Elezioni in Slovacchia: sconfitto lo Smer, ma non il populismo

Pubblicato il 2 marzo 2020 alle 12:31 in Europa Slovacchia

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Lo scorso 29 febbraio, la Slovacchia si è recata alle urne, in una tornata elettorale che ha ridisegnato la mappa politica del Paese. Dopo oltre 10 anni, il governo non sarà formato dallo Smer, il partito populista di centrosinistra dell’ex premier, Peter Pellegrini.

Ad aver ricevuto il maggior numero di consensi è stato, invece, il Partito del Popolo Ordinario (OL’aNO), anch’esso populista, ma di centrodestra e contro la corruzione. La formazione politica guidata da Igor Matovic ha raccolto il 25.02% dei voti degli elettori, il che non gli consente di formare il governo senza ricorrere a una coalizione.

A tale riguardo, Matovic ha rivelato di aver già avviato le consultazioni con tre partiti: i liberali di “Libertà e Solidarietà”, i centristi dell’ex capo di Stato “Per il Popolo” e i populisti “Noi siamo la Famiglia”. Quest’ultimo, rivela EurActiv, è un alleato del partito francese “Identità e Democrazia”, guidato da Marine Le Pen.

Mentre proseguono le consultazioni per formare la maggioranza, l’ex partito di governo, lo Smer, si prepara invece a passare all’opposizione, avendo totalizzato il 19% delle preferenze degli elettori. Sebbene la perdita dei consensi sia stata minore rispetto a quanto preventivato, il partito di Pellegrini non potrà di sicuro sperare di ricevere il mandato per la formazione del governo, dato che i suoi due alleati, il Partito Nazionale della Slovacchia e Most Hid, cioè il partito della minoranza etnica ungherese, non hanno superato nemmeno la soglia di sbarramento. In opposizione con lo Smer vi sarà il partito neonazista, Kotlebovci-L’SNS, il quale ha di poco superato la soglia del 5%.

Tale perdita di consensi per lo Smer e i suoi alleati deriva dalle critiche ricevute degli elettori della Slovacchia, i quali considerano tale coalizione colpevole di aver consentito l’innalzamento dei livelli di corruzione nel Paese. Ciò scaturisce dallo scandalo sull’uccisione del giornalista Jan Kuciak, avvenuto nel 2018. Tale omicidio aveva coinvolto un oligarca slovacco legato alla criminalità, Marian Kocner, il quale potrebbe ricevere la condanna all’ergastolo per l’omicidio di Kuciak e della sua fidanzata, Martina Kusnirova, uccisi il 21 febbraio 2018, mentre il giornalista stava lavorando a una inchiesta sui legami tra Kocner e la ‘ndrangheta calabrese. Nel corso delle sue indagini, Kuciak fatto emergere legami tra la ndrangheta e alcuni membri dello Smer. A seguito della pubblicazione dell’inchiesta, il predecessore di Pellegrini, Robert Fico, aveva rassegnato le sue dimissioni, il 14 marzo 2018.

Il probabile futuro primo ministro della Slovacchia, Igor Matovic, ha dunque insistito molto, nel corso della campagna elettorale, sul contrasto ai livelli di corruzione del Paese. Il leader di OL’aNO nasce come magnate di reti mediatiche regionali, ma fa parte dell’opposizione slovacca da circa 10 anni. Secondo quanto riportato da EurActiv, OL’aNO non è un partito politico standard, ma piuttosto un progetto politico che risponde interamente al volere del suo leader. In totale, i membri del partito sono 45, ovvero il minimo imposto dalla costituzione slovacca, e tra le principali attività di Matovic vi è la creazione di scandali che coinvolgono i membri di altri partiti, ad esempio attraverso la diffusione di registrazioni di alcune conversazioni private intrattenute con altri politici. Uno degli scandali più noti tra gli elettori slovacchi riguarda la condivisione di video sulla pagina Facebook del partito riguardanti le ville o le aziende fantasma di proprietà di politici rivali. In aggiunta, il partito è noto per implementare pratiche di democrazia diretta. Uno dei principali esempi è il ricorso a piattaforme politiche online di consultazione pubblica, dove i cittadini sono chiamati a rispondere ai sondaggi lanciati dagli amministratori. Ciò è stato particolarmente utile nel corso della campagna elettorale, quando circa 67.000 cittadini slovacchi hanno elaborato, insieme al partito, l’agenda politica da perseguire una volta al governo.

Oltre alle sue attività anti-corruzione e anti-sistemiche, il partito è noto per avere una forte connotazione “euro-realista”, ovvero di sostegno al posizionamento della Slovacchia all’interno dell’Unione Europea e della NATO. Tuttavia, a causa delle dichiarazioni contrastanti rilasciate dal partito, gli esperti non riescono a determinare se OL’aNO fa parte del gruppo europeista o euroscettico.

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Jasmine Ceremigna

di Redazione

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