La Rep. Dem. del Congo nominerà il suo primo ambasciatore in Israele dopo 20 anni

Pubblicato il 2 marzo 2020 alle 16:52 in Israele Rep. Dem. del Congo

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Il presidente della Repubblica Democratica del Congo, Felix Tshisekedi, ha annunciato che nominerà a breve il suo ambasciatore in Israele, per la prima volta dopo 20 anni. La dichiarazione è stata rilasciata durante la conferenza annuale della lobby americana pro-israeliana, AIPAC, tenutasi a Washington domenica primo marzo.

Affermando di essere stato ispirato dal suo credo cristiano e ringraziando tutta la comunità evangelica americana, Tshisekedi ha dichiarato che “dopo due decenni di inadeguata rappresentazione diplomatica, nei prossimi giorni la Repubblica Democratica del Congo nominerà il suo ambasciatore in Israele”. “Invito Tel Aviv a rafforzare la sua presenza diplomatica ed economica a Kinshasa, massimizzando le relazioni tra i nostri due popoli”, ha aggiunto il presidente congolese, definendo Israele “una fonte di ispirazione”. “Questa nazione ci insegna cosa può fare l’uomo in così poco tempo quando ha slancio, resilienza e soprattutto la grazia e il favore divino”, ha detto Tshisekedi elogiando l’operato del primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu.

Il presidente della Repubblica Democratica del Congo ha specificato che l’ambasciatore sarà inviato a Tel Aviv, mentre la sezione commerciale dell’Ambasciata sarà situata a Gerusalemme, che Israele considera la capitale indivisibile del suo Stato. Tuttavia, ad oggi, solo gli Stati Uniti e il Guatemala hanno spostato le loro ambasciate da Tel Aviv a Gerusalemme.

Infine, Tshisekedi ha affermato che visiterà presto Israele e che il suo Paese è particolarmente interessato ad approfondire le relazioni reciproche nei settori della scienza, della tecnologia e degli investimenti agricoli. Tel Aviv intratteneva forti legami con l’ex dittatore congolese, Mobutu Sese Seko, alleato degli Stati Uniti e del Belgio, che nel 1982 decise di rompere i rapporti con la maggior parte degli Stati africani per ripristinare le relazioni con Israele. Successivamente, con la guerra, i legami si affievolirono e, nel 2003, l’ambasciatore israeliano a Kinshasa abbandonò il Paese a causa dei disordini. Adesso, il premier israeliano Netanyahu, come parte della sua campagna di avvicinamento agli Stati africani, sta cercando di ricostruire i rapporti con la Repubblica di Tshisekedi. Il primo ministro di Tel Aviv offre supporto e collaborazione soprattutto nel campo della tecnologia, dell’agricoltura e dell’assistenza sanitaria.

Il 3 febbraio, Netanyahu aveva incontrato il leader del Consiglio d di transizione del Sudan, Abdel Fattah al-Burhan, durante una visita in Uganda. In tale occasione, Khartoum aveva deciso di riaprire il suo spazio aereo ai velivoli di Tel Aviv, consentendo loro di sorvolare i cieli del Sudan. Tale mossa permette agli aerei civili israeliani di ridurre significativamente i tempi di volo per diverse destinazioni, come il Sudamerica, quarta maggiore meta di viaggio per i cittadini di Israele. Quel corridoio aereo include anche Egitto e Ciad, con i quali Tel Aviv ha ripristinato i rapporti rispettivamente nel 1979 e nel 2018. Il primo aereo israeliano ha sorvolato lo spazio aereo sudanese il 16 febbraio.

Si tratta di un momento delicato per Netanyahu, che cerca di essere rieletto mentre affronta un’ondata di accuse per corruzione. Il premier israeliano si era recato in Uganda per “tornare in Africa alla grande” e convincere il Paese dell’Africa orientale ad aprire una propria ambasciata a Gerusalemme. Israele sta corteggiando da diverso tempo gli Stati africani e sta cercando di normalizzare le relazioni con quelli a base musulmana per ottenere il loro appoggio in sede ONU e in altre sedi internazionali. I rapporti sono diventati più morbidi da quando l’Egitto ha firmato un trattato di pace con Tel Aviv, nel 1979 e, negli ultimi anni, sono ulteriormente migliorati quando Israele ha iniziato ad avvicinarsi anche alle nazioni del Golfo, che condividono la sua preoccupazione nei confronti dell’Iran. Incrementare i rapporti diplomatici con il Sudan rappresenterebbe un ulteriore traguardo diplomatico per Israele. Al momento, solo due Stati arabi, ovvero l’Egitto e la Giordania, hanno stretto la pace con Tel Aviv.

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Chiara Gentili

 

di Redazione

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