Italia-Libia: vertice telefonico tra Conte e al-Sarraj

Pubblicato il 6 marzo 2020 alle 15:50 in Italia Libia

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Il presidente del Consiglio italiano, Giuseppe Conte, ha avuto un vertice telefonico con il premier del Governo di Accordo Nazionale della Libia, Fayez al-Sarraj.

È quanto rivelato, venerdì 6 marzo, dal Governo italiano, il quale ha specificato che il colloquio telefonico si è tenuto nella serata del giorno precedente.

Secondo quanto reso noto, nel corso del vertice, i due leader hanno avuto modo di discutere dell’evoluzione della situazione in Libia.

L’ultimo vertice bilaterale tra Italia e Libia risale allo scorso 25 febbraio, quando il sindaco di Zuara, Farhat Abu Al-Shawashy, aveva incontrato a Tripoli l’ambasciatore italiano in Libia, Giuseppe Buccino. Al centro delle discussioni, in tale occasione, vi erano state le condizioni di sicurezza della regione, con particolare riguardo all’area circostante il complesso petrolifero di Mellitah, ad Est di Zuara, dove l’azienda petrolifera statale libica (NOC) collabora con l’italiana Eni.

Tale regione è fonte di maggiore preoccupazione da quando, lo scorso 18 gennaio, erano state sospese tutte le attività astrattive e delle esportazioni petrolifere in Libia, il che, al 30 gennaio, aveva causato una perdita di circa 155.000 barili di petrolio e oltre 4 milioni di metri cubici di gas al giorno, portando il totale economico di perdite a oltre 9 milioni di dollari al giorno. Ciò aveva causato la preoccupazione di Roma, il cui Ministero degli Affari Esteri aveva, lo scorso 21 gennaio, segnalato le conseguenze negative e gli impatti sia sull’economia interna e internazionale, sia sul popolo della Libia. Per tale ragione, l’Italia aveva richiesto a tutte la parti coinvolte nella crisi di mantenere l’integrità e la neutralità della National Oil Corportation, la quale, secondo il Ministero degli Affari Esteri italiano, rappresenta l’unica compagnia legittimata a operare nel Paese.

Il 3 marzo, invece, fonti vicine al governo di Tobruk avevano riferito che il generale dell’Esercito Nazionale Libico (LNA), Khalifa Haftar, aveva incontrato ad Al-Rajmah, città della Cirenaica posta a 25 km a Est di Bengasi, una delegazione europea composta dagli ambasciatori e dai consiglieri dei capi di Stato di Francia, Italia e Germania. Secondo quanto riferito, nel corso dell’incontro erano stati presi in esame gli ultimi sviluppi del panorama libico a livello sia politico sia militare, ribadendo nuovamente la necessità di riportare la stabilità nel Paese. Da parte sua, Haftar aveva sottolineato la necessità di allontanare milizie e gruppi terroristici e di interrompere i bombardamenti lanciati dal governo di Tripoli.

La Libia vive in una situazione di grave instabilità dal 15 febbraio 2011, data che ha segnato l’inizio della rivoluzione e della guerra civile. Nel mese di ottobre dello stesso anno, il Paese nordafricano ha poi assistito alla caduta del regime del dittatore Muammar Gheddafi, ma da allora non è mai riuscito a effettuare una transizione democratica e vede tuttora la presenza di due schieramenti. Da un lato, il governo di Tripoli, nato con gli accordi di Skhirat del 17 dicembre 2015, guidato da Fayez al-Sarraj e riconosciuto dall’Onu. Dall’altro lato, il governo di Tobruk, con il generale Haftar. Il governo di Tobruk riceve il sostegno di Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti, Egitto, Russia e Francia. In particolare, Il Cairo, Riad ed Abu Dhabi sostengono militarmente ed economicamente le forze dell’esercito di Haftar. L’Italia, il Qatar e la Turchia appoggiano, invece, il governo riconosciuto a livello internazionale.

Per trovare una soluzione a tale instabilità, lo scorso 19 gennaio si erano riunite a Berlino diverse parti a livello internazionale, compresi il generale a capo dell’Esercito Nazionale Libico (LNA) e uomo forte del governo di Tobruk, Khalifa Haftar, e il premier del Governo di Accordo Nazionale della Libia, Fayez al-Sarraj. Al termine della Conferenza, sono state concordate 3 strade da seguire per riportare stabilità nel Paese Nordafricano, in termini economici, politici e militari, ribadendo in ogni caso la necessità di rispettare l’embargo sulle armi e di preferire una soluzione politica a quella militare.

Nonostante gli sforzi diplomatici, però, la Libia continua ad essere teatro di scontri sul campo, caratterizzati, informa Reuters, dal tentativo di Haftar di aprire un nuovo fronte attraverso l’avanzata delle proprie forze verso Misurata, nell’Ovest del Paese.

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Jasmine Ceremigna

di Redazione

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