Venezuela: paramilitari sparano contro Guaidó, sale la tensione

Pubblicato il 2 marzo 2020 alle 9:19 in America Latina Venezuela

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Il leader dell’opposizione venezuelana Juan Guaidó ha denunciato sabato 29 febbraio che un gruppo armato parmilitare ha tentato di assassinarlo mentre partecipava a una manifestazione antigovernativa nello stato di Lara (ovest) e ha accusato il presidente venezuelano, Nicolás Maduro, di essere il responsabile dell’attentato.

“La vile dittatura ha cercato di assassinarmi. Il nostro veicolo è stato colpito da più di nove proiettili” – ha detto Guaidó durante un discorso che ha trasmesso attraverso i suoi account su diversi social media. “Hanno sparato, hanno sparato con armi da fuoco contro di noi da distanza ravvicinata, ma questo non servirà a fermarci” – ha continuato il leader dell’opposizione, riconosciuto come presidente ad interim del Venezuela da 55 paesi.

“Siamo in buona salute. Non è successa una tragedia solo perché molti di voi si sono riuniti e hanno fatto scudo per proteggerci. La chiave oggi è stata l’unione” – ha riassunto Juan Guaidó dopo l’attacco diretto dei paramilitari chavisti contro la marcia di circa 2.000 oppositori, 5.000 secondo gli organizzatori, nelle zone popolari di Barquisimeto, circa 350 chilometri a ovest di Caracas. Almeno sei persone sono rimaste ferite.

Guaidó ha detto che la popolazione sa cosa affrontare quando “sfiderà” il governo chavista, che considera una “dittatura” che, ha continuato, ha legami con il traffico di droga e con gruppi terroristici.

“Ecco perché manda questi assassini” – ha aggiunto Guaidó dopo aver ricordato il suo appello a una grande protesta di massa a Caracas il 10 marzo prossimo, quando spera di riprendere il controllo della sede dell’Assemblea Nazionale, che dal 5 gennaio è sotto il comando del deputato Luis Parra, sostenuto da una minoranza di chavisti e dissidenti dell’opposizione.

Il team di Guaidó ha diffuso immagini sui social network che mostrano il danno a uno dei veicoli del suo entourage e due dei sei feriti dell’attacco del “collettivo”, come sono conosciuti nel Paese i gruppi organizzati, spesso armati, che difendono il chavismo.

Il cosiddetto ufficio presidenziale di Guaidó ha diffuso su Internet un “allarme internazionale” in cui si chiede ai governi di altri paesi “di aumentare con decisione e senza timore le misure e le pressioni esercitate contro la tirannia guidata da Nicolás Maduro”. Quello che è successo nello stato di Lara, sempre secondo la nota, è stato “un attacco diretto alla vita del presidente in carica in una nuova dimostrazione della disperazione del regime”.

Il governo di Caracas non ha commentato l’accaduto. 

 

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Italo Cosentino, interprete di spagnolo

di Redazione

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