USA: a processo lo scienziato messicano accusato di essere spia russa

Pubblicato il 3 marzo 2020 alle 6:04 in Russia USA e Canada

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

Funzionari federali hanno arrestato lo scorso 17 febbraio un uomo che secondo loro ha agito per conto di un agente russo che lo ha reclutato per raccogliere informazioni sul governo degli Stati Uniti e si è incontrato ripetutamente con lui a Mosca.

Il ricercatore messicano Héctor Alejandro Cabrera Fuentes e sua moglie stavano per salire su un aereo per il Messico da Miami, quando un funzionario della dogana ha chiesto di ispezionare i loro telefoni. Il funzionario ha esaminato un file di immagini cancellate di recente sul telefono della moglie del signor Fuentes e ha trovato una fotografia ravvicinata di una targa. La targa apparteneva al veicolo di una fonte confidenziale del governo degli Stati Uniti che aveva fornito informazioni sul servizio di intelligence russo, secondo un affidavit criminale depositato presso il tribunale federale di Miami.

Fuentes ha ammesso agli agenti delle dogane e della protezione delle frontiere statunitensi di aver detto a sua moglie di scattare la foto, sempre secondo l’affidavit.

Cabrera Fuentes è accusato di “agire negli Stati Uniti per conto di un governo straniero (Russia), senza avvisare il procuratore generale e di cospirazione per fare altrettanto”. Il processo contro il ricercatore, un uomo abbastanza noto in ambito medico, inizierà in un tribunale di Miami il prossimo 3 marzo. Le autorità russe non hanno commentato il caso.

Il Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti Dichiara che un ufficiale russo ha “reclutato” il messicano nel 2019. Secondo gli investigatori statunitensi, il funzionario russo lo ha prima incaricato di affittare una proprietà specifica situata nella Contea di Miami-Dade, in Florida, a condizione che non fosse stata affittata a suo nome. Dopo averlo fatto, lo scienziato messicano si è recato in Russia e ha informato il suo contatto governativo in merito agli accordi: “il funzionario ha approvato e ha detto a Cabrera Fuentes di incontrarlo di nuovo nel suo prossimo viaggio in Russia” – affermano i documenti del tribunale.

Nello scorso mese di febbraio, sempre secondo l’accusa, il messicano è tornato a Mosca e ha incontrato il funzionario russo che gli ha fornito la “descrizione fisica del veicolo da una fonte del governo degli Stati Uniti”. “Ha detto a Cabrera Fuentes di localizzare l’auto, ottenere il numero di targa della fonte e registrare la posizione fisica del veicolo”, afferma il Dipartimento di Giustizia. La stessa targa riconosciuta nella fotografia dagli agenti federali all’aeroporto di Miami, che ha fatto scattare l’arresto.

La famiglia dello scienziato nega ogni coinvolgimento. “Lavorare per Putin ? Spia russa? Un’altra moglie? Sono baggianate” – risponde sua zia, Ana Garcia, 66 anni al quotidiano El País. Per gli abitanti di El Espinal, un comune di 10.000 abitanti nello stato di Oxaca, Héctor Cabrera è praticamente un eroe. Borsa di studio per la formazione come microbiologo presso l’Università di Kazan (Russia), premiato dall’allora presidente Dmitrij Medvedev con il premio per la migliore tesi di laurea magistrale, dottore con lode presso l’ Università di Hessen (Germania), docente della European Society of Cardiology, assunto dalla National University of Singapore come uno dei principali ricercatori di uno studio sulle malattie cardiovascolari. Cabrera Fuentes era solito inviare ingenti rimesse di denaro a El Espinal, per investire nelle scuole e nella formazione dei giovani. Nella sua città c’è chi pensa che una mano nera mossa dagli Stati Uniti cerchi di porre fine alla sua reputazione creata grazie alle sue ricerche scientifiche.

Se riconosciuto colpevole Cabrera Fuentes rischia la pena di morte.

 

Leggi Sicurezza internazionale il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale

Italo Cosentino, interprete di spagnolo

di Redazione

Al fine di migliorare la tua esperienza di navigazione, questo sito utilizza i cookie di profilazione di terze parti. Chiudendo questo banner o accedendo ad un qualunque elemento sottostante acconsenti all’uso dei cookie.