Corea del Nord effettua un nuovo test missilistico

Pubblicato il 2 marzo 2020 alle 12:50 in Corea del Nord Corea del Sud

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La Corea del Nord ha effettuato il lancio di 2 proiettili non identificati, secondo quanto ha riferito la Corea del Sud. Il nuovo test arriva dopo che Pyongyang aveva dichiarato di non essere più vincolata dal blocco dei test missilistici a lungo raggio. 

Il lancio è stato effettuato il 2 marzo, dalla costa orientale della Corea del Nord. “I militari stanno monitorando ulteriori lanci e si mantengono pronti”, si legge in una dichiarazione dell’esercito sudcoreano. I proiettili hanno volato per 240 chilometri, raggiungendo un’altezza di 35 chilometri. Il test arriva poco più di un mese dopo che un rappresentante di Pyongyang aveva reso noto che il Paese avrebbe ripreso con la sperimentazione di missili a lungo raggio. Il 21 gennaio, Ju Yong Chol, consigliere della missione della Corea del Nord presso le Nazioni Unite a Ginevra, ha affermato che negli ultimi 2 anni il suo Paese aveva interrotto i test nucleari e i lanci di missili balistici intercontinentali “al fine di rafforzare la fiducia con gli Stati Uniti”, senza però osservare risultati positivi.

Secondo il rappresentante nordcoreano, Washington aveva risposto all’impegno nordcoreano conducendo decine di esercitazioni militari congiunte con la Corea del Sud e insistendo sul mantenimento delle sanzioni. “Dato che è ormai chiaro ora che gli Stati Uniti rimangono fermi nella loro ambizione di bloccare lo sviluppo della Corea del Nord e soffocare il suo sistema politico, non abbiamo motivo di essere unilateralmente vincolati dall’impegno che l’altra parte non riesce a onorare”, aveva affermato Ju alla Conferenza sul Disarmo sostenuta dall’ONU del 21 gennaio. Il rappresentante di Pyongyang ha quindi accusato gli Stati Uniti di aver imposto “le sanzioni più brutali e disumane” possibili. “Se persisteranno con una tale politica ostile nei confronti della Corea del Nord non ci sarà mai la denuclearizzazione della penisola coreana”, ha aggiunto. 

Uno storico primo summit tra il leader nordcoreano e il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha avuto luogo il 12 giugno 2018 a Singapore e si era concluso con una promessa reciproca di collaborazione al fine di smantellare il programma nucleare della potenza asiatica, sospendere il regime sanzionatorio e cominciare un processo di pace nella regione. Tuttavia, i progressi da allora sono stati irregolari. In occasione del secondo incontro, avvenuto il 28 febbraio dell’anno successivo, i colloqui tra le due parti erano naufragati inaspettatamente a causa di un disaccordo sull’eliminazione delle sanzioni. I negoziati tra USA e Corea del Nord erano poi ripresi il 5 ottobre 2019 a Stoccolma. Tuttavia, il capo della delegazione nordcoreana ha accusato gli Stati Uniti di essere “inflessibili”, annunciando un nuovo stop ai colloqui. “I negoziati non hanno soddisfatto le nostre aspettative e alla fine sono stati interrotti”, aveva affermato il leader della delegazione proveniente dalla Corea del Nord. 

Il consigliere per la Sicurezza Nazionale della Casa Bianca, Robert O’Brien, il 13 genniao, ha dichiarato che gli Stati Uniti hanno contattato la Corea del Nord per cercare di riprendere i colloqui. O’Brien ha anche affermato che ci sono segnali positivi nei rapporti tra i due Paesi. Tra questi, ha nominato il fatto che il leader nordcoreano non abbia agito a seguito delle recenti minacce, relative sopratutto ad un possibile “regalo di Natale” da Pyongyang a Washington. Tali affermazioni erano state pronunciate da Ri Thae Song, vice ministro degli Esteri della Corea del Nord, responsabile degli Affari con gli Stati Uniti, il 2 dicembre. Alcuni analisti avevano suggerito che tale dichiarazione poteva indicare che Pyongyang stava preparando un test missilistico a lungo raggio. Tuttavia, il presidente degli Stati Uniti Donald Trump aveva minimizzato, affermando che il dono poteva anche essere “un bellissimo vaso”. 

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Maria Grazia Rutigliano

di Redazione

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