Grecia, emergenza sulle isole: scontri tra polizia e residenti diventano violenti, decine i feriti

Pubblicato il 29 febbraio 2020 alle 7:27 in Grecia Immigrazione

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

Il governo greco sta cercando, con difficoltà, di tenere sotto controllo una situazione d’emergenza sulle isole del Mar Egeo, dove i residenti sono sempre più infuriati con le forze di sicurezza per la cattiva gestione della questione dei migranti. Nell’ultima settimana gli scontri tra civili e forze dell’ordine sono diventati frequenti e le violenze non si risparmiano da entrambe le parti, secondo quanto riferito da testimoni locali. Il governo, venerdì 28 febbraio, è stato costretto a ritirare la maggior parte della polizia antisommossa inviata per fare da guardia ai campi dei migranti. Almeno 50 agenti sono rimasti feriti negli scontri sulle isole di Lesbo e Chios e 2 di loro hanno subito ferite da arma da fuoco.

Anche 10 residenti sono rimasti feriti durante gli scontri, scatenati principalmente dalle proteste contro la costruzione di nuovi centri per l’accoglienza dei rifugiati. Da martedì 25 febbraio, diversi testimoni hanno riferito che folle di centinaia di persone hanno tentato di bloccare lo scarico di materiali pesanti a Lesbo per impedire il proseguimento dei lavori. Ne sono seguiti accesi scontri con la polizia, con i residenti dell’isola che tentavano di impedire l’accesso al sito e gli agenti che utilizzavano gas lacrimogeni per disperdere i manifestanti. Scene simili sono state registrate anche a Chios.

Il primo ministro greco, Kyriakos Mitsotakis, avrebbe dovuto incontrare i sindaci delle isole nella giornata di giovedì 27 febbraio, nel tentativo di trovare una sorta di compromesso. Tuttavia, più tardi il governo ha deciso di continuare per la sua strada, senza consultare le autorità locali. Atene insiste che nuovi e più sicuri centri di accoglienza sono necessari per sostituire le strutture esistenti, dove l’intenso sovraffollamento ha portato a impiantare tende fuori dai perimetri consentiti. “Non esiste un piano alternativo, questo è l’unico che abbiamo”, ha detto un portavoce del governo, Stelios Petsas, alla televisione greca. “La nostra priorità è creare campi chiusi, così da poter affrontare il sovraffollamento”, ha aggiunto.

Né i residenti né le autorità locali delle isole credono che il governo manterrà la sua promessa di chiudere le vecchie strutture, quindi l’opposizione a costruirne di nuove è diventata sempre più intensa. Da quando il governo ha annunciato i suoi piani, già lo scorso novembre, gli isolani hanno cominciato a organizzare una serie di scioperi e proteste, facendo crescere il malcontento settimana dopo settimana, fino a qualche giorno fa, quando le autorità si sono trovate costrette a inviare, e successivamente a ritirare, la polizia antisommossa.

Mercoledì, una folla arrabbiata di circa 1.000 persone ha assediato un campo militare dove erano stati ospitati gli agenti di polizia inviati a Lesbo. Alcuni residenti hanno lanciato bombe fatte in casa e sparato con fucili da caccia. “Due persone sono state arrestate e tutte le vicende sono sotto indagine”, ha assicurato il portavoce della polizia, Theodoros Chronopoulos.

Il portavoce del governo, Petsas, ha attribuito le insurrezioni a “elementi estremisti”, affermando che non sono rappresentativi della maggioranza degli isolani che, invece, avevano protestato pacificamente fino a quel momento. In ogni caso, la situazione di alta tensione sta esacerbando le divisioni anche tra il governo centrale e i funzionari locali.

Gli arrivi di migranti irregolari in Grecia sono aumentati drasticamente nella seconda metà del 2019, procurando problemi alle comunità e strutture di accoglienza, soprattutto nelle isole. Il Direttore generale dell’Organizzazione Internazionale per le Migrazioni, Antonio Vitorino, recatosi ad Atene a inizio dicembre, ha sottolineato l’importanza di un approccio alla gestione dell’immigrazione bilanciato e valido nel lungo periodo. 

A Moria, il più grande campo sull’isola di Lesbo, ci sono più di 19.000 richiedenti asilo che vivono in una struttura con una capacità di 2.840. Nel campo di Samos, invece, secondo quanto dichiarato dal Ministero greco per la protezione dei cittadini, vivono attualmente circa 7.200 migranti, nonostante la struttura sia stata progettata per sole 700 persone.

Scarica l’app gratuita di Sicurezza Internazionale da Apple Store o Google Play

Chiara Gentili

di Redazione

Al fine di migliorare la tua esperienza di navigazione, questo sito utilizza i cookie di profilazione di terze parti. Chiudendo questo banner o accedendo ad un qualunque elemento sottostante acconsenti all’uso dei cookie.