Corea del Nord: Kim Jong Un supervisiona un’esercitazione

Pubblicato il 3 marzo 2020 alle 19:50 in Corea del Nord Corea del Sud

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Il leader nordcoreano, Kim Jong Un, ha supervisionato un’esercitazione di artiglieria con razzi a fuoco vivo e ha poi confermato che l’esercito del suo Paese è pronto a combattere e “ad accendere ulteriormente le fiamme della rivoluzione”. 

La notizia è stata riferita il 3 marzo da Al-Jazeera English, che cita i media nordcoreani. Il rapporto della Central News Agency coreana è stato reso noto il giorno dopo che i militari della Corea del Sud avevano denunciato due test di missili balistici a corto raggio nel mare orientale del Nord. Kim, vestito con un cappotto di pelle con un cappello di pelliccia nero, è ritratto mentre sorride e osserva le esercitazioni da un punto di osservazione. Gli altri ufficiali militari presenti nella foto indossavano maschere nere, in un apparente conseguenza della campagna contro il coronavirus. Tuttavia, Kim non aveva tale protezione. Gli analisti citati dal quotidiano hanno ipotizzato che la Corea del Nord abbia ridotto l’addestramento e altre attività per limitare la possibilità che il virus si diffonda tra i militari. La Corea del Nord non ha rivelato se qualche caso di infezione è stato confermato nel paese, anche se i media statali hanno accennato ad alcune persone in quarantena. 

Il lancio del 2 marzo ha visto l’utilizzo di proiettili che hanno volato per 240 chilometri, raggiungendo un’altezza di 35 chilometri. Il test arrivava poco più di un mese dopo che un rappresentante di Pyongyang aveva reso noto che il Paese avrebbe ripreso con la sperimentazione di missili balistici a lungo raggio. Il 21 gennaio, Ju Yong Chol, consigliere della missione della Corea del Nord presso le Nazioni Unite a Ginevra, ha affermato che negli ultimi 2 anni il suo Paese aveva interrotto i test nucleari e i lanci di missili balistici intercontinentali “al fine di rafforzare la fiducia con gli Stati Uniti”, senza però osservare risultati positivi. Secondo il rappresentante nordcoreano, Washington aveva risposto all’impegno nordcoreano conducendo decine di esercitazioni militari congiunte con la Corea del Sud e insistendo sul mantenimento delle sanzioni. Il rappresentante di Pyongyang ha accusato gli Stati Uniti di aver imposto “le misure più brutali e disumane” possibili contro il Paese. “Se persisteranno con una tale politica ostile nei confronti della Corea del Nord non ci sarà mai la denuclearizzazione della penisola coreana”, ha aggiunto. 

Uno storico primo summit tra il leader nordcoreano e il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha avuto luogo il 12 giugno 2018 a Singapore e si era concluso con una promessa reciproca di collaborazione al fine di smantellare il programma nucleare della potenza asiatica, sospendere il regime sanzionatorio e cominciare un processo di pace nella regione. Tuttavia, i progressi da allora sono stati irregolari. In occasione del secondo incontro, avvenuto il 28 febbraio dell’anno successivo, i colloqui tra le due parti erano naufragati inaspettatamente a causa di un disaccordo sull’eliminazione delle sanzioni. I negoziati tra USA e Corea del Nord erano poi ripresi il 5 ottobre 2019 a Stoccolma. Tuttavia, il capo della delegazione nordcoreana ha accusato gli Stati Uniti di essere “inflessibili”, annunciando un nuovo stop ai colloqui. “I negoziati non hanno soddisfatto le nostre aspettative e alla fine sono stati interrotti”, aveva affermato il leader della delegazione proveniente dalla Corea del Nord. 

Il consigliere per la Sicurezza Nazionale della Casa Bianca, Robert O’Brien, il 13 genniao, ha dichiarato che gli Stati Uniti hanno contattato la Corea del Nord per cercare di riprendere i colloqui. O’Brien ha anche affermato che ci sono segnali positivi nei rapporti tra i due Paesi. Tra questi, ha nominato il fatto che il leader nordcoreano non abbia agito a seguito delle recenti minacce, relative sopratutto ad un possibile “regalo di Natale” da Pyongyang a Washington. Tali affermazioni erano state pronunciate da Ri Thae Song, vice ministro degli Esteri della Corea del Nord, responsabile degli Affari con gli Stati Uniti, il 2 dicembre. Alcuni analisti avevano suggerito che tale dichiarazione poteva indicare che Pyongyang stava preparando un test missilistico a lungo raggio. Tuttavia, il presidente degli Stati Uniti Donald Trump aveva minimizzato, affermando che il dono poteva anche essere “un bellissimo vaso”. 

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Maria Grazia Rutigliano

di Redazione

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