Il Kosovo e la Serbia si sono incontrati alla Casa Bianca

Pubblicato il 3 marzo 2020 alle 16:25 in Kosovo Serbia

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Il presidente del Kosovo, Hasshim Thaci, ha incontrato, a Washington, il suo omologo serbo, Aleksandar Vucic, per discutere della necessità di negoziare una soluzione pacifica alla questione kosovara.

È quanto rivelato, martedì 3 marzo, dall’agenzia stampa di Pristina, RTK, la quale ha altresì specificato che l’incontro è stato definito da Thaci come “corretto e costruttivo” e soprattutto è stata una ulteriore dimostrazione della buona volontà di ambo le parti di proseguire nel bene dei rispettivi Paesi.

In aggiunta, secondo quanto dichiarato da Thaci al termine del vertice con Vucic, il Kosovo ha ricevuto un’offerta di mediazione da parte degli Stati Uniti, i quali riconoscono l’indipendenza del Paese balcanico, che prevede la pace, la stabilità, lo sviluppo e l’integrazione di Pristina nella NATO e nell’UE. Per raggiungere tali obiettivi, però, Thaci ha dichiarato di non avere tempo da perdere e di voler terminare il negoziato con la Serbia quanto prima. L’accordo finale, ha specificato il presidente kosovaro, dovrà includere necessariamente il mutuo riconoscimento, alla luce dei confini attuali. Ciò potrà accelerare l’ingresso del Kosovo nella NATO, nell’ONU e nell’UE. Tuttavia, il presidente di Pristina ha riconosciuto la necessità di collaborare con partner diversi dagli Stati Uniti, come l’UE, ma ha aggiunto di non potersi aspettare nulla da questi, soprattutto dato che a Bruxelles alcuni membri non riconoscono la sovranità di Pristina, come la Grecia e la Spagna.

L’Europa, ha aggiunto Thaci, pecca di unità e di visione. Ciò viene dimostrato, a detta del capo di Stato kosovaro, dal fatto che due vertici della politica estera europea, ovvero l’Alto Rappresentante, Josep Borrell, ex ministro della Spagna, e il probabile futuro mediatore per la questione kosovara, il quale secondo indiscrezioni verrà scelto tra i ministri dell’esecutivo della Slovacchia, provengono da due dei Paesi che non riconoscono il Kosovo. Alla luce di ciò, ha ribadito Thaci, il Kosovo non può aspettarsi altro dall’Europa se non la mancata approvazione del regime di esenzione dal visto per i cittadini kosovari.

Per quanto riguarda nello specifico l’incontro con Vucic organizzato alla Casa Bianca, Thaci ha dichiarato di ritenere tale evento un punto di svolta, dal momento che era la prima volta che il Kosovo e la Serbia si incontravano in un vertice organizzato dagli Stati Uniti a Washington. In aggiunta, Vucic ha sottolineato come la scelta della Casa Bianca di ospitare un incontro di tale genere abbia catturato l’attenzione dell’opinione pubblica statunitense e internazionale.

Stando a quanto aggiunto dall’agenzia stampa del Kosovo, al vertice a porte chiuse hanno partecipato anche l’Inviato Speciale della Casa Bianca per il Negoziato tra il Kosovo e la Serbia, Richard Grenell, nonché nuovo direttore nazionale dell’Intelligence statunitense, e il Consigliere per la Sicurezza Nazionale, Robert O’Brien.

L’incontro è giunto inaspettatamente, in occasione delle visite che i presidenti dei due Paesi balcanici avevano speratamene organizzato negli Stati Uniti. In aggiunta, il vertice tra Kosovo e Serbia giunge in un contesto in cui Pristina ha lanciato un primo segnale di apertura nei confronti di Belgrado, grazie all’annuncio da parte del premier di Pristina, Albin Kurti, sulla parziale rimozione delle tariffe sui beni provenienti da Serbia e Bosnia a partire dal 15 marzo.

La decisione di Kurti era stata annunciata lo scorso giovedì 27 febbraio. Con essa, Kurti aveva voluto lanciare un segnale alla Serbia, alla quale aveva chiesto in cambio di porre fine alla sua campagna di lobbying per ottenere il ritiro del riconoscimento dell’indipendenza del Kosovo da parte di Stati terzi.

In caso di accettazione delle richieste di Kurti da parte di Belgrado, aveva annunciato lo stesso premier, i dazi sui beni provenienti dalla Serbia e dalla Bosnia verranno rimossi del tutto a partire dal 1° aprile per i successivi 90 giorni. Al contrario, se la Serbia non rispetterà quanto chiesto, il Kosovo adotterà dal 1° aprile il principio di reciprocità, inizialmente in ambito commerciale e successivamente economico e politico. Nel frattempo, i dazi sulle materie prime saranno rimossi del tutto.

I dazi al 100% sui beni provenienti dalla Serbia e dalla Bosnia, causa di stallo delle relazioni tra Pristina e Belgrado, erano stati imposti il 21 novembre 2018, il giorno dopo la votazione sull’ingresso del Kosovo nell’Interpol, ostacolata dalla Serbia, accusata di aver condotto propaganda negativa contro Pristina. Da parte sua, la Serbia ritiene che le tariffe al 100% imposte dal Kosovo violino gli accordi regionali in merito alla libertà di movimento e di scambio, motivo per cui, come dichiarato dal presidente di Belgrado, Aleksandar Vucic, il dialogo tra i due Paesi non potrà riprendere prima del ritiro dei dazi da parte di Pristina.

A tale riguardo, Grenell aveva dichiarato di non sostenere la “mezza misura” di Kurti, dal momento che la posizione di Washington “è molto chiara: le tariffe devono essere abbandonate del tutto”.

Anche se in stallo da oltre un anno, le relazioni tra Pristina e Belgrado sono in continua evoluzione dall’assunzione dell’incarico da parte di Grenell e dell’Inviato Speciale della Casa Bianca per i Balcani Occidentali, Matthew Palmer. In primo luogo, lo scorso 20 gennaio, Serbia e Kosovo hanno concordato il ripristino dei collegamenti aerei commerciali tra Pristina e Belgrado. Tale intesa era stata firmata a Berlino, nella sede dell’ambasciata degli Stati Uniti, i quali anche in tale occasione avevano fatto da mediatori per il miglioramento dei rapporti economici tra i due Paesi. Successivamente, il 14 febbraio, il Kosovo e la Serbia, con la mediazione degli Stati Uniti, avevano deciso di ripristinare il collegamento autostradale e ferroviario tra i due Paesi.

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Jasmine Ceremigna

di Redazione

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