Primo caso di coronavirus in Armenia: chiuse scuole e università

Pubblicato il 4 marzo 2020 alle 6:12 in Armenia Europa

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

Il governo dell’Armenia ha chiuso tutte le scuole, le università e le scuole materne fino al prossimo 8 marzo dopo aver reso noto il primo caso di positività al coronavirus nel paese domenica 1 marzo. Le autorità hanno anche messo in quarantena trentadue persone che sono state in contatto con un uomo armeno di 29 anni che è risultato positivo al virus.

Il primo ministro Nikol Pashinyan ha dichiarato che l’uomo infetto e sua moglie erano tra i cittadini armeni evacuati dal vicino Iran su uno speciale volo di Teheran-Erevan venerdì 27 febbraio.

“Le sue condizioni sono buone”, ha scritto Pashinyan su Facebook. “Aveva la febbre quando è andato in ospedale. Non ha la febbre in questo momento. Per inciso, la moglie del paziente è risultata negativa. “Sono state prese tutte le misure necessarie per prevenire la diffusione del virus” – ha aggiunto, spiegando che “tutte le persone che sono state in contatto rischioso con il paziente saranno isolate”. Pashinyan ha spiegato che altri 9 tamponi effettuati sono risultati tutti negativi.

Il ministro della Sanità Arsen Torosyan ha poi riferito ai giornalisti che 32 persone sono state portate in un hotel in disuso nella località turistica di Tsaghkadzor, importante stazione sciistica ai tempi dell’Unione Sovietica, e messe lì in quarantena. Tra le persone in quarantena sono inclusi i passeggeri del volo Teheran-Erevan che sedevano vicino all’uomo contagiato e l’equipaggio di un’ambulanza che lo ha trasportato in un ospedale di Erevan, ha spigato Torosyan. Il personale dell’hotel di Tsaghkadzor ha affermato a Radio Azatutyun, la versione armena di Radio Free Europe, che la situazione è tranquilla e non si manifestano scene di panico.

Il ministro ha affermato che non ha senso mettere in quarantena tutti gli armeni che sono tornati in Armenia dall’Iran a causa del recente manifestarsi di un importante focolaio di coronavirus. Il focolaio iraniano è tra i principali del pianeta fuori dalla Cina, assieme a quelli di Daegu, in Corea del Sud, e dell’Italia settentrionale. Almeno 130 cittadini armeni sono stati riportati in patria in aereo da Teheran la scorsa settimana.

Il governo armeno ha deciso il 24 febbraio di chiudere parzialmente il confine dell’Armenia con l’Iran e annullare i voli regolari tra i due Paesi per almeno due settimane a causa della rapida diffusione del virus nella Repubblica islamica. Il confine rimane aperto per le spedizioni di merci commerciali effettuate principalmente da camion iraniani.

Secondo Torosyan, il contatto fisico dei camionisti iraniani con altre persone in Armenia è stato “ridotto al minimo”. Un portavoce del Ministero della Salute armeno ha detto sabato 28 febbraio che i conducenti sono sotto la “sorveglianza dei medici armeni 24 ore su 24 e non possono lasciare i loro veicoli senza scorta della polizia”.

Leggi Sicurezza internazionale il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale

Italo Cosentino, interprete di russo

di Redazione

Al fine di migliorare la tua esperienza di navigazione, questo sito utilizza i cookie di profilazione di terze parti. Chiudendo questo banner o accedendo ad un qualunque elemento sottostante acconsenti all’uso dei cookie.