Coronavirus: nuovi casi in Egitto e Algeria

Pubblicato il 2 marzo 2020 alle 11:18 in Algeria Egitto

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L’Egitto e l’Algeria hanno registrato nuovi casi di contagio da coronavirus. Il Ministero della Salute del Cairo ha reso noto, domenica primo marzo, che un nuovo paziente, di cui ancora non è stata rivelata la nazionalità, è risultato positivo al test. La persona si trova in isolamento in ospedale e sta ricevendo le cure necessarie. Inoltre, le autorità stanno cercando di prendere misure restrittive anche nei confronti delle persone con cui sarebbe entrato in contatto il soggetto contagiato.

Si tratta del secondo caso confermato in Egitto dopo che il primo, un cittadino cinese risultato positivo al test il 14 febbraio, è guarito e sarà presto dimesso. Il Ministero della Salute egiziano ha riferito che finora circa 1.443 tamponi sono stati effettuati su sospetti casi di coronavirus. Il presidente Abdel Fattah al-Sisi ha ordinato misure di controllo più restrittive nei punti di ingresso, come gli aeroporti, e ha sottolineato che bisogna aumentare il coordinamento tra tutte le istituzioni per elaborare un piano efficace a livello nazionale. Il ministro della Salute egiziano, Hala Zayed, parlando in conferenza stampa, ha dichiarato che “c’è un’alta probabilità che il Paese venga contagiato dal virus”, dal momento che “la diffusione di queste pandemie è inevitabile e non può essere prevenuta”. Inoltre, le autorità del Cairo stanno indagando sul caso di due pazienti francesi che hanno detto di accusare i sintomi del virus al ritorno dall’Egitto. Come misura cautelativa, il governo ha inviato appositamente un team medico per controllare i posti visitati dalla coppia.

In seguito all’annuncio del nuovo contagio in Egitto, il Qatar ha deciso di imporre restrizioni temporanee ai visitatori provenienti dal Paese nordafricano. L’Autorità qatarina per l’aviazione civile ha dichiarato, domenica primo marzo, che agli agenti di viaggio e ai gestori delle compagnie aeree “è severamente vietato trasportare passeggeri in possesso della nazionalità egiziana, anche quelli che arrivano a Doha attraverso scali intermedi, fino a nuovo avviso”. Il divieto di viaggio è stato imposto per ridurre al minimo la diffusione del coronavirus, ha aggiunto la nota. Il Paese ha altresì deciso di annullare la gara di apertura della nuova stagione di MotoGP, dopo aver imposto restrizioni di viaggio ai cittadini di diversi Paesi, Italia compresa. La gara era stata programmata sul circuito di Losail, l’8 marzo.

Nel frattempo, l’Algeria ha confermato due nuovi casi. Si tratta di una donna di 53 anni e della figlia di 24. Entrambe sono state messe in quarantena dopo che il test effettuato su di loro è risultato positivo. La coppia, che proviene dalla provincia di Blida, a Sud della capitale, porta a 3 il totale dei contagiati in Algeria. Il primo caso è stato quello di un italiano di 61 anni, arrivato nel Paese nordafricano lo scorso 17 febbraio e proveniente da Bertonico, un comune in provincia di Lodi. La zona, dal 21 febbraio, fa parte della zona rossa lombarda. Il direttore del centro per la prevenzione e il controllo delle malattie trasmissibili, Djamel Fouar, ha assicurato che, nonostante la positività del test sul paziente italiano, non sono previste misure che sospendano i viaggi verso l’Italia o che proibiscano le proteste di piazza. Tuttavia, i controlli agli aeroporti sono stati intensificati e le autorità si stanno impegnando nel risalire a tutte le persone che hanno avuto contatti con l’uomo contagiato dal virus. 

Secondo uno studio della rivista medica Lancet, l’Egitto, l’Algeria e il Sudafrica sono i Paesi africani a più alto rischio di contagio da coronavirus, in particolare per l’elevato numero di viaggi e le intense relazioni commerciali con la Cina. Le misure adottate dai Paesi africani includono lo screening della temperatura nei punti di ingresso, le raccomandazioni a evitare viaggi in Cina e la diffusione di informazioni sanitarie avanzate sia al personale medico sia al pubblico generale. Tuttavia, secondo l’Organizzazione mondiale della Sanità, l’Africa risulta mal equipaggiata per affrontare la minaccia e i governi devono cercare di fare di più per aumentare i controlli e identificare rapidamente i casi sospetti. La maggior parte dei sistemi sanitari risulta obsoleta e priva delle strutture necessarie a gestire casi di pandemia influenzale.

Il direttore generale dell’OMS, Tedros Ghebreyesus, ha detto di essere seriamente preoccupato per la diffusione del virus in Paesi con sistemi sanitari deboli, come molti Paesi africani. Il timore è che, nonostante la percentuale di letalità del coronavirus sia bassa, questa possa aumentare viste le condizioni in cui vive più del 40% della popolazione africana, ovvero sotto la soglia di povertà. Una caratteristica peculiare del nuovo virus è infatti la velocità di contagio elevata. A gennaio, l’organizzazione ha dichiarato il coronavirus un’emergenza sanitaria mondiale. L’OMS ha poi identificato 13 Stati africani che rischiano di più a causa del volume dei loro collegamenti con la Cina. Tra questi ci sono l’Algeria, l’Etiopia, il Sudafrica e la Nigeria.

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Chiara Gentili

di Redazione

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