Kosovo: è stallo sulla rimozione dei dazi

Pubblicato il 2 marzo 2020 alle 13:14 in Kosovo Serbia

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Il presidente della Serbia, Aleksandar Vucic, ha ribadito che finché il Kosovo non rimuoverà completamente i dazi sui beni provenienti da Belgrado, il negoziato tra le due parti non potrà riprendere.

È quanto rivelato, lunedì 2 marzo, dall’agenzia stampa kosovara, RTK, la quale ha altresì reso noto che le dichiarazioni di Vucic giungono in risposta all’annuncio da parte del premier di Pristina, Albin Kurti, sulla parziale rimozione delle tariffe sui beni provenienti da Serbia e Bosnia a partire dal 15 marzo.

La decisione di Kurti era stata annunciata lo scorso giovedì 27 febbraio. Con essa, Kurti aveva voluto lanciare un segnale alla Serbia, alla quale aveva chiesto in cambio di porre fine alla sua campagna di lobbying per ottenere il ritiro del riconoscimento dell’indipendenza del Kosovo da parte di Stati terzi.

In caso di accettazione delle richieste di Kurti da parte di Belgrado, aveva annunciato lo stesso premier, i dazi sui beni provenienti dalla Serbia e dalla Bosnia verranno rimossi del tutto a partire dal 1° aprile per i successivi 90 giorni. Al contrario, se la Serbia non rispetterà quanto chiesto, il Kosovo adotterà dal 1° aprile il principio di reciprocità, inizialmente in ambito commerciale e successivamente economico e politico. Nel frattempo, i dazi sulle materie prime saranno rimossi del tutto.

I dazi al 100% sui beni provenienti dalla Serbia e dalla Bosnia, causa di stallo delle relazioni tra Pristina e Belgrado, erano stati imposti il 21 novembre 2018, il giorno dopo la votazione sull’ingresso del Kosovo nell’Interpol, ostacolata dalla Serbia, accusata di aver condotto propaganda negativa contro Pristina. Da parte sua, la Serbia ritiene che le tariffe al 100% imposte dal Kosovo violino gli accordi regionali in merito alla libertà di movimento e di scambio, motivo per cui, come dichiarato dal presidente di Belgrado, Aleksandar Vucic, il dialogo tra i due Paesi non potrà riprendere prima del ritiro dei dazi da parte di Pristina.

In linea con quanto già ribadito più volte, il presidente della Serbia ha commentato la decisione sulla parziale rimozione dei dazi da parte del Kosovo affermando che ciò non comporterà la ripresa del dialogo con Pristina. Nello specifico, Vucic ha dichiarato che un incontro con Kurti può anche  essere organizzato, ma che nessun risultato potrà essere raggiunto fino a completa rimozione dei dazi. In aggiunta, rivela RTK, Vucic ha aggiunto che anche l’inviato speciale della Casa Bianca per i Balcani Occidentali, Matthew Palmer, è dello stesso parere.

L’opinione degli Stati Uniti era emersa già in occasione dell’annuncio della parziale rimozione dei dazi da parte di Pristina, quando l’Inviato speciale della Casa Bianca per la normalizzazione dei rapporti tra il Kosovo e la Serbia, Richard Grenell, nonché nuovo direttore dell’intelligence nazionale degli Stati Uniti, aveva dichiarato di non sostenere la “mezza misura” di Kurti, dal momento che la posizione di Washington “è molto chiara: le tariffe devono essere abbandonate del tutto”. Tale messaggio, aveva rivelato l’inviato della Casa Bianca, era stato anche ribadito in occasione della visita del capo di Stato kosovaro, Hashim Thaci, a Washington, avvenuta contemporaneamente all’annuncio di Kurti.

Già il 26 febbraio, fonti statunitensi avevano rivelato che in caso di mancata rimozione dei dazi entro venerdì 28, Washington avrebbe adottato misure ritorsive. Ciò si pone in un contesto in cui l’Amministrazione Trump è intollerante rispetto alla mancata revoca del 100% dei dazi sui beni provenienti dalla Serbia da parte del governo di Pristina.  Già lo scorso 19 febbraio Gazeta Express aveva rivelato, grazie alle dichiarazioni di alcuni informatori anonimi, che Washington non aveva una buona considerazione di Kurti, ritenuto inaffidabile per via di due ragioni. La prima riguarda la probabile menzogna in merito al ritiro dei dazi al 100% sui beni provenienti dalla Serbia. La seconda fa invece riferimento all’affidamento del premier kosovaro ai diplomatici europei, anziché statunitensi, nella risoluzione della disputa con la Serbia. In tale clima, l’agenzia stampa del Kosovo aveva rivelato, il 21 febbraio, che l’ambasciatore statunitense in Kosovo, Philip Kosnett, aveva rivelato a Kurti la possibilità che l’Amministrazione Trump ritiri le proprie truppe dal Paese in caso di mancato ritiro dei dazi sui beni provenienti dalla Serbia.

Nel frattempo, in Kosovo, il Parlamento ha in programma una seduta, lunedì 2 marzo, per discutere della rimozione dei dazi sui beni provenienti dalla Serbia. La seduta straordinaria era stata convocata dal partito di opposizione Alleanza per il Futuro del Kosovo (AAK), guidato dall’ex premier, Ramush Haradinaj, promotore delle tariffe.

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Jasmine Ceremigna

di Redazione

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