Coronavirus: caso in Vaticano, chiusi i servizi ambulatoriali

Pubblicato il 6 marzo 2020 alle 11:07 in Europa Vaticano

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

Il Covid-19, meglio noto come coronavirus, ha colpito anche il Vaticano.

A renderlo noto è stato il portavoce della Santa Sede, Matteo Bruni, il quale ha aggiunto che il virus era stato rilevato su un paziente che si era recato presso le strutture sanitarie del Vaticano la sera precedente.

Come prima misura adottata, ha riferito Bruni, sono stati temporaneamente chiusi gli ambulatori e i servizi sanitari presenti in Città del Vaticano, ma i presidi di pronto soccorso rimarranno disponibili. La chiusura è stata necessaria, ha spiegato il portavoce della Santa Sede, per procedere con le necessarie misure di sanificazione.

In aggiunta, Bruni ha rivelato di aver allertato le autorità sanitarie italiane. Per quanto riguarda il Vaticano, inoltre, sono già stati avviati i protocolli sanitari previsti.

Globalmente, sono oltre 98.000 i casi accertati di Covid-19, meglio noto come coronavirus, di cui 5.883 nel continente europeo.  

È quanto si apprende dai dati raccolti dalla Johns Hopkins University, i quali fanno riferimento, tra le altre fonti, alle stime dell’Organizzazione Mondiale per la Sanità, modificate più volte nell’arco della stessa giornata. Secondo i dati aggiornati alle 9:33 del 6 marzo, risultano essere stati 98.698 i contagiati nel mondo, di cui 3.383 morti.

Il terzo Paese più colpito al mondo è l’Italia, con 3.858 casi confermati, di cui 148 morti e 414 guariti. A livello europeo, a seguire, 545 casi sono stati confermati in Germania, 423 in Francia, 282 in Spagna, 119 in Svizzera, 116 nel Regno Unito, 94 in Svezia, 91 in Norvegia, 82 nei Paesi Bassi, 50 in Belgio, 43 in Austria, 34 in Islanda, 31 in Grecia, 21 a San Marino, 12 in Repubblica Ceca, 12 in Finlandia, 11 in Croazia, 10 in Danimarca, 8 in Portogallo, 6 in Irlanda, 6 in Romania, 6 in Bielorussia, 4 in Russia, 3 in Estonia, 2 in Bosnia ed Erzegovina, 2 in Lussemburgo, 2 in Ungheria, 2 in Slovenia, 1 in Macedonia del Nord, 1 in Lituania, 1 a Monaco, 1 ad Andorra, 1 in Ucraina, 1 in Liechtenstein, 1 in Lettonia  e 1 in Polonia, portando il totale europeo a 5.883,  in 36 Paesi del continente.

Il primo Paese europeo ad aver riportato un caso di coronavirus è stato la Francia, dove al momento vi sono almeno 423 casi confermati, di cui 7 morti e 12 guariti. Il virus era scoppiato nel territorio francese all’inizio di febbraio, quando 4 cittadini del Regno Unito avevano contratto il coronavirus da un quinto cittadino britannico, presso la città di Contamines-Montjoie, nelle Alpi francesi.

Intanto, il virus in Francia continua ad espandersi, dopo aver già colpito tutte le regioni del Paese, ed è sorta grande preoccupazione dopo che un parlamentare francese è risultato positivo al test per il coronavirus, il 5 marzo, ed è stato ricoverato in terapia intensiva.

Nella stessa giornata, il presidente francese, Emmanuel Macron, ha dichiarato di ritenere inevitabile lo scoppio di una epidemia nel Paese, dove nella sola giornata di giovedì sono stati 138 i nuovi casi accertati di pazienti infetti di coronavirus.

A dimostrazione della preoccupazione causata dalla situazione in Francia, il Parlamento europeo ha comunicato che la sessione parlamentare della seconda settimana di marzo si terrà a Bruxelles, in Belgio, anziché nella sede di Strasburgo, nell’Est della Francia.

Leggi Sicurezza Internazionale, il solo quotidiano italiano interamente dedicato alla politica internazionale 

Jasmine Ceremigna

di Redazione

Al fine di migliorare la tua esperienza di navigazione, questo sito utilizza i cookie di profilazione di terze parti. Chiudendo questo banner o accedendo ad un qualunque elemento sottostante acconsenti all’uso dei cookie.