Coronavirus in Spagna: si estende contagio, terzo morto

Pubblicato il 5 marzo 2020 alle 12:06 in Europa Spagna

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Il coronavirus COVID-19 si estende in Spagna. Sono 238 i casi di infezione nel Paese iberico, tre di questi sono già stati dimessi: un cittadino tedesco che era stato ricoverato a La Gomera (Isole Canarie), una sulla stessa isola e un cittadino britannico a Maiorca. Inoltre, la Comunità Valenciana ha confermato martedì 3 marzo la prima morte per COVID-19, un uomo che aveva viaggiato in Nepal ed era stato ricoverato con sintomi gravi il 12 febbraio, morto il giorno dopo, gli è stato fatto tampone post-mortem. Mercoledì 4 marzo un uomo di 82 anni è morto nei Paesi Baschi, seconda vittima spagnola del virus. Oggi, 5 marzo, un’anziana donna è morta a Madrid. Aveva 99 anni.

Ci sono attualmente 235 casi attivi: 89 a Madrid, 22 nella Comunità Valenciana, 28 in Catalogna, 20 nei Paesi Baschi, 13 in Andalusia, 11 in Castiglia-León, 12 in Castiglia-La Mancha, dieci in Cantabria, otto alle Isole Canarie, tre in Rioja, sei in Estremadura, cinque alle Isole Baleari, cinque nelle Asturie, tre in Navarra, uno in Galizia e uno in Aragona. Ad oggi la Regione di Murcia è l’unica Comunità autonoma senza contagi.

Sette pazienti tra Andalusia, Asturie, Castiglia-La Mancha, Castiglia-León, Madrid e Navarra sono in terapia intensiva. Quattordici contagiati sono membri del personale sanitario.

Tutte le persone infette sono isolate e ci sono diverse comunità autonome che continuano a valutare casi sospetti. Il timore di contagio ha spinto alcune aziende a favorire il telelavoro e ha portato alla chiusura di alcune scuole nel Paese. Il governo sta approntando una serie di misure a sostegno dell’economia.

Nella Comunità di Madrid finora sono stati segnalati 89 casi positivi, sette dei quali considerati gravi. Mercoledì 4 marzo le autorità sanitarie della capitale hanno confermato il caso di una bambina di quattro anni di Madrid i cui genitori erano già risultati positivi. La scuola dell’infanzia frequentata dalla bambina è stata chiusa in via precauzionale. Tuttavia, l’attenzione principale è sul comune di Torrejón de Ardoz, principale focolaio della regione, dove “si sta compiendo uno sforzo importante per identificare la catena di contagio” e sebbene ci siano diverse ipotesi “l’origine non è molto chiara”. Al gruppo di Torrejón si aggiunge un altro in cui esiste un caso legato a un gruppo religioso evangelico. In questo momento viene valutato se potrebbe essere correlato o meno a casi isolati di persone appartenenti a gruppi religiosi simili.

Nella Comunità Valenciana ci sono 22 casi positivi. In questa regione è avvenuta la prima morte, un uomo che è deceduto il 13 febbraio. Tra i positivi, un giornalista con sintomi lievi che ha viaggiato a Milano è ricoverato presso l’Hospital Clinic di Valencia e un altro paziente, che non ha viaggiato in Italia ma ha avuto contatti con il giornalista e rimane all’Ospedale di Arnau-Liria. Il primo caso della regione è stato scoperto a Castellón de la Plana ed è quello di un giovane di Burriana che era stato a Milano con parenti e amici.

In Catalogna sono stati segnalati 28 casi. I più recenti sono stati rilevati a Girona e Barcellona. Lunedì 2 marzo sono state infettate anche due donne di 20 e 16 anni che vivono a Girona e un uomo di 28 anni di Barcellona. In tutti e tre i casi, i pazienti avevano viaggiato nel nord Italia. A questi si aggiunge il caso di una ragazza di 22 anni di Tenerife che ha viaggiato a Milano tra il 19 e il 25 febbraio, giorno in cui è arrivata a Barcellona. Una volta in città, la donna si è presentata al pronto soccorso dell’Hospital Clínico, con sintomi compatibili. È a tutt’ora in isolamento nello stesso nosocomio.  Inoltre, ci sono altre due persone infette: un ragazzo di 22 anni che vive a Barcellona, che era di recente in Italia, e una donna italiana che vive a Barcellona e che aveva recentemente viaggiato nel suo paese. L’ultima persona diagnosticata è americano di 38 anni che ha iniziato ad avere sintomi il 29 febbraio ed è arrivato in Spagna il 28. Stando a quanto ha comunicato ai medici, ha visitato la città di Milano.

Il dipartimento della Salute del governo basco ha confermato un totale di 21 casi fino a martedì in Euskadi, con presenza nelle tre province. L’istituzione ha anche confermato la morte di un uomo di 82 anni positivo al coronavirus, con patologie pregresse. Il dipartimento della Salute del governo di Vitroria sta studiando un eventuale cambiamento di scenario a causa del contagio di due operatori sanitari dell’Ospedale Txagorritxu, nel capoluogo basco, di cui non è stato possibile identificare l’origine del caso. Questa circostanza suggerisce che il coronavirus abbia raggiunto il sistema sanitario senza essere riscontrato, uno degli scenari più temuti, in quanto potrebbe colpire il personale ospedaliero ed essere anche entrato a contatto con un settore particolarmente vulnerabile della popolazione.

In Andalusia un caso è considerato particolarmente preoccupante perché non legato ad alcun contagio fuori regione: un uomo di 62 anni che non aveva viaggiato fuori dalla Spagna e che è stato ricoverato all’Ospedale Universitario Virgen del Rocío di Siviglia con una “buona evoluzione”. Anche il medico che lo ha curato, 58 anni, è risultato positivo ed è ricoverato in ospedale. 

D’altra parte, il governo di Gibilterra ha confermato la diffusione di persone che erano recentemente tornate da un viaggio attraverso il nord Italia, passando per l’aeroporto di Malaga.

 

Alle Isole Canarie è stato confermato un nuovo caso di coronavirus  all’interno dell’hotel Adeje, dove sono state messe in quarantena 1.000 persone. Questi si uniscono agli altri cinque pazienti già individuati in precedenza, tra cui un medico italiano in vacanza a Tenerife e sua moglie, isolati all’Ospedale de la Candelaria.

In Aragona suscitano preoccupazione le condizioni di un paziente, il primo confermato nella comunità, aveva 79 anni e aveva patologie precedenti. È ricoverato in terapia intensiva presso l’ospedale dell’Università di Saragozza da martedì per polmonite e le sue condizioni sono gravi. Le autorità sanitarie hanno già iniziato lo studio dei contatti e le indagini sulla possibile origine dell’infezione.

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Italo Cosentino, interprete di spagnolo

 

di Redazione

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