ONU: narcotrafficanti infiltrati nell’esercito venezuelano

Pubblicato il 28 febbraio 2020 alle 10:10 in America Latina Venezuela

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Le Nazioni Unite hanno confermato l’esistenza del cartello dei Soles, un’organizzazione criminale dedita al traffico di droga guidata da militari chavisti dell’esercito del Venezuela, di cui si parla anche da prima dell’ascesa di Hugo Chávez al potere nel 1999, ma di cui fino ad ora si sapeva molto poco. Una voce che circola da anni sia in Venezuela sia in Colombia e che ora è stata confermata dall’ONU.

“Vi sono indicazioni che nella Repubblica Bolivariana del Venezuela gruppi criminali sono riusciti a infiltrarsi nelle forze di sicurezza del governo e hanno creato una rete informale nota come cartello dei Soles per facilitare l’ingresso e l’uscita di droghe illegali dal Paese” – ha annunciato da Ginevra l’International Narcotics Control Board, un organismo integrato delle Nazioni Unite. Il nome del cartello è dovuto al fatto che sin dalla sua origine, i generali della Guardia nazionale boliviana sono stati accusati di guidare il cartello. I distintivi di questi soldati sono i soli (soles in spagnolo) invece delle consuete stelle. I generali principali hanno anche tre soli sulle loro mostrine.

Il cartello dei Soles “ha trasportato grandi quantità di droghe illecite in Europa e negli Stati Uniti dalla Colombia, attraverso il Venezuela. Gruppi criminali organizzati controllano i porti marittimi e usano aerei leggeri, con i quali effettuano voli illegali” – ha affermato il Board nella sua relazione annuale.

Mercoledì 26 febbraio, le autorità di Aruba hanno fermato una nave, proveniente dal Venezuela, che trasportava più di una tonnellata di cocaina. La nave, battente bandiera del Camerun, era diretta in Grecia, secondo i resoconti dei media locali dell’isola caraibica.

“Diversi informatori e disertori si sono prestati per fornire informazioni e fornire prove finanziarie dell’esistenza di questo cartello” – spiega al quotidiano spagnolo El Mundo il deputato venezuelano in esilio Franco Casella, che in passato ha presieduto il sottocomitato parlamentare delle forze armate. Denunce che al momento non sono pubblicamente confermate dalle due principali autorità dell’intelligence fuggite dal Venezuela: il maggiore generale Hugo “El Pollo” Carvajal, braccio destro di Hugo Chávez in materia di spionaggio, e il generale Cristopher Figuera, che è stato direttore del Servizio di intelligence bolivariano (Sebin) durante il primo mandato di Nicolás Maduro. Il primo ha descritto il cartello dei Soles come un “mito” e il secondo ha ridotto la portata delle accuse affermando che “il fatto che alcuni membri attivi o della riserva delle forze armate siano coinvolti in tali crimini non significa che l’intera istituzione lo sia”.

I leader dell’opposizione venezuelana non pensano la stessa cosa. “Carvajal e altri attori hanno negato e banalizzato l’esistenza del cartello, hanno voluto trasformarlo in una leggenda metropolitana, ma è impossibile nascondere il traffico di droga all’interno delle forze armate: esiste, è reale, c’è una trama di fondo e ci sono detenuti di altissimo livello, come i narco-nipoti di Maduro” – spiega Casella. I due nipoti di Maduro sono stati condannati negli Stati Uniti a 18 anni di prigione per aver tentato di introdurre 800 chili di coca nel paese nordamericano.

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Italo Cosentino, interprete di spagnolo 

di Redazione

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