Messico: primo guarito da coronavirus in America Latina

Pubblicato il 3 marzo 2020 alle 10:47 in Italia Messico

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Lunedì 2 marzo il governo messicano ha comunicato la guarigione del primo paziente infetto da coronavirus. Il trentacinquenne di Città del Messico aveva viaggiato in Italia settentrionale tra il 14 e il 22 febbraio, dove aveva contratto il Covid-19, era stato il secondo latinoamericano positivo al virus, dopo un brasiliano che si era sempre recato in Lombardia. Ad oggi è il primo paziente guarito della regione. Dall’annuncio del suo contagio, venerdì 27 febbraio, cinque ulteriori casi sono stati confermati nel paese nordamericano. Il paziente zero, rimasto in ospedale da allora, rimarrà comunque in isolamento a casa in via precauzionale. Il capo della Commissione coordinatrice del National Institutes of Health, Gustavo Reyes Terán, ha riferito di essere stato autorizzato a lasciare l’ospedale dopo che gli studi di follow-up erano “praticamente negativi”.

In Messico rimangono cinque casi di trasmissione del virus, tutte persone che hanno viaggiato nel nord Italia o casi legati a queste. Ai casi confermati venerdì scorso, 27 febbraio, di tre uomini che avevano viaggiato nella città di Bergamo per una conferenza d’affari, si sono aggiunti due giovani di 18 e 20 anni rispettivamente che sono tornati dalla città di Milano dopo uno scambio universitario. Le autorità escludono un sesto caso di contagio in un uomo che era in contatto con una persona risultata positiva e vive nello stato di Messico, nel centro del paese. Inizialmente si considerava che fosse un positivo asintomatico. Di quelli confermati, due casi sono nella capitale, altri due negli stati settentrionali di Sinaloa e Coahuila e il quinto nel sud del paese, il Chiapas.

Le autorità messicane hanno voluto evitare che il panico si diffondesse nella popolazione, che questo fine settimana ha esaurito le scorte di maschere o mascherine e disinfettanti nelle farmacie di tutto il paese. “In questo momento, se qualcuno ha i sintomi, è molto probabile che sia dovuto all’influenza e non al coronavirus” – ha insistito il Segretario alla prevenzione e alla promozione della salute, Hugo López-Gatell. Rispetto alla crisi generata dalla mutazione del virus H1N1, che ha causato la morte di circa mille persone in tutto il Messico alla fine di aprile 2009, il sottosegretario ha anche affermato che il Paese “è pronto” ad affrontare il coronavirus e che l’importante è individuare casi per ridurre la diffusione, ora che non ci sono focolai autoctoni in Messico, ma tutti i casi sono derivazioni del focolaio lombardo.

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Italo Cosentino, interprete di spagnolo 

di Redazione

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