Coronavirus: come si prepara l’America Latina

Pubblicato il 2 marzo 2020 alle 6:07 in America Latina Italia

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Il virus COVID-19 si sta diffondendo in tutto il mondo ed è già arrivato in Brasile, suscitando enorme preoccupazione in America Latina. Gli scienziati stimano che i due terzi dei casi esportati dalla Cina continentale potrebbero non essere rilevati. I paesi dell’America Latina si stanno preparando per affrontare un’epidemia che molti governi considerano “inevitabile”.

Il primo governo a varare misure straordinarie, già a gennaio, è stato quello cubano, per via dei rapporti economici e commerciali che lo legano a Pechino e la cui situazione economica impedisce qualsiasi tipo di chiusura nei confronti della Cina continentale. Il Ministero cubano della Salute pubblica (MINSAP) ha concentrato i suoi sforzi su porti, aeroporti e porti internazionali “dove esiste uno staff internazionale di controllo sanitario che ha l’obbligo di controllare i passeggeri che arrivano nel paese”, e ha destinato postazioni ospedaliere al trattamento di eventuali casi di contagio da coronavirus. Chi arriva con sintomi compatibili da un paese a rischio (dall’Italia solo chi proviene da Lombardia e Veneto) dovrà osservare una quarantena di 14 giorni in ospedale. Cuba ha confermato sabato 29 febbraio che al momento non ci sono casi sull’isola.

In Paraguay, hanno optato per rafforzare i controlli sui passeggeri provenienti da Italia e Corea del Sud, che si aggiungono a quelli già effettuati da quelli provenienti dalla Cina continentale e dalla Spagna. “Se provengono da quei paesi, viene fatto un controllo approfondito dei documenti  Tutte queste informazioni vengono trasmesse in tempo reale al Ministero della Salute” – ha spiegato o il direttore della direzione generale della Migrazione, Favio Espinosa.

Espinosa ha chiarito che il protocollo di sicurezza per impedire l’ingresso nel coronavirus in Paraguay è che il pilota informi la torre di controllo dell’eventuale presenza a bordo di passeggeri che manifestino i sintomi della malattia, in modo che quando atterra nel paese possa essere già pronta un’équipe medica.

Il governo della Colombia ha rafforzato le misure di controllo per i viaggiatori provenienti dall’Italia e da altri sette paesi per prevenire la diffusione del coronavirus. La decisione è stata presa dopo che il Ministero della Salute ha annunciato il 24 febbraio scorso di aver aumentato il livello di rischio per il paese del nuovo coronavirus da basso a moderato, a causa dei recenti casi di infezione nell’Italia settentrionale e in Corea del Sud e a seguito dell’avvertimento dell’OMS di prepararsi per una possibile pandemia. 

In conformità con il protocollo stabilito dal Ministero della Salute e seguito dalle autorità della migrazione, all’arrivo nel paese, ai viaggiatori verrà chiesto se sono stati in uno degli otto paesi considerati a rischio negli ultimi 14 giorni. Se la risposta fosse positiva, i viaggiatori saranno affidati alle autorità sanitarie di porti e aeroporti, che saranno responsabili di effettuare le valutazioni del caso e determinare se qualcuno debba essere portato in un centro sanitario.

Le autorità argentine hanno stabilito un protocollo speciale per i voli dall’Italia, il paese a rischio con cui Buenos Aires ha i maggiori rapporti. Il ministro della Salute, Ginés González García, ha annunciato che i voli in arrivo dal nostro paese atterreranno su una piattaforma diversa e avranno un controllo speciale per rilevare possibili sintomi compatibili con la malattia, e i passeggeri dovranno firmare un affidavit. Ogni settimana in Argentina arrivano 12 voli diretti dall’Italia.

“L’idea che siano le persone stesse a dire se hanno sintomi è essenziale. L’Italia ha fatto interventi straordinari, due milioni di persone hanno attraversato i sensori di temperatura, ma il sensore non è specifico. Non c’è davvero niente di meglio di l’auto-riferimento. Con i voli dall’Italia faremo una richiesta personale” – ha detto González Garcia. Anche il Cile chiede una dichiarazione giurata a tutti i viaggiatori a partire dal 28 febbraio, ha detto ai giornalisti il ministro della sanità Jaime Mañalich, che ha aggiunto che misurazioni della temperatura saranno effettuate in aereo, come stabilito dalla Colombia.

L’arrivo del nuovo coronavirus in Guatemala “sembra inevitabile”, quindi le autorità stanno aumentando i controlli, ha dichiarato il presidente Alejandro Giammattei. Il presidente ha annunciato che le autorità stanno espandendo i misuratori di temperatura negli aeroporti per misurare la temperatura corporea delle persone. Ha inoltre annunciato che tutti i ministri della sanità dei paesi dell’America centrale stanno comunicando tra loro per conoscere il comportamento della malattia e adottare misure ai confini. Il 31 gennaio il Guatemala ha vietato l’ingresso a passeggeri provenienti dalla Cina.

Al fine di prevenire la diffusione del COVID-19, le autorità dell’Uruguay hanno adottato protocolli sanitari che prevedono che qualunque viaggiatore in arrivo nel Paese che presenti i sintomi compatibili con il COVID-19, in particolare febbre, tosse e dificolta’ respiratorie, sia sottoposto ad accertamenti medici all’arrivo. I casi sospetti saranno eventualmente gestiti in apposite strutture, senza prevedere un periodo di quarantena, ma mantenendo le persone interessate in isolamento il tempo necessario ad effettuare le analisi di laboratorio previste.

La scorsa settimana il Messico, che ha autorizzato l’attracco della nave da crociera italiana MSC Meraviglia, respinta da Giamaica e Isole Cayman, e la Bolivia, hanno comunicato di avere allo studio casi di possibile contagio da coronavirus. Il Messico ha poi confermato il suo caso, un ventiquattrenne di ritorno dall’Italia, il secondo latinoamericano colpito dal virus. Nel fine settimana nel Paese nordamericano sono stati confermati altri due casi, un altro caso è stato confermato in Ecuador.

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Italo Cosentino, interprete di spagnolo

 

di Redazione

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