Nuovi sorvoli non autorizzati dei caccia della Turchia sulla Grecia

Pubblicato il 5 marzo 2020 alle 15:58 in Grecia Turchia

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Le autorità della Grecia hanno riportato nuove violazioni del proprio spazio aereo da parte della Turchia, avvenute nel corso delle giornate del 4 e del 5 marzo.

È quanto riportato da Ekathimerini, il quale ha specificato che per quanto riguarda le intromissioni non autorizzate nello spazio aereo della Grecia del 4 marzo, queste hanno riguardato l’isola di Ro, nella porzione orientale dell’Egeo, a poca distanza da Castelrosso (Kastellorizo). L’isola, ha reso noto lo Stato Maggiore della Difesa della Grecia, è stata sorvolata senza autorizzazione due volte. La prima è stata intorno alle 13:03, a un’altitudine di circa 23.000 piedi. La seconda, alle 13:11, quando una nuova coppia di aerei caccia F-16 della Turchia ha sorvolato Ro, questa volta a una distanza di 5.000 piedi.

Il giorno successivo, il 5 marzo, un’altra coppia di F-16 della Turchia è entrata nello spazio aereo greco senza essere in possesso di un’autorizzazione. Questa volta, i caccia hanno sorvolato, secondo quanto rivelato dallo Stato Maggiore della Difesa, gli isolotti di Panagia e Oinouses, anch’esse nella porzione orientale del Mar Egeo. Il primo sorvolo è stato condotto alle 9:55, a un’altitudine di 24.000 piedi. Poco dopo, alle 10:16, i caccia hanno nuovamente sorvolato Oinouses, questa volta a un’altitudine di 36.000 piedi, per poi tornare, alle 10:24, alla stessa altitudine. Poco dopo, i caccia si sono spostati sull’isola di Chios, a un’altezza di 38.000 piedi, per poi tornare, dopo due minuti, sopra Oinouses, questa volta a 29.000 piedi.

In tutti i sorvoli, rivela lo Stato Maggiore ellenico, i caccia turchi sono stati identificati e intercettati dall’Aviazione della Grecia.

Già in precedenza, il 25 febbraio, Atene aveva annunciato trenta nuove violazioni del proprio spazio aereo da parte della Turchia. In tale occasione, i sorvoli avevano riguardato i cieli delle isole di Arkioi, Lisso, Makronissos, Anthropofagous, Ro e Fournoi.

Le isole del Mar Egeo sono nuovamente oggetto di discussione tra Grecia e Turchia a partire dallo scorso 16 gennaio, quando due caccia F-16 turchi avevano sorvolato l’isolotto greco di Kinaros. Poche ore prima, il ministro degli Esteri della Turchia, Mevlut Cavusoglu, aveva messo in dubbio la sovranità della Grecia su alcune isole dell’Egeo. Ankara aveva così chiesto l’avvio di un processo di dialogo per discutere della sovranità sulle isole, ma la Grecia aveva risposto che lo status giuridico del Mar Egeo e delle isole che ne fanno parte risulta disciplinato da trattati internazionali, motivo per cui “non vi è spazio per le dispute”.

Successivamente, però, Akar aveva richiesto alla Grecia di demilitarizzare 16 isole dell’Egeo, nei pressi delle coste turche, ritenute illecitamente armate, e da quel momento sono continuati i voli non autorizzati degli aerei caccia F-16 turchi all’interno dello spazio aereo ellenico, in corrispondenza delle isole dell’Egeo. Tali sorvoli hanno finora riguardato Lisso, Arkioi, Oinouses, Panagia, Farmaco, Gaidaro, Makronissos, Anthropofagous, Chios e Fournoi.

In aggiunta, il 30 gennaio, Panagiotopoulos era stato informato della presenza all’interno delle acque della Grecia di una nave da esplorazione della Turchia, la Oruc Reis. In risposta, già la mattina seguente, Atene aveva inviato una fregata, la Nikiforos Fokas, e un aereo caccia F-16 dell’aviazione greca, temendo che le intenzioni della Turchia fossero quelle di testare la prontezza di riflessi della Grecia.

Per quanto riguarda i diritti minerari nel Mar Egeo, in aggiunta, le relazioni tra i due Paesi si sono inasprite ulteriormente dopo che, lo scorso 27 novembre, Ankara aveva siglato con Tripoli un accordo sulla definizione dei confini marittimi tra Libia e Turchia. Il memorandum, sottolinea Reuters, definisce i confini marittimi anche nei pressi dell’isola greca di Creta. Tale isola, a detta di Ankara, non dispone di piattaforma continentale, ma solo di acque territoriali, motivo per cui è stato possibile definire i confini delle acque intorno a Creta. La Grecia, invece, da parte sua, considera l’accordo siglato tra Libia e Turchia una “palese violazione del diritto internazionale”.

Per cercare di innalzare i livelli di fiducia reciproci, Grecia e Turchia avevano tenuto, dal 17 al 20 febbraio, un tavolo di dialogo bilaterale tra le delegazioni della Difesa di entrambi i Paesi. Nello specifico, la prima giornata era stata principalmente dedicata alla fiducia reciproca e alle precauzioni da adottare in materia di sicurezza, oltre che allo sviluppo di progetti di mutua cooperazione. Successivamente, il 18 febbraio, le delegazioni di entrambi i Paesi si erano concentrate sulle modalità per incrementare la cooperazione in materia di difesa tra Grecia e Turchia.

Tuttavia, nuove tensioni sono sorte in seguito alla decisione della Turchia di non bloccare più i migranti intenzionati a oltrepassare i confini con l’Europa. Ciò era stato anticipato il 28 febbraio da un funzionario turco. Il giorno successivo, era stato confermato dal presidente di Ankara, Recep Tayyip Ergogan. La decisione del capo di Stato della Turchia di non gestire più le persone in fuga dal conflitto siriano giungeva a seguito della morte in Siria di 33 soldati turchi, e il ferimento di 32, in un attacco aereo delle forze governative siriane nella regione di Idlib, al quale Ankara aveva risposto uccidendo 18 membri dell’esercito siriano.

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Jasmine Ceremigna

di Redazione

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