La Bulgaria riceve rassicurazioni dalla Turchia: i migranti non oltrepasseranno il confine

Pubblicato il 3 marzo 2020 alle 13:01 in Bulgaria Immigrazione Turchia

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

Il primo ministro della Bulgaria, Boyko Borissov, si è recato in Turchia, dove ha incontrato il capo di Stato, Recep Tayyip Erdogan, con cui ha discusso dell’aumento degli arrivi dei migranti in UE dal territorio turco e degli step necessari per ridurre le tensioni in Siria.

L’incontro si è tenuto nella serata del 2 marzo e, secondo quanto riportato il giorno successivo dall’agenzia stampa bulgara, BTA, nel corso del vertice Borissov ha ringraziato la Turchia per aver rispettato l’accordo siglato tra Ankara e Bruxelles in materia di migranti, almeno per quanto riguarda la frontiera bulgara. Il fatto che le autorità turche abbiano impedito agli stranieri di oltrepassare il confine con la Bulgaria, ha dichiarato il premier di Sofia, consente “ai cittadini bulgari di dormire tranquillamente”. Per tale ragione, ha annunciato Borissov, Sofia e Ankara hanno riconfermato l’impegno delle rispettive autorità nella gestione dei traffici al confine.

Da parte sua, secondo quanto riportato dai media bulgari, Erdogan ha sottolineato che la Turchia, in virtù dell’accordo siglato con l’UE, sta affrontando un peso di oltre 4 milioni di richiedenti asilo. Ciò dimostra, secondo quanto sottolineato dal capo di Stato turco, il rispetto degli accordi da parte di Ankara. L’Europa, tuttavia, ha dichiarato Erdogan, non ha rispettato le aspettative della Turchia in merito alla condivisione di tale peso, dato che aveva promesso l’invio di 6 miliardi di euro ad Ankara, ma questi, secondo le dichiarazioni del capo di Stato turco, non sono mai arrivati del tutto. Anche ora che Bruxelles ha proposto l’invio di un miliardo di euro, ha dichiarato Erdogan, la Turchia si sente presa in giro. A tale riguardo, Borissov ha dichiarato di non capire il motivo per cui tali fondi, approvati con una votazione in seno all’UE, non siano stati recapitati. L’UE, invece, sostiene di aver speso l’intera cifra, ma destinando parte del fondo alle organizzazioni internazionali coinvolte e non direttamente alla Turchia.

Per quanto riguarda la Bulgaria, Erdogan ha dichiarato di apprezzare il modo in cui Sofia sta affrontando l’emergenza migratoria, sottolineando altresì l’alto livello delle sue relazioni bilaterali con la Turchia. Nello specifico, il capo di Stato di Ankara ha dichiarato di avere un alto livello di cooperazione con la Bulgaria nella sfera della sicurezza e della solidarietà, essendo entrambe basate sul mutuo rispetto e sulla comprensione reciproca. Questo approccio, ha ribadito Erdogan, deve essere un modello per gli altri Paesi dell’UE.

Nel corso del vertice al Palazzo presidenziale di Ankara, Borissov ed Erdogan hanno discusso anche delle strategie per risolvere il conflitto in Siria. Nello specifico, il premier bulgaro ha rivelato di apprezzare l’intenzione della Turchia di incontrare la Russia per trovare una soluzione diplomatica al conflitto siriano.

La decisione della Turchia di non bloccare più i migranti intenzionati a oltrepassare i confini con l’Europa era stata anticipata il 28 febbraio da un funzionario turco. Il giorno successivo, era stata confermata dal presidente di Ankara, Recep Tayyip Ergogan. Tale mossa giungeva a seguito della morte in Siria di 33 soldati turchi, e il ferimento di 32, in un attacco aereo delle forze governative siriane nella regione di Idlib. In risposta, la Turchia aveva, il giorno seguente, risposto al bombardamento aereo delle forze governative siriane, uccidendo 18 membri dell’esercito della Siria. La risposta di Erdogan aveva fatto temere un’ulteriore escalation del conflitto nella regione di Idlib. In particolare, vi era tra gli esperti la preoccupazione dello scoppio di uno scontro diretto tra la Turchia, sostenitrice dei ribelli, e la Russia, alleato principale del presidente siriano, Bashar al-Assad. Tuttavia, in un annuncio televisivo, il ministro della Difesa turco, Hulusi Akar, aveva rivelato l’intenzione del proprio Paese di non volere un conflitto con Mosca, ma la sua mediazione per trovare una soluzione al conflitto siriano.

Intanto, dopo l’apertura dei confini da parte della Turchia, circa 300 migranti siriani, iracheni e iraniani si erano recati presso il confine con la Grecia nella provincia turca di Edirne nella sola mattina del 28 febbraio. Atene, in risposta, aveva immediatamente chiuso il punto di attraversamento della frontiera terrestre di Kastanies Evros, impedendo ai migranti di entrare nel Paese. Da parte sua, il premier della Grecia, Kyriakos Mitsotakis, aveva dichiarato: “Voglio essere molto chiaro: non verrà tollerato alcun ingresso illecito in Grecia”.

Al Jazeera English riporta che il confine tra la Grecia e la Turchia è lungo 160 chilometri ed è dotato di barriere naturali come il fiume Evros e la sua foce a delta. Nei mesi più recenti, la Grecia ha rinforzato le misure già presenti lungo il confine, inviando militari aggiuntivi e installando telecamere a rilevamento termico.

Leggi Sicurezza Internazionale, il primo quotidiano italiano interamente dedicato alla politica internazionale

Jasmine Ceremigna

di Redazione

Al fine di migliorare la tua esperienza di navigazione, questo sito utilizza i cookie di profilazione di terze parti. Chiudendo questo banner o accedendo ad un qualunque elemento sottostante acconsenti all’uso dei cookie.