Africa, coronavirus: nuovi casi in Algeria e Senegal

Pubblicato il 4 marzo 2020 alle 15:54 in Algeria Senegal

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

Salgono a 8 i casi di contagio da coronavirus in Algeria. Tra questi un italiano, il primo ad essere risultato positivo, e altri 7 algerini, membri di una stessa famiglia. Sempre in Africa, anche il Senegal ha confermato un nuovo caso. Si tratta di un altro cittadino francese, di 80 anni, proveniente da Parigi e arrivato a Dakar il 29 febbraio. L’uomo, dopo aver cominciato ad avvertire i sintomi del virus, si è recato in ospedale il 2 marzo ed è stato messo in isolamento.

Il primo ad essere risultato positivo al virus in Senegal era stato un francese, arrivato nel Paese africano il 26 febbraio. Nonostante i dovuti controlli all’aeroporto di Dakar, dove gli era stata misura la temperatura, l’uomo era stato fatto passare perché non presentava sintomi. Tuttavia, qualche giorno dopo, ha iniziato ad avere la febbre e, dopo esserci recato presso una clinica privata per accertamenti, è stato messo in quarantena presso l’ospedale di Fann a Dakar. Il paziente, secondo quanto riferito dal Ministero della Salute senegalese, vive con la moglie e i suoi due figli, tutti in attesa di sapere i risultati del proprio test. Le autorità stanno cercando di risalire agli altri possibili contatti del paziente e a tutti i passeggeri a bordo del volo sul quale ha viaggiato. Secondo quanto riferito da un virologo dell’Istituto Pasteur, a Dakar, Ousmane Faye, altri 10-15 casi testati tra il 3 e il 4 marzo sono risultati negativi. Il presidente senegalese Macky Sall ha annunciato, lunedì 2 marzo, un piano di emergenza da 2 milioni di dollari. Il Ministero della Salute, dal canto suo, ha detto che sta lavorando a stretto contatto con i leader religiosi per promuovere misure igieniche emergenziali in vista di una serie di pellegrinaggi in programma a marzo.

Nelle prossime due settimane, ha assicurato l’Organizzazione Mondiale della Sanità, tutti i Paesi africani avranno la capacità di testare il coronavirus. “Ci aspettiamo nei prossimi 14 giorni che tutti e 47 i nostri Stati membri disporranno delle strutture idonee a diagnosticare questo virus”, ha affermato Matshidiso Moeti, direttore dell’OMS Africa.

Il Centro africano per il Controllo e la Prevenzione delle malattie ha detto di aver attivato il suo nucleo operativo di emergenza per aiutare i Paesi del continente, soprattutto quelli dove le capacità del sistema sanitario sono limitate, ad individuare in tempo i casi e a fornire la dovuta assistenza ai pazienti risultati positivi. Al momento, gli Stati africani che hanno confermato casi di contagio da coronavirus sono Tunisia, Marocco, Senegal, Algeria, Egitto e Nigeria.

Secondo uno studio della rivista medica Lancet, l’Egitto, l’Algeria e il Sudafrica sono i Paesi africani a più alto rischio di diffusione del virus, in particolare per l’elevato numero di viaggi e le intense relazioni commerciali con la Cina. Le misure adottate dai Paesi africani includono lo screening della temperatura nei punti di ingresso, le raccomandazioni a evitare viaggi in Cina e la diffusione di informazioni sanitarie avanzate sia al personale medico sia al pubblico generale. Tuttavia, secondo l’Organizzazione mondiale della Sanità, l’Africa risulta mal equipaggiata per affrontare la minaccia e i governi devono cercare di fare di più per aumentare i controlli e identificare rapidamente i casi sospetti. La maggior parte dei sistemi sanitari risulta obsoleta e priva delle strutture necessarie a gestire casi di pandemia influenzale.

Il direttore generale dell’OMS, Tedros Ghebreyesus, ha detto di essere seriamente preoccupato per la diffusione del virus in Paesi con sistemi sanitari deboli, come molti Paesi africani. Il timore è che, nonostante la percentuale di letalità del coronavirus sia bassa, questa possa aumentare viste le condizioni in cui vive più del 40% della popolazione africana, ovvero sotto la soglia di povertà. Una caratteristica peculiare del nuovo virus è infatti la velocità di contagio elevata. A gennaio, l’organizzazione ha dichiarato il coronavirus un’emergenza sanitaria mondiale. L’OMS ha poi identificato 13 Stati africani che rischiano di più a causa del volume dei loro collegamenti con la Cina. Tra questi ci sono l’Algeria, l’Etiopia, il Sudafrica e la Nigeria.

Scarica l’app gratuita di Sicurezza Internazionale da Apple Store o Google Play

Chiara Gentili

di Redazione

Al fine di migliorare la tua esperienza di navigazione, questo sito utilizza i cookie di profilazione di terze parti. Chiudendo questo banner o accedendo ad un qualunque elemento sottostante acconsenti all’uso dei cookie.