Coronavirus: cosa succede in Medio Oriente

Pubblicato il 5 marzo 2020 alle 12:39 in Emirati Arabi Uniti Medio Oriente

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Il coronavirus continua a diffondersi in Medio Oriente e tra i Paesi del Golfo, facendo registrare nuovi casi anche in Bahrein, Oman e Kuwait. Gli Emirati Arabi Uniti hanno preso diverse misure, tra cui la sospensione delle esercitazioni militari.

Il Ministero della Salute kuwaitiano ha annunciato, il 5 marzo, la registrazione di due nuovi casi di coronavirus. Si tratta nuovamente di due persone provenienti dall’Iran. Il bilancio totale di persone infette ammonta attualmente a 58. Il Ministero ha specificato che un paziente versa in gravi condizioni ed è stato posto in terapia intensiva, mentre le altre persone infette sono state portate in un ospedale ministeriale, da cui sono state anche rilasciati alcuni pazienti posti precedentemente in quarantena. La maggior parte dei casi risultati positivi al coronavirus è da ricollegarsi a pazienti che avevano viaggiato in Iran o che erano entrate in contratto con persone di tale Paese. Pertanto, tutti i voli da e verso la Repubblica Islamica iraniana sono stati sospesi sin dal 21 febbraio scorso.

Anche in Bahrein sono stati registrati nuovi casi, portando il numero complessivo a quota 54. Tre nuovi pazienti sono, invece, guariti. In Oman, dove i casi infetti erano già 12, è stato segnalato un nuovo caso presso il College of Banking and Financial Studies, dove sono state sospese le lezioni per due settimane.

Gli Emirati Arabi Uniti hanno individuato, il 3 marzo, 6 nuovi casi, che comprendono 2 persone dalla Russia, 2 dall’Italia, uno dalla Germania e uno dalla Colombia. I pazienti sono tutti connessi a due casi precedenti associati a un evento di ciclismo tenutosi nel Paese, l’UAE Tour. Ai 27 pazienti positivi, il 4 marzo si è aggiunto un nuovo caso. Si tratta di una ragazza di 16 anni, studentessa della Indian School negli Emirati, che avrebbe contratto il virus dal padre che aveva viaggiato di recente all’estero. Le autorità di Dubai hanno, pertanto, annunciato la sospensione delle attività didattiche nella scuola frequentata, da aggiungersi alla chiusura anticipata delle scuole a partire dal prossimo 8 marzo, per quattro settimane.

Non da ultimo, le autorità emiratine del Servizio Nazionale hanno altresì riferito di aver rinviato le esercitazioni miliari previste nel Paese. La misura è da riferirsi sia ai membri a tempo pieno sia alle forze di riserva. Le attività di routine continueranno, invece, a svolgersi regolarmente, mentre le attività di formazione e addestramento saranno sospese fino a prossimo avviso. Anche gli aventi culturali e sportivi dell’evento sono stati rinviati e tutti i cittadini emiratini sono stati esortati ad evitare viaggi non necessari.

Il mondo arabo ed i Paesi del Golfo hanno adottato misure anche a livello religioso per arginare la diffusione del coronavirus. In Iraq, il Santuario dell’Imam Husayn, nella città santa di Kerbala, ha sospeso la consueta preghiera musulmana del venerdì. Nel Paese, la seconda vittima di coronavirus è stata registrata il 4 marzo, mentre il numero dei contagiati è pari a 32. Di questi, 31 sono cittadini iracheni recatisi di recente in visita in Iran, mentre uno è uno studente iraniano residente in Iraq che, una volta risultato positivo al test, è stato rimandato nel suo Paese. Le autorità hanno annunciato il permesso per gli iracheni residenti in Iran di tornare in Iraq fino al 15 marzo, mentre dall’8 al 15 marzo sono state sospese le attività commerciali con i vicini Iran e Kuwait.

In Arabia Saudita, il primo caso di contagio da coronavirus è stato confermato il 2 marzo. Si tratta di un cittadino saudita che era tornato da Teheran passando attraverso il Bahrain. Interrogato dalle autorità, l’uomo aveva negato di essere stato in Iran. Il Ministero della Salute ha riferito, il primo marzo, di aver preparato 25 ospedali e 8.000 letti per affrontare l’emergenza del coronavirus. Il 27 febbraio, invece, era stata ordinata la sospensione temporanea degli ingressi per gli individui che si volevano recare in pellegrinaggio alla Mecca o alla Moschea del Profeta nella città di Medina. Anche ai turisti provenienti da Paesi a rischio è stato temporaneamente limitato l’ingresso nel Paese. Il 4 marzo, inoltre, le autorità saudite hanno deciso di sospendere le attività religiose legate al pellegrinaggio minore dell’Umrah anche per i cittadini residenti nel Regno.

In Iran, considerato il focolaio del Medio Oriente, i casi ammontano a 3513. Le vittime decedute sono, invece 107. Le autorità hanno deciso di chiudere le scuole e le università e di cancellare diversi eventi culturali e sportivi. Almeno 230 ospedali del Paese sono stati indicati idonei a trattare l’infezione. In tale quadro, il capo di Stato iraniano, Hassan Rouhani, ha rifiutato l’aiuto offertogli dagli Stati Uniti, considerandolo “vizioso”.

Il Medio Oriente ha registrato più di 1.100 casi di persone infette da coronavirus. A livello mondiale, secondo gli ultimi dati, al di fuori della Cina, il virus ha colpito 77 Paesi, causando circa 3.000 vittime. I casi di infezione ammontano, invece, a più di 93.000. In Cina, Paese in cui il virus ha cominciato a diffondersi dal mese di dicembre 2019, il bilancio include 80.411 casi di infezione e quasi 3.000 morti.

 

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Piera Laurenza, interprete di arabo

di Redazione

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