Coronavirus in Medio Oriente: primi casi in Arabia Saudita e Giordania, sale il bilancio in Iran

Pubblicato il 3 marzo 2020 alle 11:04 in Arabia Saudita Iran

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Il bilancio delle vittime causate dal coronavirus in Iran sale a quota 66. Nel frattempo, la Giordania e l’Arabia Saudita hanno annunciato i primi casi.

In particolare, secondo quanto riferito nella serata del 2 marzo, in circa 24 ore, l’Iran ha assistito al decesso di altri 12 infetti da coronavirus, i quali si sono aggiunti ai 54 riportati in precedenza. Inoltre, secondo quanto riferito dal Ministero della Salute, sono stati altresì registrati 523 nuovi casi e, pertanto, il bilancio totale delle persone infette dal virus sale a quota 1500. I primi casi erano stati riportati il 19 febbraio nella città di Qom, ritenuta altresì meta di pellegrinaggio religioso. Da allora, il virus si è diffuso anche in altre provincie iraniane, tra cui la capitale Teheran e il governatorato settentrionale di Gilan. In particolare, le infezioni hanno riguardato perlopiù 22 governatorati iraniani, su un totale di 31. Allo stesso tempo, sono stati altresì segnalati casi di guarigione, pari a circa 291.

Tra le persone infette in Iran, vi sono state anche alcune personalità del panorama politico. Tra queste, l’ex consigliere del ministro degli Esteri, Hussein Sheikh al-Islam. La notizia è stata riportata dai media locali nella sera del 2 marzo e va ad aggiungersi a quelle dei giorni precedenti, riguardanti alcuni deputati, tra cui Muhammad Ali Ramadhani, deceduto, e il viceministro della Salute, Iraj Harirch, infetto.

Nel frattempo, l’Arabia Saudita, il 2 marzo, ha registrato il primo caso di infezione da coronavirus. Si tratta di un cittadino saudita che aveva sostato in Iran nei giorni precedenti ed era giunto nel Regno dopo essere passato per il Bahrein. Il paziente colpito, secondo quanto riferito da fonti ufficiali, è stato posto in quarantena, e le persone precedentemente entrate in contatto con la persona infetta sono state sottoposte a test.

Circa il quadro delle infezioni negli altri Paesi del Golfo, in Qatar il numero dei casi risultati positivi al coronavirus è aumentato a quota 7, il 2 marzo. I nuovi 4 cittadini colpiti avevano anch’essi viaggiato in precedenza in Iran, ed erano tra coloro evacuati dal governo iraniano il 27 febbraio scorso. Parallelamente, anche la Giordania ha registrato il primo caso, rappresentando l’ultimo Paese mediorientale ad essere stato colpito. Si tratta di un cittadino che aveva precedentemente visitato l’Italia ed era ritornato nel Regno hashemita da due settimane. In Kuwait, il 2 marzo, il Ministero della Salute ha annunciato che 10 nuove persone sono risultate positive al test nelle 24 ore precedenti, facendo salire il bilancio complessivo a 56 casi infetti. Si tratta in larga parte di cittadini che hanno sostato in Iran nell’ultimo periodo. Pertanto, sin dal 22 febbraio scorso, i voli verso il Paese sono stati interrotti, e scuole, università ed istituzioni governative sono state chiuse. Anche l’Oman, in cui l’ultimo bilancio include 6 persone infette, ha interrotto la navigazione aerea, terrestre e marittima da e verso i Paesi ritenuti pericolosi.

Il Medio Oriente ha registrato più di 1.100 casi di persone infette da coronavirus. A livello mondiale, secondo gli ultimi dati forniti il 2 marzo dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, al di fuori della Cina, il virus ha colpito 73 Paesi, causando 3.115 vittime. I casi di infezione ammontano, invece, a più di 90.000. In Cina, Paese in cui il virus ha cominciato a diffondersi dal mese di dicembre 2019, il bilancio include 80.151 casi di infezione e 2.943 morti.

 

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Piera Laurenza, interprete di arabo

di Redazione

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