Kabul, uccidendo almeno 27 persone, il 6 marzo.

La notizia è stata riferita dall’agenzia di stampa del gruppo islamista, Amaq, sul canale telegram. Il gruppo ha affermato di aver ucciso e ferito 150 persone, ma non ha fornito prove a tale riguardo. Il Ministero della Salute afgano, invece, ha dichiarato che almeno 27 persone sono decedute nell’assalto e 55 sono rimaste ferite. Un gruppo di uomini armati ha attaccato le persone riunite per la celebrazione, tra cui era presente anche il leader politico afgano, Abdullah Abdullah, che è riuscito a fuggire illeso. “L’attacco è iniziato con un’esplosione, a quanto pare un razzo che è atterrato nell’area”, ha affermato il portavoce di Abdullah, Fraidoon Kwazoon. 

Il presidente Ashraf Ghani ha immediatamente condannato l’attacco e lo ha definito “un crimine contro l’umanità”. L’emittente locale, Tolo News, ha mostrato filmati in diretta di persone in cerca di riparo, mentre si sentivano spari. La cerimonia che è stata colpita era stata organizzata in occasione dell’anniversario della morte di Abdul Ali Mazari, un leader dell’etnia Hazara, prevalentemente sciita, che è stato ucciso dai talebani nel 1995, dopo essere stato fatto prigioniero. Tuttavia, i militanti islamisti afghani avrebbero negato la responsabilità dell’attacco. Una simile celebrazione era stata presa d’assalto dall’ISIS lo scorso anno. 

Da decenni, l’Afghanistan è caratterizzato da una profonda instabilità politica. In seguito al crollo del regime sovietico, i talebani si sono affermati come gruppo dominante e, alla fine di una sanguinosa guerra civile tra diversi gruppi locali, hanno governato gran parte dell’Afghanistan dal 1996. A seguito dell’invasione USA del 2001 e dell’intervento della NATO nell’agosto 2003, i talebani sono tornati a essere attivi e a compiere numerose offensive per destabilizzare il Paese. Con una serie di attacchi alle attuali istituzioni afghane, le milizie talebane tentano di riprendere il controllo del governo. 

Secondo quanto ricostruito da Al Jazeera, l’ISIS ha fatto la propria comparsa in Afghanistan poco dopo la sconfitta dei militanti in Siria e in Iraq nell’estate del 2014. Gli affiliati afghani dello Stato Islamico si definiscono la “Khorasan Province”, rievocando i territori dell’Afghanistan, dell’Iran e dell’Asia centrale che formavano l’omonima regione ai tempi del Medioevo. Il gruppo di militanti era inizialmente composto da poche persone, principalmente talebani del Pakistan attratti dall’ideologia dell’ISIS. Ad oggi, la Khorasan Province conta migliaia di combattenti, i quali sembrerebbero provenire principalmente dall’Asia centrale, ma anche da Paesi arabi tra cui la Cecenia, l’India e il Bangladesh. Tra i combattenti, anche alcuni uiguri provenienti dalla Cina.

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Maria Grazia Rutigliano

 

 

 

di Redazione

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