Si insedia Lacalle: l’Uruguay a destra dopo quindici anni

Pubblicato il 2 marzo 2020 alle 12:13 in America Latina Uruguay

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Luis Lacalle Pou si è insediato diventando l’ottavo presidente dell’Uruguay dal ritorno della democrazia nel 1985. Alla guida di una coalizione di destra, il nuovo presidente avvierà una serie di riforme ambiziose che si concentreranno sulla lotta contro l’insicurezza pubblica e nel cambiare la direzione economica del Paese.

Luis Lacalle Pou, figlio e pronipote di presidenti e leader del Partito Nazionale, ha il difficile compito di mantenere unita la coalizione formata da diversi partiti che include la destra radicale di Cabildo Abierto, portare avanti in Parlamento una legge di procedura rapida di oltre 400 articoli e fare fronte all’opposizione del Frente Amplio, la coalizione di sinistra che ha perso le elezioni lo scorso ottobre per meno di 40.000 voti dopo 15 anni ininterrotti al governo.

Forse per questo motivo, Lacalle Pou ha dedicato il suo discorso in Parlamento, primo atto protocollare del nuovo esecutivo, a spiegare nel dettaglio la sua azione governativa per i prossimi cinque anni, davanti a tutte le autorità del paese e a numerosi ospiti stranieri, tra cui il re di Spagna, Felipe VI, e i presidenti di Brasile, Paraguay, Cile, Colombia e Bolivia, tra gli altri. Il presidente dell’Argentina, Alberto Fernández , non ha viaggiato a Montevideo a causa della concomitante inaugurazione del parlamento di Buenos Aires.

Lacalle Pou ha spiegato la situazione economica dell’Uruguay, ha messo in guardia dal deficit e ha annunciato politiche di austerità, l’istituzione di una nuova norma fiscale e l’apertura di un dibattito su un’urgente riforma del sistema previdenziale e pensionistico. Lunedì 2 marzo, nel suo primo giorno di governo, il leader bianco (colore che identifica il Partito Nazionale) ha promesso di riunire tutti i membri delle forze di sicurezza dello Stato per agire contro l’insicurezza pubblica, una delle sue priorità.

Concluso l’atto in parlamento, per meno di due ore l’Uruguay ha avuto due presidenti. È il periodo della liturgia repubblicana della più stabile delle democrazie latinoamericane: il lasso di tempo in cui Luis Lacalle Pou ha percorso i pochi chilometri che separavano il Palazzo Legislativo da Plaza Independencia, dove il presidente uscente Tabaré Vázquez stava aspettando di consegnargli la fascia presidenziale.

Scortato da dozzine di gauchos a cavallo con bandiere bianche e blu, che simboleggiano la vicinanza del PN con la campagna e l’interno dell’Uruguay, Lacalle ha percorso il tragitto in auto, acclamato da uruguayani e turisti. Nella piazza, Vázquez, che nel 2005 divenne il primo presidente di sinistra nella storia dell’Uruguay, alle 16:24 si è tolto la fascia, la ha messa al suo successore e, anch’egli acclamato dalla folla, si è diretto verso casa.

Il principale progetto della “coalizione multicolore” che ormai governa l’Uruguay è l’elaborazione di una Legge di misure urgenti (LUC) che consta di 457 articoli su argomenti diversi come sicurezza, riforma dell’istruzione, rapporti di lavoro o politica economica. La procedura d’urgenza implica che se il parlamento non la approvasse entro i termini stabiliti, circa tre mesi, la legge sarebbe approvata automaticamente. L’opposizione ritiene che la LUC, una miscela di misure di emergenza e norme onnicomprensive, violi la Costituzione, poiché molte delle misure non sono urgenti, come quella, sottolineata in tono ironico da politici e cittadini, che concede l’autorizzazione ai macellai a fare salsicce artigianali.

Tuttavia, il capitolo più ampio della LUC ha a che fare con la lotta contro l’insicurezza pubblica e comprende l’aumento delle sanzioni per i minorenni, l’estensione dei poteri delle forze di polizia, l’autorizzazione dei controlli di identità basati sul sospetto o l’aumento delle sanzioni. Il nuovo ministro dell’Interno, Jorge Larrañaga, è stato chiaro al riguardo: “Il nuovo governo sta per reprimere” e a chi non piace quella parola “dovrà sopportare”.

I cittadini si aspettano molto dalla nuova amministrazione, poiché l’insicurezza è stata la questione centrale dell’opposizione durante i tre governi di sinistra (2005-2020). Sebbene l’Uruguay sia regolarmente classificato come uno dei paesi più tranquilli della regione, l’aumento di rapine e omicidi negli ultimi anni è intollerabile per una cittadinanza abituata a confrontarsi con l’Europa e non con i suoi vicini.

L’altra questione centrale della nuova amministrazione sarà l’economia. In un paese con due grandi blocchi, di sinistra e destra, di peso e forza simili, ma con visioni molto diverse nel valutare le prestazioni del paese, Lacalle dovrà comunque trovare una mediazione. Nel suo intervento inaugurale, il presidente ha messo in guardia sull’aggravarsi della situazione in Uruguay a causa dell’aumento della disoccupazione (che si aggira intorno al 9%), dell’aumento dell’inflazione superiore all’8%, del deficit pubblico, al 4,7% del PIL nel 2019 e dell’importanza del debito estero in aumento rispetto al PIL.

L’amministrazione uscente vede la cosa di un colore molto diverso: l’Uruguay ha evitato la crisi e la recessione subita dai paesi della regione e registra 15 anni di crescita economica, le prospettive per il 2020 tendono ad aumentare, il paese ha le entrate pro capite più alte dell’America Latina, i più bassi tassi di povertà nella regione e le minori diseguaglianze sociali. Sicuro del suo equilibrio, il governo di Vázquez ha ricevuto il Fondo monetario internazionale lo scorso febbraio per effettuare una delle sue analisi periodiche. Il rapporto sulla missione indicava la “posizione invidiabile” dell’Uruguay nella regione, ma avvertiva dell’importanza di correggere gli squilibri subiti dai conti pubblici.

Per la coalizione conservatrice, la necessità di adattamento e politiche di austerità è urgente e queste riforme includono cambiamenti nel sistema pensionistico. E quella sarà, senza dubbio, una delle grandi battaglie politiche dei prossimi cinque anni. Nell’ultima legislatura, la maggioranza parlamentare di sinistra ha riformato i pensionamenti delle forze armate, che rappresentano un deficit pubblico simile a quello del resto del sistema pensionistico uruguaiano. La reazione dei militari è stata la creazione di Cabildo Abierto, un partito che in meno di sei mesi ha preso l’11% dei voti alle ultime elezioni e oggi, parte della coalizione al potere, ha diversi deputati e due ministri.

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Italo Cosentino, interprete di spagnolo

di Redazione

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