Commissione UE insiste sull’apertura dei negoziati per Skopje e Tirana

Pubblicato il 3 marzo 2020 alle 10:56 in Balcani Europa

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La Commissione europea ha pubblicato i nuovi report sui progressi dell’Albania e della Macedonia del Nord, ufficializzando che Skopje e Tirana sono pronte ad entrare in UE.

Nello specifico, l’esecutivo europeo ha riconosciuto l’incremento degli sforzi di entrambi i Paesi e il raggiungimento di risultati concreti e tangibili rispetto a giugno 2018, quando aveva fissato gli obiettivi da raggiungere. In particolare, ha rivelato l’esecutivo di Bruxelles, i progressi dei due Paesi balcanici hanno riguardato la sfera economica, giudiziaria e altre aree chiave per l’adeguamento agli standard europei. Con tali parole, la Commissione europea ha di fatto aumentato le possibilità dell’apertura dei negoziati di adesione per i due Paesi balcanici, soprattutto alla luce delle dichiarazioni del principale responsabile del blocco dello scorso 18 ottobre, il presidente francese, Emmanuel Macron, il quale aveva rivelato di essere disponibile a consentire l’apertura dei negoziati in caso di riscontro positivo nel report di marzo della Commissione europea.

Nel report del 2 marzo, il feedback atteso da Macron è arrivato. Nello specifico, all’interno del documento si legge, nelle parole del commissario europeo all’allargamento, Oliver Varhelyi, che l’esecutivo europeo consiglia fermamente di aprire i negoziati di adesione con l’Albania e la Macedonia del Nord, nella speranza che gli Stati membri possano adottare tale decisione già nelle prossime settimane.

Per quanto riguarda l’Albania, i progressi accertati nel Paese fanno principalmente riferimento alla riforma del sistema giudiziario, alla riforma elettorale in lavorazione e alle misure implementate per la lotta alla corruzione e alla criminalità organizzata. In particolare, su quest’ultimo punto, Bruxelles ha riconosciuto i progressi di Tirana nel contrasto alla coltivazione della cannabis e del traffico di droghe pesanti.

In riferimento invece ai progressi riconosciuti alla Macedonia del Nord, la Commissione ha sottolineato gli sforzi di Skopje volti ad assicurare l’indipendenza del potere giudiziario, come l’adozione della nuova versione della legge sull’Ufficio della Procura. La Macedonia del Nord, inoltre, ha rivelato l’esecutivo di Bruxelles, ha raggiunto importanti progressi nella lotta alla corruzione e alla criminalità organizzata e degne di nota sono state anche le riforme delle agenzie di intelligence e dell’Amministrazione Pubblica.

I progressi riconosciuti ad entrambi i Paesi in materia di contrasto al crimine e alla corruzione rispondono direttamente alla motivazione fornita da Macron lo scorso 18 ottobre, quando aveva bloccato l’allargamento dell’Unione Europea a Tirana e Skopje. Nello specifico, Macron aveva dichiarato di ritenere che l’Europa stia già affrontando troppe sfide per consentire l’ingresso di due ulteriori Paesi dei Balcani, una regione ancora in via di recupero dopo le guerre degli anni Novanta e che ancora oggi combatte contro il crimine e la corruzione. In occasione del voto del 18 ottobre, l’ingresso della Macedonia del Nord era stato votato positivamente da tutti gli Stati membri dell’UE, eccetto che della Francia, mentre l’ingresso dell’Albania era stato ostacolato da Francia, Danimarca e Paesi Bassi.

Dati i progressi riconosciuti all’Albania e alla Macedonia del Nord in aree chiave quali quella economica e giudiziaria, l’apertura dei negoziati di adesione diviene dunque sempre più vicina, soprattutto alla luce della nuova metodologia per l’allargamento dell’UE.

Nello specifico, i punti principali della proposta dell’UE sulla revisione del processo di allargamento sono quattro: credibilità, guida politica; dinamicità; prevedibilità. Per quanto riguarda il primo, Bruxelles propone di porre un accento maggiore sulle riforme fondamentali, ad esempio sullo stato di diritto. Passando al secondo punto, la proposta è di incrementare le occasioni di dialogo tra i vertici politici. In materia di dinamicità, la Commissione propone di raggruppare i capitoli dei negoziati di adesione in 6 aree, negoziabili contemporaneamente, ovvero le basi fondamentali; il mercato interno; la competitività e la crescita inclusiva; l’agenda ambientale e la connettività sostenibile; le risorse; l’agricoltura e la coesione; le relazioni esterne. Infine, affinché il processo sia più predittivo, la Commissione ha proposto di esprimere con maggiore chiarezza le conseguenze del raggiungimento e del mancato raggiungimento degli obiettivi delle riforme.

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Jasmine Ceremigna

di Redazione

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