Il coronavirus continua a diffondersi in Africa: casi anche in Tunisia, Marocco e Senegal

Pubblicato il 3 marzo 2020 alle 10:30 in Marocco Senegal Tunisia

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

Altri 3 Paesi africani hanno confermato casi di contagio da coronavirus. Si tratta di Marocco, Tunisia e Senegal.

Il Ministero della Salute marocchino ha riferito che il paziente risultato positivo al test è un connazionale residente in Italia e recentemente tornato in visita nel suo Paese. Secondo quanto si apprende dalla dichiarazione ministeriale, rilasciata nella serata di lunedì 2 marzo, l’uomo è in condizioni stabili e il suo stato di salute non è “preoccupante”. “Il Ministero continuerà a condividere aggiornamenti sulla situazione come già fatto nelle scorse settimane”, ha assicurato. Il marocchino contagiato dal virus si trova ora in isolamento presso l’ospedale di Moulay Youssef, a Casablanca. Le autorità marocchine hanno detto di essere preparate ad affrontare una possibile diffusione e, ad ogni modo, l’Organizzazione Mondiale per la Sanità ha garantito il massimo sostegno.

Anche il Ministero della Salute tunisino ha riportato, martedì 3 marzo, il primo caso di coronavirus nel Paese. Il ministro Abdelatif el-Maki ha specificato che si tratta di un uomo tunisino, di 40 anni, tornato di recente dall’Italia. Ulteriori dettagli, tuttavia, non sono ancora stati diffusi.

Infine, il Senegal è il terzo Paese africano ad aver annunciato nuovi primi casi tra lunedì 2 e martedì 3 marzo. Il paziente è un francese che vive in Senegal e che era tornato a casa dopo una vacanza sulla neve in Francia, il 26 febbraio. Nonostante i dovuti controlli all’aeroporto di Dakar, dove gli è stata misura la temperatura, l’uomo era stato fatto passare perché non presentava sintomi. Tuttavia, qualche giorno dopo, ha iniziato ad avere la febbre e, dopo esserci recato presso una clinica privata per accertamenti, è stato messo in quarantena presso l’ospedale di Fann a Dakar. Il paziente, secondo quanto riferito dal Ministero della Salute senegalese, vive con la moglie e i suoi due figli, tutti in attesa di sapere i risultati del proprio test. Le autorità stanno cercando di risalire agli altri possibili contatti del paziente e a tutti i passeggeri a bordo del volo sul quale ha viaggiato.

Il Centro africano per il Controllo e la Prevenzione delle malattie ha detto di aver attivato il suo nucleo operativo di emergenza per aiutare i Paesi del continente, soprattutto quelli dove le capacità del sistema sanitario sono limitate, ad individuare in tempo i casi e a fornire la dovuta assistenza ai pazienti risultati positivi. Al momento, oltre a Tunisia, Marocco e Senegal, gli altri Stati che hanno confermato casi di contagio da coronavirus sono Algeria, Egitto e Nigeria.

Secondo uno studio della rivista medica Lancet, l’Egitto, l’Algeria e il Sudafrica sono i Paesi africani a più alto rischio di diffusione del virus, in particolare per l’elevato numero di viaggi e le intense relazioni commerciali con la Cina. Le misure adottate dai Paesi africani includono lo screening della temperatura nei punti di ingresso, le raccomandazioni a evitare viaggi in Cina e la diffusione di informazioni sanitarie avanzate sia al personale medico sia al pubblico generale. Tuttavia, secondo l’Organizzazione mondiale della Sanità, l’Africa risulta mal equipaggiata per affrontare la minaccia e i governi devono cercare di fare di più per aumentare i controlli e identificare rapidamente i casi sospetti. La maggior parte dei sistemi sanitari risulta obsoleta e priva delle strutture necessarie a gestire casi di pandemia influenzale.

Il direttore generale dell’OMS, Tedros Ghebreyesus, ha detto di essere seriamente preoccupato per la diffusione del virus in Paesi con sistemi sanitari deboli, come molti Paesi africani. Il timore è che, nonostante la percentuale di letalità del coronavirus sia bassa, questa possa aumentare viste le condizioni in cui vive più del 40% della popolazione africana, ovvero sotto la soglia di povertà. Una caratteristica peculiare del nuovo virus è infatti la velocità di contagio elevata. A gennaio, l’organizzazione ha dichiarato il coronavirus un’emergenza sanitaria mondiale. L’OMS ha poi identificato 13 Stati africani che rischiano di più a causa del volume dei loro collegamenti con la Cina. Tra questi ci sono l’Algeria, l’Etiopia, il Sudafrica e la Nigeria.

Scarica l’app gratuita di Sicurezza Internazionale da Apple Store o Google Play

Chiara Gentili

di Redazione

Al fine di migliorare la tua esperienza di navigazione, questo sito utilizza i cookie di profilazione di terze parti. Chiudendo questo banner o accedendo ad un qualunque elemento sottostante acconsenti all’uso dei cookie.