Tunisia: passaggio di consegne alla presidenza del Consiglio, un evento “singolare”

Pubblicato il 28 febbraio 2020 alle 16:28 in Africa Tunisia

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

Cartagine ha ospitato, venerdì 28 febbraio, il passaggio di consegne tra l’ex capo del governo, Youssef Chahed, ed il premier neoeletto, Elyes Fakhfakh.

L’evento ha avuto luogo dopo che, nella sera del 26 febbraio, Fakhfakh ha ottenuto la fiducia del Parlamento, con 129 voti favorevoli su 217. Alla cerimonia hanno partecipato diversi partiti politici, rappresentanti di alcuni organi costituzionali e membri di organizzazioni nazionali. Nel suo discorso, Chahed ha espresso il proprio sostegno al primo ministro neoeletto, sottolineando come la Tunisia stia vivendo attualmente un momento storico, che avrà ripercussioni rilevanti nella cornice del percorso democratico intrapreso dal Paese. Parallelamente, è stato sottolineato come la stabilità politica sia fondamentale per raggiungere gli obiettivi auspicati.

La Tunisia attendeva un nuovo esecutivo da circa quattro mesi, e diverse sono state le critiche e gli ostacoli che hanno accompagnato le consultazioni e le operazioni dell’ultimo periodo. Alla luce di ciò, Fakhfakh, il 28 febbraio, si è detto pronto “a governare e non a lasciare”, sebbene alcune indiscrezioni abbiano lasciato presagire ad un vicino rovesciamento. Per il premier, la Tunisia è stata danneggiata dai diversi cambi di governo degli ultimi anni e, pertanto, è necessario sostenerne la stabilità per il bene del Paese stesso. La stabilità politica, è stato dichiarato, sarà altresì fondamentale per far fronte alle problematiche di tipo economico e sociale.

Sin dalla rivoluzione del 2011, la Tunisia ha assistito al susseguirsi nove governi. Nonostante i progressi raggiunti nel corso della transizione verso la democrazia, nessun esecutivo si è dimostrato in grado di risanare le problematiche economiche e sociali, né di rispondere alle aspettative della gioventù tunisina. Il voto di mercoledì 26 febbraio è giunto dopo che il Parlamento tunisino, il 10 gennaio, non aveva conferito fiducia al governo proposto da Habib Jemli, il candidato primo ministro presentato da Ennahda, il quale non era riuscito a ottenere i voti favorevoli della maggioranza dell’Assemblea, fermandosi a 72 contro i 130 necessari.

La nomina di Fakhfakh alla presidenza del Consiglio è giunta il 21 gennaio. La scelta risponde alle esigenze di sviluppo economico dello Stato nordafricano, da anni bloccato in una situazione di bassa crescita, alto debito pubblico e servizi in crisi. L’uomo, un ex impiegato della compagnia energetica francese Total, ha assunto il mandato di ministro del Turismo e successivamente di ministro delle Finanze nel 2012, dopo la rivoluzione della Primavera Araba del 2011, che ha rovesciato il presidente Zine El Abidine Ben Ali.

La squadra di governo presentata dal neopremier è composta da 30 ministri e da 2 sottosegretari. Sei sono le donne a cui è stato affidato un incarico all’interno del nuovo esecutivo, una delle quali posta a capo del Ministero della Giustizia. Diverse le sfide da affrontare a livello economico, dopo anni di crescita lenta, disoccupazione persistente, deficit pubblico elevato, debito in aumento, inflazione e servizi pubblici in deterioramento. Per affrontare tale situazione, è richiesta una notevole spesa pubblica e riforme politiche sensibili ai sussidi energetici e alle aziende pubbliche. Il nuovo governo dovrà anche garantire nuovi finanziamenti esterni, per un valore di 3 miliardi di dollari, dal momento che, ad aprile, è prevista la fine del programma di prestiti del Fondo monetario internazionale.

Per un analista politico, Abdullatif Al-Hanashi, la transizione che ha avuto luogo rappresenta un risultato rilevante per il mondo arabo, nonché un successo per il percorso intrapreso dalla Tunisia verso la democrazia, e dimostra come il Paese si stia muovendo sulla strada giusta, sebbene siano diverse le sfide da affrontare a livello sociale ed economico. Non da ultimo, la stessa cerimonia del 28 febbraio ha mostrato una convergenza e solidarietà tra il vecchio ed il nuovo premier, nonché la presenza di una forte componente politica tunisina e ciò, per al-Hanashi, è da intendersi come un segnale positivo.

 

Scarica l’app gratuita di Sicurezza Internazionale da Apple Store o Google Play

Piera Laurenza, interprete di arabo

di Redazione

Al fine di migliorare la tua esperienza di navigazione, questo sito utilizza i cookie di profilazione di terze parti. Chiudendo questo banner o accedendo ad un qualunque elemento sottostante acconsenti all’uso dei cookie.